L’Europa rafforza la rete della preparedness. Le scienze della vita asse strategico del nuovo made in Italy

L’Europa rafforza la rete della preparedness. Le scienze della vita asse strategico del nuovo made in Italy

L’Europa rafforza la rete della preparedness. Le scienze della vita asse strategico del nuovo made in Italy

Uno scenario che vede la partecipazione della Fondazione Biotecnopolo di Siena e punta a costruire una capacità europea più rapida, coordinata e stabile davanti alle future minacce sanitarie. “L’Italia dispone oggi delle competenze scientifiche, industriali e tecnologiche per svolgere un ruolo sempre più centrale nelle grandi reti europee della ricerca biomedica e della preparedness” ha detto il Dg Polifrone

L’Europa accelera sulla costruzione di una rete scientifica sempre più integrata per rafforzare preparedness, ricerca vaccinale e capacità di risposta alle future emergenze sanitarie.

In questo scenario si consolida anche il ruolo dell’Italia all’interno delle grandi infrastrutture europee dedicate alle scienze della vita, in una fase in cui biotecnologie, ricerca avanzata e farmaceutica stanno assumendo un peso sempre più strategico per la competitività industriale del continente.

È questo il quadro che emerge dall’analisi annuale dell’European Vaccine Hub, la rete europea nata per rafforzare coordinamento scientifico e collaborazione internazionale tra istituzioni di ricerca, università e industria. Un progetto che vede la partecipazione della Fondazione Biotecnopolo di Siena e che punta a costruire una capacità europea più rapida, coordinata e stabile davanti alle future minacce sanitarie.

“In un contesto internazionale sempre più competitivo, la capacità di costruire reti scientifiche europee solide rappresenta un elemento decisivo non soltanto sul piano sanitario, ma anche su quello industriale e strategico – ha dichiarato Gianluca Polifrone – l’Italia dispone oggi delle competenze scientifiche, industriali e tecnologiche per svolgere un ruolo sempre più centrale nelle grandi reti europee della ricerca biomedica e della preparedness. In questo scenario la Fondazione Biotecnopolo di Siena può contribuire a rafforzare il posizionamento italiano nelle scienze della vita, favorendo connessioni tra ricerca, innovazione e cooperazione internazionale”.

Il rafforzamento delle reti europee dedicate alla preparedness si inserisce in una fase di forte crescita del comparto farmaceutico e biotech italiano. Oggi l’industria delle scienze della vita rappresenta uno dei principali motori della manifattura nazionale con circa 70 miliardi di export. Numeri che confermano il ruolo di questo settore come uno degli assi più dinamici del nuovo Made in Italy.

La Fondazione Biotecnopolo di Siena è stata protagonista della conferenza annuale dell’European Vaccine Hub a cui hanno preso parte anche alcuni dei giovani responsabili della ricerca che rappresentano una nuova generazione capace di eccellere nelle scienze della vita. Fra loro Giuseppe Maccari, responsabile delle attività di intelligenza artificiale e bioinformatica applicate alla ricerca biomedica, Samuele Stazzoni, responsabile del laboratorio di biochimica, ed Emanuele Andreano, responsabile del laboratorio di serologia della Fondazione.

Un segnale concreto della volontà di rafforzare competenze, formazione avanzata e capacità di attrarre giovani talenti all’interno delle grandi reti europee della ricerca. La crescita del settore si intreccia anche con il tema della formazione e della capacità di attrarre competenze scientifiche avanzate. Sempre più spesso il dibattito europeo lega competitività, ricerca e sviluppo industriale alla costruzione di ecosistemi capaci di trattenere giovani ricercatori e favorire collaborazioni internazionali stabili.

“Oggi la competitività scientifica si costruisce attraverso reti internazionali capaci di condividere dati, competenze e tecnologie – ha sottolineato Rino Rappuoli – l’European Vaccine Hub rappresenta un modello importante perché unisce eccellenza scientifica, capacità di risposta rapida e collaborazione stabile fra istituzioni europee. La ricerca biomedica ha bisogno di continuità, visione e connessioni internazionali sempre più forti”.

Il tema della preparedness assume così una dimensione sempre più ampia. Non soltanto risposta alle emergenze sanitarie, ma costruzione di infrastrutture scientifiche condivise capaci di integrare ricerca, innovazione tecnologica, trasferimento industriale e formazione avanzata. Un percorso che punta a rafforzare il ruolo dell’Europa nelle scienze della vita e che vede l’Italia fra i protagonisti di una nuova fase di crescita scientifica e industriale.

22 Maggio 2026

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