Fno Tsrm e Pstrp rilancia la dirigenza delle professioni sanitarie: “Leva strategica per innovazione, qualità e tenuta del Sistema salute”

Fno Tsrm e Pstrp rilancia la dirigenza delle professioni sanitarie: “Leva strategica per innovazione, qualità e tenuta del Sistema salute”

Fno Tsrm e Pstrp rilancia la dirigenza delle professioni sanitarie: “Leva strategica per innovazione, qualità e tenuta del Sistema salute”

Solo 1,7 dirigenti ogni mille professionisti sanitari in Italia, contro standard europei fino a 1 ogni 50. La Fno Tsrm lancia l'allarme: "Investire nella dirigenza è necessario per qualità e sostenibilità del Ssn".

Investire nella dirigenza delle professioni sanitarie oggi rappresenta una scelta necessaria per garantire qualità, sostenibilità e innovazione nel Servizio sanitario nazionale. È il monito lanciato dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), nel corso dell’evento svoltosi questa mattina al Senato della Repubblica.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle Istituzioni, professionisti, accademici ed esperti del settore, rilanciando il tema della dirigenza delle professioni sanitarie come snodo strategico per il futuro delle organizzazioni sanitarie e sociosanitarie. In questo contesto, gli indicatori emersi dal confronto hanno evidenziato un rapporto di 1,7 dirigenti delle professioni sanitarie ogni 1.000 professionisti, a fronte di modelli europei che si attestano su standard compresi tra 1 ogni 50 e 1 ogni 200. Un divario importante, dunque, che si riflette anche nella distribuzione territoriale di queste figure, evidenziando marcate differenze tra le diverse Regioni italiane, che incidono direttamente sulla capacità del sistema di programmare, coordinare e innovare i modelli organizzativi.

Il Report 2024 del Sistema di valutazione della performance dei sistemi sanitari regionali della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa evidenzia come nei territori in cui la rete di dirigenti è più strutturata e funzionale si registrino esiti di salute migliori e una maggiore efficienza nell’erogazione delle prestazioni assistenziali e una buona presa in carico delle persone assistite.

“Rafforzare la dirigenza delle professioni sanitarie — ha sottolineato Diego Catania, presidente della Fno Tsrm e Pstrp — significa dotare il sistema di una capacità di programmazione più solida, rendendolo più rapido ed efficiente nel rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. È su questa capacità organizzativa che si gioca oggi una parte decisiva della tenuta dell’intero Sistema salute”.

Tre le direttrici di lavoro individuate. La prima riguarda lo sviluppo strutturale della dirigenza, con la richiesta di piena attuazione del modello previsto dalla normativa in materia: il D.Lgs 502 del 1992 e la Legge 251 del 2000, attraverso l’istituzione dei Dipartimenti delle professioni sanitarie integrati nelle Direzioni strategiche aziendali. Un modello ritenuto essenziale per ottimizzare le risorse e migliorare l’efficacia dei processi assistenziali, diagnostici, riabilitativi e di prevenzione.

Il secondo asse riguarda l’adeguamento contrattuale, con la richiesta di un aggiornamento che riconosca pienamente il ruolo strategico della dirigenza. Tra le priorità indicate, l’introduzione dell’indennità di esclusività, ritenuta una misura necessaria per garantire pari dignità rispetto alle altre dirigenze sanitarie e rafforzare la permanenza dei professionisti nel sistema pubblico.

Il terzo punto riguarda lo sviluppo di competenze e leadership. Le proposte si fondano su un impianto di 11 domini di competenza costruiti sulle professioni sanitarie coinvolte. L’analisi condotta attraverso il metodo Delphi dal gruppo di lavoro delle Federazione, ha presentato una progressione base–avanzato–executive con diversi livelli di applicazione delle competenze, integrazione dei processi e governo dinamico dei sistemi.

Infine, sono state presentate alcune esperienze significative che documentano il contributo del dirigente delle professioni sanitarie anche nel ruolo di Direttore socio-sanitario, evidenziandone l’importante valore nei processi di integrazione e gestione dei servizi. Accanto a queste, è stato approfondito il tema della dirigenza dell’area della prevenzione, con un focus specifico sulle funzioni di coordinamento delle attività di sorveglianza, controllo e tutela della salute collettiva, in relazione alla crescente complessità dei bisogni e dei contesti organizzativi.

Nel corso dei lavori, coordinati da Massimiliano Contesini, componente del Comitato centrale della Fno Tsrm e Pstrp, sono intervenuti la senatrice Paola Mancini – promotrice dell’evento – e l’onorevole Ilenia Malavasi, rispettivamente membri della Commissione Affari sociali del Senato e della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati. Hanno portato il loro contributo anche Massimo Fabi della Commissione salute della Conferenza Stato-Regioni, Carlo Bolzonello della Commissione Sanità della Regione Friuli Venezia Giulia, il professor Federico Lega dell’Università degli Studi di Milano e i componenti del Gruppo dirigenti della Federazione nazionale Raffaele Lamanna, Enrica Tidone, Massimo Romanelli e Massimo Mazzieri.

La Federazione nazionale con questo convegno ha inteso sottolineare la propria disponibilità a collaborare con le Istituzioni per tradurre le priorità in interventi normativi e contrattuali concreti, nella consapevolezza che il rafforzamento della dirigenza delle professioni sanitarie rappresenti una condizione imprescindibile per governare la complessità del sistema e accompagnarne l’evoluzione.

07 Maggio 2026

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