Gentile Direttore,
il Direttivo CoSMEU – Coordinamento nazionale degli Specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza – intende esprimere la propria posizione in merito al recente dibattito sull’organizzazione dell’elisoccorso a Trento e, in particolare, sull’ingresso di medici di Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU) nell’organico del servizio.
Nei giorni scorsi, sono stati sollevati alcuni interrogativi dalla Consigliera Mariachiara Franzoia diretti al Presidente del Consiglio provinciale di Trento riguardo a questa “impostazione che si pone in controtendenza rispetto alla prassi consolidata degli ultimi 46 anni”, ossia la presenza di solo medici anestesisti-rianimatori (ARTID) nel servizio. Doverosa è la premessa che la Medicina d’Emergenza-Urgenza non sia più una specializzazione così giovane, infatti, pur essendo in continua crescita, ha formato negli ultimi 15 anni professionisti esperti nell’assistenza al paziente nelle fasi acute e critiche. CoSMEU esprime pertanto stupore che nel 2026 questo tema venga nuovamente sollevato.
Esprimiamo solidarietà alla collega che ha vinto una selezione con pieno merito, peraltro valutata da due colleghi anestesisti entrambi elisoccorritori — a riprova dei rapporti di stima reciproca che esistono tra le due specialità nei fatti, non solo nelle dichiarazioni. Sottolineiamo inoltre come le stesse linee guida SIAARTI sull’elisoccorso e sulle buone pratiche cliniche sui trasporti, redatte dalla società scientifica degli anestesisti stessi, sono inequivocabili: è la competenza, non l’etichetta, a determinare l’idoneità – si parla più volte, infatti, di medico esperto in gestione delle funzioni vitali (rianimazione cardiopolmonare e gestione avanzata delle vie aeree)”, di “personale di area critica/terapia intensiva” e l’importanza di avere certificazioni standardizzate quali il BLSD o l’ALS.
L’acquisizione di skills tecniche e non-tecniche in percorsi di formazione strutturata e condivisa hanno reso molti MEU esperti di prim’ordine a livello italiano nei campi che vanno dal preospedaliero – in tutte le sue forme – fino alla ricerca scientifica, alla medicina in ambienti impervi e alla medicina dei disastri, superando la svalutazione dei professionisti MEU definiti come “figure professionali solitamente impiegate nel Pronto Soccorso o sulle automediche”, ma allargandolo a un concetto di Medicina d’Emergenza che abbraccia tutte le sue forme di applicazione. CoSMEU da sempre condivide la diffusione della MEU oltre le mura ospedaliere del Pronto Soccorso: promuovendo eventi formativi e condividendo esperienze di specialisti (come nella campagna social “Io scelgo MEU” dello scorso settembre) che evidenziano come, assieme al Pronto Soccorso, anche le realtà extraospedaliere facciano parte concretamente della MEU – come ribadito dal core curriculum del MEU dall’EUSEM (European Society in Emergency Medicine) – e che non siano solo una “volontà di rendere più “attrattiva” l’attività professionale in Trentino”, bensì determinanti a migliorare la retention con un impatto positivo sulla salute del paziente.
Nelle scuole MEU di Italia (dati da “CoSMEU Survey 2025”) il percorso formativo in ambito preospedaliero ha una durata media temporale pari – e spesso superiore – a quella dei colleghi ARTID. Questo sottolinea la condivisione tra le due discipline di parte dei percorsi formativi durante la specializzazione e rimarca come la collaborazione tra MEU e ARTID rappresenta già un modello consolidato e virtuoso in molte realtà italiane, fondato sul rispetto reciproco e sulla condivisione delle competenze, e non sulla contrapposizione tra ruoli. Le due discipline sono pertanto complementari e con competenze condivise in alcuni campi di applicazione comuni, tra cui il preospedaliero, elisoccorso incluso – come già provato da molte regioni italiane, attraverso un continuo e progressivo adeguamento delle rimanenti a modelli di integrazione di queste due professionalità.
Nessuna figura professionale è quindi sostituibile, ma nessuna dovrebbe essere considerata intoccabile o esclusiva a fronte di competenze che danno prova della capacità di assistenza al paziente critico. Riteniamo doveroso sottolineare come l’eccellenza non possa essere identificata inoltre con l’immobilità anacronistica: i sistemi sanitari più efficaci sono quelli capaci di evolversi, integrando nuove competenze e valorizzando il confronto tra professionisti con percorsi formativi differenti, seppur a tratti sovrapposti e ad altri complementari. Crediamo quindi che l’elisoccorso, simbolo di eccellenza e innovazione, sia lo spazio di integrazione professionale adatto per le due discipline e che possa essere fondato su percorsi e standard chiari e condivisi.
CoSMEU ringrazia SIMEU e ANAAO per le loro prese di posizione. Ma soprattutto ringraziamo AAROI-EMAC, che rappresentando storicamente gli anestesisti-rianimatori e in tempi più recenti anche i Medici d’Emergenza-Urgenza, ha ribadito con forza che questa non è già da tempo materia di dibattito. Le perplessità espresse dalla consigliera sono verosimilmente riconducibili a informazioni incomplete, fornite da singoli mossi da interessi personali.
Noi come futuri MEU non smetteremo mai di ripeterlo: solo andando oltre al “si è sempre fatto così”, vi è una progressione migliorativa che ha come fine ultimo la qualità di cura e di assistenza dei nostri pazienti, che rimangono sempre al primo e unico posto della nostra attività medica.
Dott.ssa Valentina Angeli
Presidentessa CoSMEU
Dott. Ennio Licheri
Vice presidente CoSMEU
I Consiglieri del Direttivo CoSMEU