La crisi del Servizio sanitario nazionale “non si affronta con le dichiarazioni di principio, ma con scelte politiche concrete, risorse adeguate e il riconoscimento effettivo del valore di chi lavora ogni giorno per garantire il diritto alla salute”. È la posizione della Fials, che ha inviato una formale richiesta di incontro urgente al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al ministro della Salute Orazio Schillaci e al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Il sindacato chiede interventi straordinari e strutturali nella prossima legge di Bilancio a favore del personale sanitario del comparto, con particolare attenzione alla professione infermieristica.
“Una situazione insostenibile”
La Fials denuncia “carenze croniche di organico, retribuzioni non adeguate alle responsabilità professionali, turni gravosi e crescenti difficoltà nel trattenere le competenze all’interno del Servizio sanitario nazionale”. Una crisi che, sottolinea, non riguarda soltanto chi opera negli ospedali e nei servizi territoriali, ma coinvolge direttamente i cittadini, “costretti sempre più spesso a fare i conti con liste d’attesa interminabili e difficoltà di accesso alle cure”.
I dati richiamati dal sindacato delineano un quadro allarmante: l’Italia conta circa 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media Ocse di 9,7. Sul fronte economico, le retribuzioni degli infermieri ospedalieri italiani risultano significativamente inferiori alla media internazionale. A questo si aggiunge la progressiva fuoriuscita di professionisti dal Ssn verso il settore privato, le strutture accreditate e l’estero.
“Non possiamo continuare a chiedere sacrifici agli infermieri e a tutto il personale del comparto senza riconoscere loro condizioni economiche e professionali dignitose. Chi sostiene quotidianamente il funzionamento della sanità pubblica non può essere considerato una risorsa di serie B”, dichiara il segretario generale Giuseppe Carbone.
Le quattro proposte
Per la Fials, la prossima legge di Bilancio rappresenta un passaggio decisivo: occorre superare una logica di interventi frammentari e costruire una strategia di investimento sul personale. Il sindacato sottopone al governo un pacchetto di proposte precise.
1. Parità di investimento tra comparto e dirigenza medica, attraverso uno stanziamento di risorse adeguato e proporzionato, che riconosca il contributo essenziale degli infermieri e di tutto il personale sanitario del comparto alla tenuta del sistema.
2. Defiscalizzazione e incremento strutturale dell’Indennità di specificità infermieristica e dell’Indennità di tutela del malato, per aumentare concretamente il potere d’acquisto e riconoscere le responsabilità e l’impegno dei professionisti.
3. Riforma e potenziamento del Fondo premialità, valorizzando gli incarichi di base e intermedi attraverso risorse stabili, anche derivanti dal turnover, con particolare attenzione alle unità operative e ai servizi territoriali maggiormente in sofferenza.
4. Istituzione di un’indennità di esclusività, sostenuta da risorse dedicate, per riconoscere e valorizzare l’impegno professionale di chi opera nel servizio pubblico.
“Un investimento, non un costo”
“Chiediamo al governo un confronto immediato, non un semplice atto formale. Vogliamo portare al tavolo proposte emendative concrete, sostenibili e orientate a risultati misurabili. Le risorse destinate al personale sanitario non devono essere considerate un costo da contenere, ma un investimento indispensabile per salvaguardare il Servizio sanitario nazionale”, prosegue Carbone.
La Fials ritiene che non sia più possibile rinviare decisioni che incidono direttamente sulla dignità professionale dei lavoratori, sulla capacità delle strutture sanitarie di assicurare servizi adeguati e sulla tutela della salute pubblica. Rafforzare gli organici, migliorare le retribuzioni e riconoscere le competenze significa anche ridurre la pressione sui professionisti in servizio e creare le condizioni per un sistema sanitario più efficiente, equo e vicino ai bisogni delle persone.
Il sindacato conferma la propria disponibilità a un confronto costruttivo con le istituzioni, ma ribadisce “che non accetterà che la valorizzazione del personale del comparto resti una promessa disattesa”. La richiesta è chiara: il governo apra con urgenza il confronto con la Fials e dia risposte concrete già nella prossima legge di Bilancio. “Perché senza investimenti sulle persone, nessuna riforma sanitaria potrà produrre i risultati attesi”.