Manovra. Cimop: “Ancora escluso il rinnovo dei contratti dei medici della sanità privata. Per Aiop fermi al 2005”

Manovra. Cimop: “Ancora escluso il rinnovo dei contratti dei medici della sanità privata. Per Aiop fermi al 2005”

Manovra. Cimop: “Ancora escluso il rinnovo dei contratti dei medici della sanità privata. Per Aiop fermi al 2005”

La Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata critica l'assenza di interventi per il rinnovo dei contratti dei medici della sanità privata nella Legge di Bilancio 2027. De Rango: "Bene i 3,4 miliardi in più al Fondo sanitario nazionale e gli investimenti nei pronto soccorso e nell'assistenza ai fragili, ma non si possono dimenticare i professionisti delle strutture private". 

Il contratto dei medici della sanità privata resta escluso dalla Legge di Bilancio 2027, nonostante gli investimenti annunciati dal Governo per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. A denunciarlo è la Confederazione Italiana Medici Ospedalità Privata (CIMOP), che richiama l’attenzione su una situazione contrattuale ferma da oltre vent’anni nelle strutture aderenti ad AIOP, dove l’ultimo contratto è scaduto nel 2005. Diversa la situazione nelle strutture ARIS, che hanno ottenuto un rinnovo nel 2020, ma il cui contratto è nuovamente scaduto nel giugno 2023. Una condizione che, secondo il sindacato, alimenta le disparità retributive tra i professionisti della sanità pubblica e quelli del privato.

“Va bene attenzionare alcuni settori nevralgici, come il fondo sanitario, il pronto soccorso, il sostegno ai fragili, il Ssn. Ma mi chiedo perché nella manovra di bilancio non ci sia spazio per il rinnovo dei contratti della sanità privata, scaduti ormai da vent’anni”, dichiara Carmela De Rango, segretario nazionale della Cimop, commentando le misure annunciate dal Governo il 29 ottobre.

Fondo sanitario, pronto soccorso e fragilità: “Interventi necessari, ma non bastano”

Il giudizio del sindacato sulla Manovra non è interamente negativo. Tra gli interventi accolti favorevolmente dalla Cimop figurano l’incremento di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale, il rafforzamento delle retribuzioni dei medici di pronto soccorso, le misure per l’efficientamento energetico degli ospedali e gli stanziamenti destinati alle persone con Alzheimer e demenza. Provvedimenti che De Rango considera necessari, ma che, a suo giudizio, avrebbero dovuto essere accompagnati da un intervento sul rinnovo dei contratti della sanità privata.

“Non possiamo che rallegrarci apprendendo che il Fondo Sanitario Nazionale crescerà di 3,4 miliardi in più, con anche il rafforzamento degli stipendi dei medici di pronto soccorso, e che ci sarà un intervento di efficientamento energetico degli ospedali oltre ad interventi ad hoc per Alzheimer e demenza. Tutti provvedimenti sacrosanti, sia chiaro. Ma proprio in un’ottica ampia che intenda abbracciare tutti i comparti sanitari del paese, spiace constatare come il contratto dei medici della sanità privata sia stato nuovamente escluso”, sottolinea De Rango.

Contratti Aiop e Aris, Cimop denuncia il dumping salariale

Al centro della contestazione c’è la differenza di trattamento economico tra medici che, pur svolgendo le stesse mansioni nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, operano in strutture con differenti condizioni contrattuali. La Cimop evidenzia in particolare il mancato rinnovo del contratto Aiop dal 2005 e la nuova scadenza di quello Aris nel giugno 2023, dopo il rinnovo ottenuto tre anni prima. Secondo il sindacato, il protrarsi di questa situazione compromette il riconoscimento economico e professionale dei medici dell’ospedalità privata.

“Ricordo, per citare dati e non allusioni, che nelle strutture Aiop il contratto è scaduto nel 2005; nelle strutture Aris, dove Cimop ha ottenuto un rinnovo nel 2020, il contratto è nuovamente scaduto nel giugno 2023”, precisa De Rango. “Non solo siamo in presenza di un vero e proprio dumping salariale e contrattuale all’interno dello stesso Servizio Sanitario Nazionale, che penalizza i professionisti impegnato, ma si rischia di azzoppare nelle sue fondamenta il ruolo dei medici della sanità privata, che si vedono depauperati di un diritto oggettivo: pur svolgendo le stesse mansioni dei colleghi impegnati in strutture pubbliche, hanno un salario minore”.

30 Ottobre 2026

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