Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Dipendenze. 300 mila persone ogni anno nei servizi di cura, FeDerSerD: “Serve più personale e accesso a terapie”

Dal 14 al 16 ottobre a Napoli il XV Congresso nazionale FeDerSerD, che celebra i suoi 25 anni. Al centro le nuove dipendenze, il disagio giovanile, le difficoltà di accesso ai servizi e il futuro dell’assistenza territoriale. La presidente Roberta Balestra: “Le dipendenze cambiano, il sistema di cura deve essere in grado di rispondere. Servono investimenti, competenze e servizi sempre più vicini alle persone”.

Circa 300mila persone ogni anno si rivolgono ai Servizi per le Dipendenze (SerD) per ricevere assistenza e intraprendere percorsi di cura. Un universo di bisogni che va ben oltre le tossicodipendenze tradizionali e comprende problemi legati all’alcol, al tabacco e alle dipendenze comportamentali e a quelle digitali, in un quadro reso sempre più complesso dall’emergere di nuove forme di disagio come , soprattutto tra i giovani. È da questa realtà che prenderà le mosse il XV Congresso nazionale FeDerSerD, la Federazione italiana degli operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze, in programma a Napoli dal 14 al 16 ottobre, presso l’Hotel Royal Continental.

Tre giornate di confronto scientifico, professionale e istituzionale dedicate al futuro dell’assistenza, in un anno particolarmente significativo per la Federazione, che celebra i 25 anni dalla sua costituzione.

Il titolo scelto per il Congresso, “Governare la complessità. I servizi per le dipendenze tra indirizzi istituzionali, evidenze cliniche e bisogni emergenti”, sintetizza una sfida che riguarda l’intero Servizio sanitario nazionale: garantire risposte tempestive, appropriate e continuative a persone con bisogni sanitari, psicologici e sociali sempre più articolati.

“Oggi le dipendenze rappresentano una delle grandi sfide della sanità pubblica”, sottolinea Roberta Balestra, presidente nazionale FeDerSerD. “I nostri servizi seguono ogni anno centinaia di migliaia di persone, spesso con situazioni cliniche e sociali molto complesse. Ma il bisogno di assistenza non sempre riesce a tradursi in un accesso tempestivo alle cure. Dobbiamo ridurre questa distanza, rafforzando gli organici, valorizzando le competenze specialistiche e costruendo percorsi capaci di accompagnare realmente le persone. Nessuno dovrebbe rinunciare a chiedere aiuto perché non sa a chi rivolgersi o incontra ostacoli nell’accesso ai servizi”.

Servizi territoriali, personale e intervento precoce: le priorità

Uno dei temi centrali del Congresso sarà il ruolo dei SerD nella riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Per FeDerSerD è necessario rafforzare il collegamento tra i servizi specialistici e la rete delle Case della Comunità, promuovendo una collaborazione strutturata con i medici di medicina generale, i servizi sociali, quelli dell’età evolutiva e il Terzo settore accreditato.

L’obiettivo è intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità, evitare che i problemi si aggravino e assicurare continuità assistenziale anche alle persone che presentano patologie concomitanti, disturbi psichiatrici e condizioni di fragilità sociale.

Un’integrazione che, secondo la Federazione, deve accompagnarsi alla tutela dell’autonomia specialistica e gestionale dei servizi per le dipendenze e a un adeguato investimento nelle professionalità.

“La sanità territoriale non può essere ripensata senza riconoscere il ruolo strategico dei SerD”, prosegue Balestra. “Le Case della Comunità possono rappresentare un’importante opportunità per avvicinare i servizi ai cittadini, ma l’integrazione deve essere reale e non soltanto formale. Servono équipe multidisciplinari, personale adeguato, formazione continua e una chiara responsabilità organizzativa. L’autonomia specialistica non significa isolamento, ma capacità di collaborare meglio e di garantire qualità e continuità delle cure”.

Dalle nuove droghe alle dipendenze digitali: come cambiano i bisogni di cura

Il programma scientifico del Congresso affronterà le principali trasformazioni che stanno interessando il mondo delle dipendenze. Dai disturbi legati all’uso di oppiacei alle problematiche alcol-correlate, dal tabagismo alle dipendenze comportamentali, con particolare attenzione alle nuove vulnerabilità giovanili e al rapporto con il mondo digitale.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla comorbilità psichiatrica e internistica, alle patologie infettive correlate, alla salute delle persone detenute e alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi.

Tra gli obiettivi, individuare modelli di intervento sempre più personalizzati, valorizzare le evidenze scientifiche, migliorare la valutazione degli esiti e ridurre le differenze territoriali nell’offerta assistenziale.

“Non possiamo affrontare bisogni nuovi con modelli organizzativi che rischiano di non essere più adeguati”, osserva Balestra. “Dobbiamo investire soprattutto nella prevenzione e nell’intervento precoce, prestando particolare attenzione ai giovani e alle nuove vulnerabilità. Ma dobbiamo anche garantire che chi è già in cura possa contare su percorsi stabili, multidisciplinari e costruiti intorno alla persona”.

FeDerSerD compie 25 anni: il futuro dei servizi al centro del confronto

Il Congresso di Napoli sarà anche l’occasione per ripercorrere i 25 anni di attività della Federazione, che riunisce oltre mille associati e rappresenta una comunità professionale impegnata quotidianamente nella prevenzione, nella diagnosi, nel trattamento e nella riabilitazione delle dipendenze.

Un percorso che ha accompagnato i cambiamenti del settore e che oggi guarda alla necessità di consolidare l’identità scientifica e professionale dei SerD, anche alla luce degli indirizzi emersi dalla VII Conferenza nazionale sulle Dipendenze del novembre 2025.

Nel corso delle giornate congressuali si svolgerà inoltre la seconda edizione del premio “Traguardi e prospettive dei Servizi delle Dipendenze”, dedicato alla memoria del past president Guido Faillace e alla valorizzazione delle esperienze innovative.

“I nostri 25 anni non sono soltanto un anniversario da celebrare, ma un’occasione per guardare avanti”, conclude Balestra. “Vogliamo che il Congresso di Napoli contribuisca a costruire una visione condivisa del futuro dei servizi. La qualità dell’assistenza alle persone con dipendenze è una questione di salute pubblica, di equità e di tutela dei diritti. Investire in questi servizi significa investire nella salute e nella coesione delle nostre comunità”.

Programma e informazioni: https://congressonazionale.federserd.it/

12 Ottobre 2026

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