Influenza. In Francia la Haute Autorité de Santé dice sì all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

Influenza. In Francia la Haute Autorité de Santé dice sì all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

Influenza. In Francia la Haute Autorité de Santé dice sì all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

L'autorità sanitaria francese ritiene che la vaccinazione antinfluenzale obbligatoria per i professionisti che assistono persone fragili sia una misura proporzionata e giustificata per ridurre il rischio di trasmissione del virus ai pazienti più vulnerabili. Il parere è stato richiesto dal Governo nell'ambito della legge di finanziamento della sicurezza sociale per il 2026.

La Francia potrebbe reintrodurre l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale per gli operatori sanitari. La Haute Autorité de Santé (HAS) ha infatti espresso parere favorevole all’introduzione della misura, ritenendo che, nelle attuali condizioni epidemiologiche e organizzative, l’obbligo rappresenti uno strumento proporzionato per rafforzare la protezione dei pazienti più fragili e limitare la diffusione del virus all’interno delle strutture sanitarie e sociosanitarie.

Il parere della HAS era stato richiesto dal Governo francese in applicazione della legge di finanziamento della sicurezza sociale per il 2026, che subordinava l’eventuale introduzione dell’obbligo a una valutazione scientifica indipendente dell’autorità sanitaria.

Secondo la HAS, le campagne di sensibilizzazione e le strategie volontarie adottate negli ultimi anni non hanno consentito di raggiungere livelli di copertura vaccinale adeguati tra gli operatori sanitari. Una situazione che continua a esporre i pazienti più vulnerabili – anziani, immunodepressi e persone con patologie croniche – a un rischio evitabile di contagio durante i periodi di circolazione del virus influenzale.

Nelle sue raccomandazioni, l’autorità sottolinea che la vaccinazione degli operatori sanitari contribuisce a ridurre la trasmissione dell’influenza nelle strutture assistenziali, protegge le persone assistite e contribuisce a garantire la continuità dei servizi sanitari, limitando anche le assenze del personale durante la stagione influenzale.

Per la HAS, il beneficio collettivo derivante dalla protezione dei pazienti giustifica la limitazione della libertà individuale rappresentata dall’obbligo vaccinale, purché la misura sia accompagnata da adeguate garanzie. Tra queste figurano l’accesso semplice e gratuito alla vaccinazione, campagne informative rivolte ai professionisti, un sistema di monitoraggio delle coperture e un’attuazione proporzionata della normativa.

L’orientamento dell’autorità francese segna un cambiamento rispetto al passato. L’obbligo vaccinale contro l’influenza per gli operatori sanitari era stato infatti sospeso nel 2006, privilegiando da allora un approccio basato sulla raccomandazione. A distanza di vent’anni, la HAS ritiene però che l’evoluzione demografica, l’aumento della popolazione fragile, le evidenze scientifiche disponibili e l’esperienza maturata durante la pandemia di Covid-19 rendano oggi opportuno un ripensamento della strategia.

Il parere della HAS non introduce automaticamente l’obbligo, ma costituisce la base tecnico-scientifica sulla quale il Governo francese potrà decidere se procedere con un provvedimento normativo.

La decisione francese riporta all’attenzione anche il dibattito europeo sulle politiche vaccinali rivolte ai professionisti sanitari. In Italia, la vaccinazione antinfluenzale degli operatori sanitari è attualmente raccomandata dal Ministero della Salute e dalle società scientifiche, ma non è obbligatoria. Le coperture vaccinali, tuttavia, continuano a risultare eterogenee tra Regioni, aziende sanitarie e categorie professionali, alimentando periodicamente il confronto sull’opportunità di introdurre strumenti più incisivi per proteggere i pazienti più vulnerabili.

20 Luglio 2026

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