Dpf. Audizione Cnel: “La sanità è assente. Nessuna strategia per la sicurezza sul lavoro”

Dpf. Audizione Cnel: “La sanità è assente. Nessuna strategia per la sicurezza sul lavoro”

Dpf. Audizione Cnel: “La sanità è assente. Nessuna strategia per la sicurezza sul lavoro”

Il Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro alle Commissioni bilancio: “Misure frammentate, investimenti bloccati, nessuna prevenzione strutturale”. Sindacati denunciano: “Carenti attività ispettive e politiche organiche”.

Nel Documento di Finanza Pubblica 2026, la sanità non c’è. O quasi. È il dato più eclatante che emerge dalla memoria del Presidente del Cnel, Renato Brunetta, presentata oggi in audizione davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato. E quando se ne parla, è per denunciare l’assenza di misure strutturali, investimenti insufficienti e una totale mancanza di strategia organica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

A occuparsi del tema, nella parte finale del documento, sono le parti sociali. Sindacati e rappresentanti dei lavoratori sollevano “l’assenza di misure strutturali e di investimenti nell’attività ispettiva o preventiva” e chiedono “con urgenza una strategia organica in materia di sicurezza sul lavoro»” Parole che arrivano in un momento in cui i dati sugli infortuni e sulle morti bianche continuano a tenere banco nell’agenda politica, ma che nel DFP 2026 trovano poco spazio e ancor meno risposte concrete.

Manovra senza visione, penalizzati investimenti e personale
Secondo quanto riportato nella memoria, l’intera politica economica dell’Esecutivo negli ultimi anni è stata orientata quasi esclusivamente al raggiungimento dell’obiettivo di uscire dalla procedura di infrazione. Un obiettivo mancato, ma che ha già prodotto “effetti pesanti in termini di contenimento della spesa e di investimenti pubblici, sulla sanità, sulla materia previdenziale e su quella fiscale”.

Il costo, insomma, è stato pagato anche dal Servizio sanitario nazionale. Il Cnel segnala che “il mancato raggiungimento del target auspicato comporta due oneri particolarmente gravosi: il costo sostenuto in passato per avvicinarsi all’obiettivo e l’impossibilità di realizzare politiche espansive in futuro”. Tra queste, inevitabilmente, anche quelle a sostegno della medicina territoriale, delle liste d’attesa e del personale sanitario, sempre più provato da turni massacranti e stipendi fermi.

Prevenzione e sicurezza: un vuoto clamoroso
Il capitolo più critico riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il DFP 2026, denunciano le parti sociali, non contiene alcuna misura organica né investimenti dedicati all’attività ispettiva e alla prevenzione. Un vuoto che appare ancor più grave alla luce dei dati sugli infortuni e sulle malattie professionali, in costante aumento.

“Scarsa attenzione” si legge nel documento anche sulla qualità dell’occupazione e sulle “perduranti criticità del lavoro”. Se da un lato l’occupazione complessiva tiene, dall’altro restano “l’elevata quota di contratti precari, il livello dei salari reali ancora molto al di sotto della media europea, l’incidenza significativa del lavoro povero”. E in un mercato del lavoro frammentato, la sicurezza diventa ancora più difficile da garantire, soprattutto per le categorie più esposte: lavoratori over50, part-time involontari, donne e giovani.

Un “tagliando di controllo” senza risposte per la salute dei cittadini
Brunetta definisce il Dfp 2026, nella visione originaria, una sorta di “tagliando di controllo” dei progressi compiuti dall’Italia nel risanamento della finanza pubblica. Ma sul fronte sanitario, quel tagliando non è mai stato fatto. Nessuna strategia per la prevenzione, nessun investimento per gli ispettori, nessuna riforma organica per la sicurezza sul lavoro.

Per il mondo della sanità – medici, infermieri, tecnici della prevenzione, operatori dei servizi territoriali – il messaggio è chiaro: senza risorse, senza personale e senza una visione, la prevenzione resta un’illusione. E il diritto alla salute dei cittadini, dentro e fuori i luoghi di lavoro, rischia di diventare un lusso per pochi.

28 Aprile 2026

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