Ist. Dall’Ecdc una guida per monitorare la profilassi con doxiciclina nell’UE

Ist. Dall’Ecdc una guida per monitorare la profilassi con doxiciclina nell’UE

Ist. Dall’Ecdc una guida per monitorare la profilassi con doxiciclina nell’UE

Il documento definisce un quadro armonizzato per la raccolta dei dati nei Paesi Ue/See in cui viene utilizzata la profilassi antibiotica, soprattutto post-esposizione (doxy-PEP). Obiettivo: rafforzare le evidenze disponibili e monitorare andamento delle IST, resistenza antimicrobica, consumo di antibiotici e indicatori comportamentali.

Un quadro comune europeo per raccogliere dati sull’utilizzo della doxiciclina nella prevenzione delle infezioni batteriche sessualmente trasmesse (IST), migliorando la comparabilità e la qualità delle informazioni disponibili nei diversi Paesi.

È l’obiettivo della nuova guida dell’Ecdc dedicata alla profilassi con doxiciclina nell’Ue/See, con particolare riferimento alla profilassi post-esposizione, la cosiddetta doxy-PEP. La doxiciclina è un antibiotico della famiglia delle tetracicline. Nell’ambito della doxy-PEP viene utilizzata dopo una possibile esposizione per prevenire alcune infezioni batteriche sessualmente trasmesse.

Un quadro comune per la raccolta dei dati

La guida è destinata a supportare le attività di monitoraggio, sorveglianza, ricerca e valutazione nei contesti in cui viene utilizzata la profilassi con doxiciclina, sia su prescrizione medica sia in maniera informale.

L’Ecdc precisa che il documento ha carattere non prescrittivo: non promuove né scoraggia il ricorso alla profilassi con doxiciclina e non sostituisce le linee guida cliniche nazionali, le decisioni regolatorie o le politiche per un uso responsabile degli antimicrobici. L’obiettivo è invece migliorare la comparabilità, l’interpretabilità e la qualità dei dati prodotti nei diversi Paesi e contesti, rafforzando le evidenze sulle quali basare le future decisioni di sanità pubblica a livello nazionale ed europeo.

Attenzione all’antibiotico-resistenza

Un elemento centrale è il monitoraggio delle possibili conseguenze dell’impiego preventivo dell’antibiotico. La guida richiama infatti la necessità di seguire nel tempo non soltanto l’andamento delle infezioni sessualmente trasmesse, ma anche la resistenza antimicrobica (AMR), il consumo di antimicrobici e gli indicatori comportamentali.

Il documento si inserisce nel percorso già avviato dall’Ecdc con le considerazioni di sanità pubblica pubblicate nel gennaio 2026. In quell’occasione il Centro europeo aveva indicato un processo decisionale condiviso a livello individuale per le persone a più alto rischio di contrarre un’IST, in particolare per la prevenzione della sifilide tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini e donne transgender.

Il documento

22 Settembre 2026

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