L’appello di Lula e Tedros ai leader mondiali: “Completate l’accordo sulle pandemie, il mondo non può più aspettare”

L’appello di Lula e Tedros ai leader mondiali: “Completate l’accordo sulle pandemie, il mondo non può più aspettare”

L’appello di Lula e Tedros ai leader mondiali: “Completate l’accordo sulle pandemie, il mondo non può più aspettare”

In una lettera aperta in occasione del G7, il presidente brasiliano e il direttore generale dell'Oms chiedono di chiudere entro il 17 luglio l'ultimo tassello mancante: il sistema di condivisione di agenti patogeni e benefici.

“Il mondo deve finire ciò che ha iniziato”. È l’appello che il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, e il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, rivolgono ai leader del G7, del G20, dei BRICS e di tutte le nazioni in una lettera aperta diffusa in occasione del vertice del G7.

A poco più di un anno dall’adozione dell’Accordo pandemico dell’Oms, frutto della determinazione di “non affrontare di nuovo un giorno simile impreparati” dopo i venti milioni di morti stimati del Covid-19, manca ancora un tassello fondamentale: l’allegato sull’accesso agli agenti patogeni e la condivisione dei benefici (Pathogen Access and Benefit-Sharing, PABS). Senza di esso, l’intero accordo non può entrare in vigore e la promessa fatta alle vittime della pandemia resta disattesa.

I due firmatari rivolgono tre richieste concrete ai capi di Stato e di governo. La prima è volontà politica al massimo livello. “Le questioni rimaste – scrivono – non saranno risolte solo dallo sforzo tecnico. Hanno bisogno del segnale chiaro che solo un capo di governo può dare: concludere questo allegato è una priorità nazionale”. I negoziatori si incontreranno di nuovo dal 6 al 17 luglio. Lula e Tedros chiedono che quella data venga trattata come una scadenza, non come una tappa di passaggio.

La seconda richiesta è uno spirito di equità. Il sistema PABS si fonda su un patto semplice ed equo: chi condivide rapidamente agenti patogeni pericolosi deve poter fidarsi che i vaccini e i trattamenti nati da quella condivisione raggiungano anche i propri cittadini. “Quando il Brasile ha presieduto il G20 nel 2024 – ricordano – ha portato il G20 a riconoscere, per la prima volta, la disuguaglianza come fattore scatenante delle pandemie. Non è solo coscienza, è anche strategia”. Un focolaio lasciato bruciare ovunque finirà, col tempo, per raggiungere tutti.

La terza richiesta è un senso di urgenza. “La prossima pandemia non aspetterà noi”. Gli scienziati stimano una probabilità vicina a una su quattro di un’altra pandemia entro il prossimo decennio. I cambiamenti climatici, l’uso del suolo e l’agricoltura stanno ridisegnando la mappa dell’emergenza di agenti patogeni, e i futuri hotspot potrebbero sorgere nei paesi stessi dei leader che oggi sono chiamati a decidere.

Lula e Tedros anticipano anche un’obiezione ricorrente. “Potreste chiedervi se l’Accordo pandemico comprometta la sovranità statale. Non è così, e l’allegato PABS, in quanto parte integrante di esso, non lo farà nemmeno”. Citano l’articolo 22, paragrafo 2: nulla nell’accordo dà all’Oms alcuna autorità per dirigere o alterare le leggi o le politiche di un paese, né per imporre misure come lockdown, restrizioni ai viaggi o obblighi vaccinali. Quelle decisioni restano agli Stati sovrani.

L’ultima pandemia ha ucciso fino a venti milioni di persone, secondo le stime dell’Oms, e il Fondo Monetario Internazionale valuta la perdita di produzione mondiale in oltre tredici trilioni di dollari. “Contro questo – scrivono – l’investimento in un sistema che intercetta un focolaio in anticipo è piccolo”. Mentre firmano la lettera, ricordano, un’epidemia di Ebola è in corso in due paesi, senza un vaccino approvato né una cura, combattuta da operatori che rischiano la vita per proteggere degli sconosciuti. “Non è un’astrazione lontana. Sta accadendo ora”.

“Abbiamo fatto una promessa ai milioni che abbiamo perso e alle famiglie che ne portano ancora l’assenza – concludono Lula e Tedros –. Siamo noi la generazione che mantiene quella promessa. Finalizzare questo accordo, attraverso un impegno condiviso, è la nostra promessa collettiva di proteggere l’umanità. Manteniamola, insieme, e in tempo”.

15 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

Salute mentale. Dagli ospedali psichiatrici al territorio: arriva la nuova guida Oms per superare i ricoveri di lunga durata
Salute mentale. Dagli ospedali psichiatrici al territorio: arriva la nuova guida Oms per superare i ricoveri di lunga durata

Superare i lunghi ricoveri negli ospedali psichiatrici e accelerare il passaggio verso un’assistenza alla salute mentale basata sulla comunità, centrata sulla persona e rispettosa dei suoi diritti e delle sue...

Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto
Ebola. In Congo oltre 8.700 casi e 4.200 morti. Primo caso importato in Kenya, paziente deceduto

Continua a espandersi l’epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, mentre si registrano nuovi casi collegati al Paese anche oltre i confini nazionali. Al 6 ottobre...

Salute digitale. The Lancet, la tutela della salute non tiene il passo con l’innovazione. Allarme per bambini e adolescenti
Salute digitale. The Lancet, la tutela della salute non tiene il passo con l’innovazione. Allarme per bambini e adolescenti

Le tecnologie digitali hanno trasformato profondamente la società, ampliando le opportunità di comunicazione, conoscenza e progresso. Ma il loro impatto sulla salute, soprattutto quella di bambini e adolescenti, solleva interrogativi...

Sperimentazioni cliniche. Ema, dal 2027 diventa permanente il servizio europeo di consulenza per le autorizzazioni
Sperimentazioni cliniche. Ema, dal 2027 diventa permanente il servizio europeo di consulenza per le autorizzazioni

Diventa permanente il servizio europeo di consulenza per la preparazione delle domande di autorizzazione delle sperimentazioni cliniche. A partire da gennaio 2027, il progetto pilota ACT EU (Accelerating Clinical Trials...