Decreto Pa. Aiop e Aris: “Tariffe ferme al 2012, aggiornarle per salvare il privato accreditato”

Decreto Pa. Aiop e Aris: “Tariffe ferme al 2012, aggiornarle per salvare il privato accreditato”

Decreto Pa. Aiop e Aris: “Tariffe ferme al 2012, aggiornarle per salvare il privato accreditato”

Le associazioni delle strutture sanitarie private chiedono un incremento lineare del 3,68% dei Drg per acuti e un adeguamento del tetto di spesa delle Regioni. "Senza entrambi, l'aumento delle tariffe si tradurrebbe in meno prestazioni per i cittadini".

Il sistema tariffario della sanità pubblica è fermo da quattordici anni. È la denuncia di Aiop (Associazione italiana delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali) e Aris (Associazione religiosa istituti sociosanitari), presentata in una memoria depositata alle Commissioni congiunte Bilancio e Ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144.

Le due associazioni rappresentano la componente di diritto privato del Servizio sanitario nazionale, che contribuisce alla sanità pubblica con 64 mila posti letto (oltre il 30% del totale), più di 2 milioni di ricoveri annui (28% del totale) e un volume superiore a 291 milioni di prestazioni ambulatoriali (36,2% della specialistica ambulatoriale). Le strutture aderenti impegnano oltre 120.000 dipendenti.

Il nodo delle tariffe ferme al 2012

Il sistema di remunerazione delle prestazioni ospedaliere è ancora determinato sulla base del decreto ministeriale del 18 ottobre 2012. “Si tratta di un sistema tariffario fermo da quattordici anni, che risente dell’erosione determinata dall’inflazione cumulatasi a partire dal 2013 (pari al 25,6%) e non più coerente con l’evoluzione dei costi di produzione”, scrivono Aiop e Aris.

L’esigenza di aggiornare il sistema è stata già riconosciuta dal legislatore: l’articolo 1, comma 280, della legge n. 234 del 2021 ha previsto l’adeguamento delle tariffe massime, e le successive leggi di bilancio hanno stanziato risorse. Per il 2026 sono state individuate risorse pari a 650 milioni di euro, che salgono a 1 miliardo di euro dal 2027. “Nonostante la disponibilità delle risorse, l’aggiornamento sistematico delle tariffe non risulta ancora perfezionato”.

Le associazioni ricordano che nelle prime bozze del decreto era già stata individuata la possibilità di procedere a un incremento lineare del 3,68% dei Drg relativi all’assistenza ospedaliera per acuti.

Il legame con il rinnovo del contratto

Il prolungato mancato aggiornamento delle tariffe assume particolare rilevanza, secondo Aiop e Aris, in relazione al costo del lavoro. “Gli incrementi retributivi connessi al rinnovo contrattuale, atteso da imprese e lavoratori, non possono trovare copertura in un sistema di remunerazione delle prestazioni ancora a valori fissati nel 2012”. L’aggiornamento del tariffario è quindi necessario “anche a garantire la sostenibilità del rinnovo e, con esso, della tutela dei professionisti che operano nelle strutture accreditate”.

Il rischio del tetto di spesa

L’aumento delle tariffe, tuttavia, “costituisce solo il primo elemento dell’intervento necessario”. Aiop e Aris spiegano che le Regioni devono disporre anche di una corrispondente capacità di spesa per continuare ad acquistare gli stessi volumi assistenziali. Il limite alla spesa per l’acquisto di prestazioni da privato accreditato, introdotto dall’articolo 15, comma 14, del DL 95/2012, “continua a operare come vincolo quantitativo”.

“L’aumento del valore unitario delle prestazioni, qualora non sia accompagnato da un corrispondente adeguamento del limite di spesa, determina infatti un effetto immediato: a parità di budget complessivo, si riduce il numero di prestazioni che le Regioni possono acquistare dal privato accreditato”. In assenza di un parallelo adeguamento del tetto di spesa, l’aggiornamento tariffario si tradurrebbe “in una contrazione dei volumi assistenziali effettivamente erogabili”.

Le associazioni citano l’intesa del 2 aprile 2026 (Rep. Atti N. 47/CSR) sulla riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza post-acuzie, in cui i rappresentanti del Governo si erano impegnati a elevare il tetto per l’acquisto di prestazioni da privato accreditato in misura corrispondente all’impatto dell’incremento tariffario.

La proposta

Aiop e Aris propongono due misure congiunte. La prima: l’incremento lineare del 3,68% delle tariffe per le prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti erogate in regime di ricovero ordinario e diurno a decorrere dal 1° luglio 2026, utilizzando le risorse già stanziate, con riassorbimento dell’incremento in occasione del successivo aggiornamento sistematico del tariffario, da effettuare entro il 31 dicembre 2027.

La seconda: l’incremento di 3,9 punti percentuali, a decorrere dal 2026, del limite di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie dal privato accreditato. L’adeguamento tiene conto sia dell’impatto dell’aggiornamento dei Drg per acuti, sia di quello relativo alle prestazioni di riabilitazione ospedaliera e lungodegenza post-acuzie.

“La proposta consente così di affrontare in modo unitario i due profili, rendendo effettivo un primo adeguamento della remunerazione delle prestazioni, a parziale recupero dell’erosione inflattiva e quale contributo alla sostenibilità del costo del personale, nonché preservando la capacità delle Regioni di acquistare i volumi assistenziali necessari nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”, concludono Aiop e Aris.

10 Settembre 2026

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