Manovra. Monni: “Risorse aggiuntive non coprono nemmeno gli incrementi contrattuali”

Manovra. Monni: “Risorse aggiuntive non coprono nemmeno gli incrementi contrattuali”

Manovra. Monni: “Risorse aggiuntive non coprono nemmeno gli incrementi contrattuali”

L’assessora in visita l’Ospedale del Cuore di Massa commenta il finanziamento del Ssn: “Di fatto sono arrivate solo briciole: molto meno dei 6,8 miliardi chiesti dalle Regioni, molto meno delle risorse chieste del ministro Schillaci. Alla Toscana toccano circa 200 milioni, ma già gli aumenti contrattuali per l’anno in corso ne valgono 213”.

Il Fondo sanitario nazionale resta ampiamente sottofinanziato, per l’assessore alla Salute della Regione Toscana, Monia Monni. “Di fatto sono arrivate solo briciole: molto meno dei 6 miliardi e 800 milioni chiesti dalle Regioni, molto meno delle risorse chieste del ministro Schillaci, per cui erano necessari cinque miliardi e mezzo per garantire, senza implementare i servizi, la tenuta del servizio sanitario pubblico. Una richiesta evidentemente inascoltata dal suo stesso governo”, le parole di Monia Monni, contenute in una nota diramata ieri dalla Regione in occasione della visita dell’assessore all’Ospedale del Cuore di Massa della Fondazione Monasterio.

“Dei tre miliardi e 400 milioni aggiuntivi, in gran parte vincolati, che il Governo ha previsto per il fondo sanitario nazionale arriveranno in Toscana circa 200 milion”, spiega la nota reigonale. “Soldi – dice Monni – che non coprono neppure il costo degli aumenti contrattuali, che per l’anno in corso valgono 213 milioni”. A questi si aggiunge i costi fatti lievitare dall’inflazione, quello dei farmaci innovativi, le spese energetiche cresciute a seguito della turbolenta congiuntura internazionale. Dubbi dell’assessora anche sul bonus agli ultrasettantacinque anni in condizione di povertà: “Si tratta di 300 euro l’anno che vanno a finanziare il sistema privato e che indeboliscono ulteriormente il sistema pubblico. Ma mi pare evidente che questo sia il disegno e la strategia del governo”.

Nel corso della visita all’Ospedale del Cuore di Massa, Monni ha poi sottolineato l’impegno a portare avant alta specializzazione, tecnologia d’avanguardia, ma soprattutto la forza dell’integrazione e del saper fare squadra e una grande attenzione alle persone: ai pazienti e alle loro famiglie, che presto (soprattutto quelle dei più piccoli e che vengono da più lontano) potranno trovare anche l’abbraccio caldo di una nuova casa di accoglienza, la terza.

“Questo ospedale è davvero tante cose – commenta l’assessora alla sanità della Toscana al termine della visita – e la mattinata di oggi e il dialogo avuto con i professionisti e le professioniste è stata l’occasione per conoscere ancora meglio questo struttura, che è innovazione, è competenza, è tecnologia e grande umanità: un po’ anche il modello, da replicare, a cui vogliamo ispirarci per cambiare la sanità toscana”. Ospedali cioè che “escono dalle proprie mura e che sanno lavorare in rete”, che “sanno dialogare con i territori e dove equipe multidisciplinari compongono le risposte intorno ai bisogni del paziente”. Una sanità pubblica e universalistica che “compone i percorsi di cura ed assistenza per le persone senza obbligarle a farlo da sole in un momento delicato della propria vita come quando si affronta una malattia”. Un percorso non sempre lineare e facile. “Certo – si sofferma Monni – il mancato finanziamento del fondo sanitario annunciato dal governo non aiuta. Ma non molliamo”.

La presenza dell’assessora è stata l’occasione per riflettere sulle reti in cui l’ospedale e la Fondazione sono inseriti. Poi la visita ad alcuni reparti: la sala ibrida del blocco operatorio dove cuori stampati in 3D aiutano a simulare prima gli interventi, l’area degenze adulti e pediatrica (dove la multi etnicità non è rara) e l’area nascita integrata, che è di fatto un unicuum nazionale, un percorsi nascita protetto per mamma e bebe, nel caso di madri cardiopatiche o gravidanze complicate per problemi cardiologici del feto, in modo da intervenire prontamente.

“Siamo molto contenti di questa visita – evidenza Luciano Ciucci, direttore generale di Monasterio -. L’assessora ha potuto toccare con mano l’impegno che quotidianamente noi tutti mettiamo nl curare i pazienti ma anche per fare progetti e provare a migliorare la cura, che è un po’ l’obiettivo del Monasterio”.

Cardiochirurgia di eccellenza
Monasterio, illustra quindi la nota diramata dalla Regione, è un punto di riferimento per la Regione Toscana nella cardiochirurgia pediatrica e nel trattamento dei bambini con patologie cardiache complesse, tant’è che partecipa alla rete regionale Ecmo pediatrica, dove con macchinari e competenze specialistiche si sostituisce o si assiste la funzione di cuore e polmoni nei piccoli pazienti che si trovano nelle condizioni più critiche. In ospedale o anche a bordo di uno speciale ambulanza attrezzato, durante il trasporto.

