Liste d’attesa. Malavasi e Sereni (Pd): “Quasi 3 milioni di prestazioni in ritardo, ma i dati Agenas fotografano solo il 2,61% delle prestazioni Lea”

Liste d’attesa. Malavasi e Sereni (Pd): “Quasi 3 milioni di prestazioni in ritardo, ma i dati Agenas fotografano solo il 2,61% delle prestazioni Lea”

Liste d’attesa. Malavasi e Sereni (Pd): “Quasi 3 milioni di prestazioni in ritardo, ma i dati Agenas fotografano solo il 2,61% delle prestazioni Lea”

I dati Agenas certificano 2,8 milioni di prestazioni in ritardo, ma la Piattaforma nazionale monitora solo il 2,61% dei Lea, rendendo il quadro parziale. Il Pd denuncia il ritardo nella nomina del Direttore dell'Organismo di controllo e chiede a Schillaci di ampliare il monitoraggio.

“I dati diffusi da Agenas parlano chiaro: in sei mesi 2,8 milioni di cittadini non hanno ricevuto una visita o un esame nei tempi previsti dalla legge, il 21,5% di chi ha chiesto una prima visita e il 15,4% di chi ha chiesto un esame. Un’Italia a due velocità, con la Basilicata che assicura l’87,7% delle prestazioni programmate e il Piemonte fermo al 6,5%. Sono numeri che certificano il fallimento delle politiche di questo Governo sulle liste d’attesa, altro che ‘strada giusta’ come sostiene la premier Meloni.”

Lo dichiarano Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in Commissione Affari Sociali della Camera, e Marina Sereni, responsabile nazionale Salute del Pd.

“Ma c’è un problema ancora più grave, che rischia di restare sotto silenzio: la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, prevista dal decreto-legge 73 del 2024, monitora oggi appena 55 prestazioni specialistiche ambulatoriali sulle 2.108 comprese nei Lea, pari a un misero 2,61% del totale. Significa che il Governo sta valutando le performance del Servizio sanitario nazionale su una base di dati parzialissima, che non tiene conto della distribuzione delle classi di priorità tra i territori, dei volumi reali di attività, dei percorsi di tutela per chi non riceve la prestazione nei tempi massimi. Una fotografia incompleta, che rischia di scaricare sulle Regioni responsabilità che dipendono anche dai limiti dello stesso sistema nazionale di monitoraggio.”

“A questo si aggiunge il ritardo sull’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, anch’esso previsto dalla riforma del 2024 e che dovrebbe vigilare sull’intero sistema: solo il 30 marzo 2026, a distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della norma, il Ministero della Salute ha pubblicato l’avviso per la selezione del Direttore generale, e a oggi, dopo quasi quattro mesi, la procedura non risulta ancora conclusa. Due strumenti che il Governo stesso aveva indicato come pilastri della nuova governance restano lettera morta, mentre milioni di italiani continuano ad aspettare.”

“Per questo abbiamo depositato un’interrogazione al Ministro Schillaci per chiedere conto dei ritardi nella nomina del Direttore generale dell’Organismo di verifica e controllo, e per chiedere una revisione strutturale della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, che va ampliata ben oltre il 2,61% delle prestazioni oggi monitorate, per restituire finalmente ai cittadini uno strumento trasparente, completo e omogeneo. Non bastano gli annunci sui social: servono risposte e servono i fatti.”

22 Luglio 2026

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