Destinare progressivamente una parte delle risorse oggi impiegate per acquistare plasmaderivati sul mercato al potenziamento della raccolta e della lavorazione del plasma donato in Italia, rafforzando così l’autosufficienza nazionale. È una delle principali richieste che AVIS Nazionale rivolge al Governo in vista della prossima Legge di Bilancio, insieme alla necessità di garantire un sostegno economico stabile alle associazioni dei donatori. L’obiettivo è investire maggiormente nella capacità produttiva del sistema trasfusionale italiano, riducendo la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni e assicurando continuità alle terapie per i pazienti che necessitano di emocomponenti e medicinali plasmaderivati.
Le proposte sono state al centro del convegno “Gratuità, fiducia e innovazione. I principi che guidano il futuro del sistema trasfusionale italiano”, promosso al Senato dall’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue, su iniziativa del presidente Sandro Sisler, in collaborazione con Avis. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del Centro Nazionale Sangue, delle società scientifiche, delle associazioni dei donatori e dei pazienti e dell’industria dei plasmaderivati, con l’obiettivo di individuare interventi per rafforzare il sistema trasfusionale e tutelare il modello italiano della donazione volontaria e gratuita.
Bianchi (Avis): “Riorientare le risorse già disponibili per rafforzare l’autosufficienza”
“Abbiamo fortemente voluto questo incontro e lo abbiamo proposto all’Intergruppo perché tutte le componenti del sistema potessero confrontarsi apertamente nelle sedi delle istituzioni”, spiega Oscar Bianchi, presidente di Avis Nazionale. “Ora chiediamo che all’ascolto seguano decisioni, risorse e una programmazione stabile. Le associazioni devono poter accompagnare i donatori tenendo conto dei loro tempi e delle loro vite. Per farlo servono convenzioni stabili e un sostegno concreto, anche economico”.
AVIS chiede innanzitutto di rafforzare il modello organizzativo previsto dalla legge 219 del 2005, che riconosce il ruolo delle associazioni dei donatori all’interno del Servizio sanitario nazionale e affida loro la chiamata alla donazione, sulla base di una programmazione concordata con le strutture trasfusionali. A questo si aggiunge la proposta di riorientare una quota della spesa attualmente destinata all’acquisto di plasmaderivati verso il potenziamento della raccolta nazionale e della successiva lavorazione industriale del plasma.
“Investire nella raccolta può ridurre i costi e rafforzare l’autosufficienza. Proponiamo di riorientare risorse che il sistema già spende, costruendo capacità nel nostro Paese”, sottolinea Bianchi, precisando che per valutare la sostenibilità di questa strategia occorrono obiettivi verificabili e un’analisi di tutti i costi, dalla raccolta alla trasformazione industriale.
Gratuità della donazione e tutela dei dati, le priorità del sistema trasfusionale
Un altro tema centrale riguarda la tutela del principio della gratuità del dono, anche nell’attuazione del Regolamento europeo SoHO, relativo alle sostanze di origine umana. Per AVIS, la donazione deve continuare a rappresentare un gesto volontario e non remunerato, distinguendo chiaramente il sostegno ai donatori da qualsiasi forma di compenso economico per il sangue o il plasma raccolto.
“Se al gesto fosse riconosciuto un corrispettivo economico, anche minimo e sotto qualsiasi forma, per noi si parlerebbe di dazione, non più di donazione. Rimuovere gli ostacoli e i costi sostenuti da chi dona deve rendere possibile il gesto, senza attribuirgli un prezzo”, afferma Bianchi. Il presidente richiama inoltre l’importanza di proteggere i dati personali dei donatori e di valorizzare la partecipazione delle nuove generazioni. AVIS conta infatti circa 350mila soci con meno di 35 anni, coinvolti non soltanto nella donazione, ma anche nell’organizzazione delle attività associative e nell’assunzione di responsabilità.
“I giovani sono il nostro presente: donano, organizzano attività e assumono responsabilità. Raccontarli come assenti dalle associazioni non rende giustizia al loro impegno”, aggiunge Bianchi, ribadendo che la disponibilità a donare non deve diventare un’occasione per raccogliere informazioni personali destinate a finalità differenti da quelle proprie del sistema trasfusionale.
Zaffini: “Nella Legge di Bilancio proposte sostenibili per la disponibilità dei farmaci”
Sul fronte istituzionale, il presidente della Commissione Sanità del Senato, Franco Zaffini, ha richiamato la necessità di tradurre le indicazioni provenienti dal mondo scientifico e associativo in interventi legislativi ed economici concreti. “La politica ha bisogno delle evidenze e delle sollecitazioni che arrivano dal mondo della scienza e del volontariato, da tradurre in proposte sostenibili anche dal punto di vista economico. È quello che tenteremo di fare nella prossima legge di bilancio, con l’obiettivo di cominciare a risolvere i problemi legati soprattutto alla disponibilità dei farmaci. Dobbiamo garantire la stessa assistenza in tutto il Paese, da Caltanissetta ad Aosta”, ha dichiarato.
A sottolineare il ruolo della donazione è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha evidenziato come il sangue donato non rappresenti soltanto un atto di generosità individuale, ma una risorsa essenziale per la salute pubblica. “La donazione del sangue è stata finora considerata quasi esclusivamente un atto di liberalità, mentre rappresenta un elemento essenziale per la tutela della salute dell’intera popolazione”, ha osservato, esprimendo apprezzamento per le iniziative capaci di rafforzare la consapevolezza sul valore del sistema trasfusionale.
Sisler: “Garantire l’autosufficienza attraverso la collaborazione tra tutti gli attori”
Il presidente dell’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue, Sandro Sisler, ha sottolineato l’importanza di un confronto che coinvolga l’intera filiera trasfusionale, dalle associazioni alle istituzioni, fino ai professionisti sanitari e all’industria. Secondo il senatore, la politica deve favorire il dialogo tra competenze e responsabilità differenti, con l’obiettivo condiviso di garantire un sistema fondato sulla gratuità, sulla fiducia e sulla centralità dei donatori.
Tra le priorità indicate da Sisler figura anche la tutela dei dati sanitari, che, secondo il parlamentare, devono restare un patrimonio pubblico e una risorsa per la salute e le cure future. Su questo tema il presidente dell’Intergruppo ha annunciato l’intenzione di organizzare un incontro specifico, mentre il confronto sull’autosufficienza nazionale dovrà proseguire attraverso iniziative condivise tra le diverse componenti del sistema trasfusionale.
Verso un Manifesto della gratuità del dono
Durante il convegno si è svolta una tavola rotonda moderata da Luciana Teofili, direttrice del Centro Nazionale Sangue, con la partecipazione di Francesco Fiorin (SIMTI), Maria Prete (UNITED ETS), Massimo Marra (CIDP Italia APS), Francesco Carugi (Farmindustria) e Oscar Bianchi (AVIS). Sono intervenuti inoltre Andrea Monti, sull’innovazione digitale, e Gennaro Terracciano, sui fondamenti giuridici della gratuità, mentre i lavori hanno visto la partecipazione del vicepresidente dell’Intergruppo, il deputato Luca Pastorino, e si sono conclusi con gli interventi della senatrice Elena Murelli e di Sandro Sisler.
Dal confronto è nato il percorso per la definizione di un Manifesto della gratuità del dono, promosso dall’Intergruppo parlamentare e aperto al contributo di tutte le componenti del sistema. L’iniziativa punta a consolidare i principi alla base della donazione volontaria e gratuita, accompagnandoli a una programmazione più efficace delle risorse e degli investimenti necessari per garantire l’autosufficienza nazionale di sangue e plasma.