Monasterio si distingue anche nella cardiochirurgia dell’adulto per le tecniche mini-invasive e all’approccio endoscopico. Un settore che esprime competenze altamente specialistiche e capacità di innovazione, con l’obiettivo di individuare per ciascun paziente il percorso di cura più appropriato.

La rete infarto
Monasterio è pure la struttura baricentrica per il trattamento dell’infarto miocardico acuto nell’area apuo-versiliese. Il modello organizzativo, integrato con il 118, permette di identificare l’infarto direttamente sul posto e trasferire tempestivamente il paziente all’Ospedale del Cuore per il trattamento, senza passare dal pronto soccorso di altri ospedali.

A fine 2026 la Rete infarto apuo-versiliese compirà vent’anni, nata dalla collaborazione con l’Asl Toscana nord ovest. Un progetto partito dalla Lunigiana, dove cinquantamila persone vivone su un territorio molto esteso ed a volte complicato nei collegamenti, per poi estendersi alla Versilia ed Alta Versilia, con un bacino potenziale attuale di 400 mila persona.

Grazie alla rete in caso di infarto il paziente non raggiunge l’ospedale più vicino, ma quello in grado di garantire il trattamento più appropriato (l’angioplastica primaria) nel minor tempo possibile. I soccorritori effettuano l’elettrocardiogramma sul luogo dell’intervento e, grazie alla telemedicina, trasmettono i dati agli specialisti per una valutazione immediata. Quando la diagnosi di infarto viene confermata, il paziente può essere trasportato direttamente all’Ospedale del cuore, riducendo i tempi che precedono il trattamento. In vent’anni, il tempo tra il primo intervento del soccorritore e l’esecuzione dell’angioplastica è passato da 108 minuti (nel 2006) a 76 minuti, meno dei novanta indicati dalla Società europea di cardiologia. Parallelamente la mortalità per infarto è scesa dal 6,8 al 4 per cento.

Casa di Aisha
Umanizzazione delle cure vuol dire accogliere nel migliore dei modi i piccoli pazienti, stringendosi attorno alle famiglie. Molte mamme che ricevono una diagnosi di cardiopatia dei bimbi che hanno in grembo arrivano da lontano ed hanno bisogno di un luogo dove sentirsi accolti, vicino all’ospedale. Casa Aisha, la terza struttura dedicata all’accoglienza di Monasterio, nasce con questo scopo ed un progetto realizzato senza ricorso a risorse pubbliche, grazie al sostegno di privati e degli ‘amici’ di Monasterio. Il nome è quello della scimmietta blu, mascotte a Monasterio dei piccoli pazienti. La struttura sorge nell’uliveto alle spalle dell’ospedale, immersa nel verde, e il cantiere è in fase avanzata. Cinquecento metri quadri di superficie, tutta in legno, accessibile al primo piano a persone con disabilità, ospiterà dieci camere e due monolocali con angolo cottura, oltre ad ampi spazi comuni, una cucina condivisa e una stanza dedicata agli incontri con medici e psicologi.

30 Ottobre 2026

© Riproduzione riservata

Manovra. De Pascale sfida la Conferenza delle Regioni: “O reagisce e batte un colpo o questa è la sua fine”
Manovra. De Pascale sfida la Conferenza delle Regioni: “O reagisce e batte un colpo o questa è la sua fine”

“L’anno scorso, riconoscemmo al Governo di avere adeguato il finanziamento sanitario coprendo l’inflazione e quindi, se le cose vengono fatte in maniera corretta, siamo sempre stati disponibili a riconoscerlo, ma...

Ictus. In Umbria oltre 2mila ricoveri l’anno, +61% di trombectomie in 5 anni. Regione aggiorna la rete
Ictus. In Umbria oltre 2mila ricoveri l’anno, +61% di trombectomie in 5 anni. Regione aggiorna la rete

Circa 2.000 ricoveri l’anno in Umbria per ictus, suddivisi tra un 67-70% di eventi di natura ischemica e un 30-33% di natura emorragica, con una mortalità variabile tra oltre il...

Veneto. Giunta approva il Bilancio di previsione. Stefani: “Quasi 100 milioni per sanità e sociale”
Veneto. Giunta approva il Bilancio di previsione. Stefani: “Quasi 100 milioni per sanità e sociale”

“Con questo primo bilancio mettiamo in pratica gli impegni assunti con i veneti e definiamo le priorità della nostra azione di governo: non aumentiamo le tasse, non chiediamo nuovi sacrifici...

Violenza sulle donne. A Ferrara campagna per far conoscere il Centro Antiviolenza nelle farmacie
Violenza sulle donne. A Ferrara campagna per far conoscere il Centro Antiviolenza nelle farmacie

La farmacia come presidio di prossimità, luogo accessibile e familiare, capace di svolgere un ruolo importante anche nella diffusione di informazioni e nella promozione di una cultura del rispetto e...