Irccs, via libera al riordino: nascono le reti di ricerca e nuove figure per la sperimentazione clinica. Riorganizzata anche la Cceps

Irccs, via libera al riordino: nascono le reti di ricerca e nuove figure per la sperimentazione clinica. Riorganizzata anche la Cceps

Irccs, via libera al riordino: nascono le reti di ricerca e nuove figure per la sperimentazione clinica. Riorganizzata anche la Cceps

Il CdM ha approvato in via definitiva il decreto correttivo per il riordino degli Irccs, che introduce reti di ricerca, nuove figure professionali per la sperimentazione clinica e maggiori controlli. Contestualmente, con procedura d’urgenza, è stato varato un Dlgs per riorganizzare la Cceps.

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo, nella riunione di venerdì, al decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al riordino degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs), insieme a un disegno di legge urgente per la riorganizzazione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Un intervento complessivo che il governo definisce strategico per rafforzare la ricerca sanitaria nazionale e garantire l’efficienza della giustizia professionale.

Il cuore del provvedimento sugli Irccs, già approvato in Conferenza Stato-Regioni, punta a creare un sistema a rete per superare l’isolamento degli istituti e potenziare la cosiddetta ricerca traslazionale, quella che trasforma le scoperte scientifiche in benefici concreti per i pazienti. Il testo introduce la possibilità di costituire reti di ricerca con personalità giuridica, aperte alla partecipazione di università, enti di ricerca senza scopo di lucro e partner industriali nazionali e internazionali. Le reti opereranno su base quadriennale, coordinate da programmi integrati rispetto alle linee di ricerca dei singoli istituti.

“Questo è un passaggio fondamentale per una ricerca sanitaria più forte in Italia, sempre più integrata con assistenza e formazione e al servizio della salute pubblica – ha commentato Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della prevenzione e della ricerca del Ministero della Salute -. Con questo provvedimento, fortemente voluto dal ministro Schillaci, rafforziamo la governance degli Irccs e valorizziamo le competenze scientifiche e manageriali, puntando su qualità e merito. È un passo concreto verso una sanità più innovativa».

Le novità per gli istituti
Il decreto legislativo modifica il precedente testo del 2022 intervenendo su diversi fronti. Per gli Irccs pubblici, viene ridefinito il ruolo del direttore scientifico, con una più chiara integrazione tra attività assistenziale, formativa e di ricerca. L’incarico diventa incompatibile con altri rapporti di lavoro, salvo deroghe per la ricerca e la consulenza scientifica a esclusivo vantaggio dell’istituto, e viene espressamente consentita la compatibilità con l’impegno di professore universitario a tempo definito.

Sul fronte delle risorse umane specializzate, il provvedimento introduce nuove figure professionali chiave: il consulente esperto a supporto del direttore scientifico (con un compenso annuo non superiore a 60.000 euro) e, per valorizzare la sperimentazione clinica, i ruoli di responsabile di ricerca clinica e infermiere di ricerca clinica. Questi incarichi, conferiti senza nuovi oneri per la finanza pubblica, mirano a colmare un gap strutturale nella gestione dei trial e degli studi.

Per gli Irccs di diritto privato, il decreto rafforza gli obblighi di trasparenza e vigilanza: dovranno inviare annualmente al Ministero della Salute la programmazione della ricerca, i bilanci certificati da una società di revisione indipendente e i rendiconti dei finanziamenti pubblici ottenuti. Viene inoltre introdotta la possibilità di valorizzare i ricercatori in analogia ai profili del ruolo della ricerca sanitaria pubblica.

Più controllo e trasparenza
Il testo aggiorna anche i requisiti per il mantenimento del riconoscimento scientifico. Per gli istituti viene rafforzata la qualifica di “centro di riferimento clinico-assistenziale di eccellenza” a livello regionale e sovraregionale. Viene inoltre modificato il meccanismo di aggiornamento delle aree tematiche di afferenza, affidato a decreti ministeriali periodici sentite le competenti commissioni tecniche.

Infine, il decreto introduce una norma transitoria che consente ai direttori scientifici attualmente in carica di richiedere l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di compatibilità universitaria.

Intervento sulla Cceps
Parallelamente, il governo ha approvato con procedura d’urgenza un disegno di legge per riordinare la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps), l’organo di giurisdizione speciale che decide sui ricorsi contro i provvedimenti degli Ordini professionali (dalle cancellazioni dagli albi alle questioni disciplinari ed elettorali). L’obiettivo è garantire la continuità operativa e la ragionevole durata dei processi attraverso una riorganizzazione in due sezioni, l’introduzione di una disciplina processuale più chiara con termini certi e strumenti telematici, oltre a misure straordinarie per lo smaltimento dell’arretrato.

30 Marzo 2026

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