Dengue, studio Iss-Fbk: nei focolai italiani il contagio resta quasi sempre entro 400 metri. Fondamentali diagnosi precoce e disinfestazione

Dengue, studio Iss-Fbk: nei focolai italiani il contagio resta quasi sempre entro 400 metri. Fondamentali diagnosi precoce e disinfestazione

Dengue, studio Iss-Fbk: nei focolai italiani il contagio resta quasi sempre entro 400 metri. Fondamentali diagnosi precoce e disinfestazione

Uno studio pubblicato su Eurosurveillance e coordinato da Iss e Fondazione Bruno Kessler ha analizzato i focolai di dengue sierotipo 2 registrati in Italia nel 2024. Meno dell'1% delle trasmissioni ricostruite è avvenuto oltre i 400 metri dal caso indice. Le misure di controllo dei vettori riducono la trasmissione del 41,3%, mentre ogni grado in più di temperatura la aumenta del 19,8%. Dall'inizio del 2026 registrati 169 casi, tutti importati.IL DOCUMENTO

La trasmissione della dengue nei focolai autoctoni italiani avviene quasi esclusivamente a breve distanza dal caso iniziale. È questa la principale conclusione dello studio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Fondazione Bruno Kessler, con il contributo delle Regioni interessate dai focolai di dengue sierotipo 2 del 2024, pubblicato sulla rivista Eurosurveillance.

L’analisi, basata sui focolai verificatisi in Italia nel 2024 – che hanno fatto registrare complessivamente 296 casi, il numero più elevato mai osservato nell’Europa continentale – ha ricostruito le catene di trasmissione del virus attraverso modelli matematici, valutando anche l’effetto delle temperature e delle misure di controllo della zanzara Aedes albopictus, la cosiddetta zanzara tigre.

I risultati mostrano che meno dell’1% dei contagi di cui è stato possibile ricostruire la catena di trasmissione si è verificato oltre i 400 metri dalla fonte iniziale dell’infezione. Il tempo medio che intercorre tra un caso primario e uno secondario è risultato pari a 18 giorni, mentre il 15,4% delle trasmissioni è avvenuto in ambito domestico.

Lo studio evidenzia inoltre che, una volta individuato il focolaio, la capacità di diffusione del virus diminuisce sensibilmente. Il numero medio di infezioni secondarie generate da ciascun caso passa infatti da 1,4 a 0,4, a conferma dell’efficacia degli interventi tempestivi di sanità pubblica.

Un ruolo decisivo è svolto dalle attività di controllo dei vettori, che riducono la trasmissione del 41,3%. Al contrario, le temperature elevate favoriscono la diffusione del virus: secondo le stime dei ricercatori, ogni incremento di un grado centigrado determina un aumento del 19,8% della trasmissione secondaria.

“I focolai autoctoni di dengue in Italia nel 2024 sono stati causati principalmente da trasmissione a breve distanza”, concludono gli autori dello studio. “I nostri risultati confermano che la diagnosi precoce dei casi e il rapido controllo dei vettori sono fondamentali per ridurre la trasmissione”.

Nel frattempo prosegue la sorveglianza epidemiologica. Secondo l’ultimo aggiornamento della dashboard nazionale sulle arbovirosi dell’Iss, dal primo gennaio al 30 giugno 2026 sono stati confermati in Italia 169 casi di dengue, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi. Il 71% delle infezioni è stato contratto alle Maldive.

Nello stesso periodo sono stati registrati anche 13 casi confermati di chikungunya, anch’essi tutti importati, con il 77% dei contagi associato a viaggi alle Seychelles, oltre a due casi importati di virus Zika. Non sono stati invece segnalati casi di encefalite da zecche (TBE).

I dati confermano che, pur in assenza di trasmissione autoctona nel 2026, il crescente numero di casi importati rende essenziale mantenere elevata la capacità di individuazione precoce delle infezioni e di attivazione delle misure di contenimento, soprattutto durante la stagione di maggiore attività della zanzara tigre.

10 Luglio 2026

© Riproduzione riservata

Il Sud si ammala due volte
Il Sud si ammala due volte

Il Sud si ammala due volte. La prima quando le condizioni economiche, sociali e ambientali compromettono la salute dei suoi abitanti. La seconda quando il bisogno di assistenza incontra servizi...

Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%
Morbillo. Italia prima in Ue per numero di casi e incidenza doppia rispetto alla media europea. Seconda dose vaccinale ferma all’83%

L'Italia si conferma il Paese europeo con il maggior numero di casi di morbillo notificati negli ultimi 12 mesi: 651, pari al 28% dei 2.325 complessivamente segnalati nei 30 Paesi...

Ci vorrebbe un’altra Tina Anselmi
Ci vorrebbe un’altra Tina Anselmi

La Corte dei conti presenta un risultato che dovrebbe scuotere la politica: circa 2,3 miliardi di disavanzo sanitario regionale nel 2025, prima delle coperture, quasi 800 milioni in più rispetto...

Biodifesa. Anche la salute è una questione di sicurezza nazionale. Ma l’Occidente non è pronto
Biodifesa. Anche la salute è una questione di sicurezza nazionale. Ma l’Occidente non è pronto

Mentre in Occidente i bilanci militari si gonfiano fino a toccare il record storico di 2.890 miliardi di dollari, la spesa per difenderci dalla minaccia più subdola - un agente...