Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

Lo schema di decreto ridefinisce l'utilizzo dei 235,8 milioni già ripartiti alle Regioni nel 2022 per l'acquisto di apparecchiature sanitarie destinate ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. Le risorse potranno essere impiegate fino a un massimo del 50% per dotare le Case della Comunità hub e spoke, mentre la quota restante sarà destinata agli studi dei medici e alle aggregazioni di medicina di gruppo, con particolare attenzione alle aree interne e ai territori più svantaggiati. IL TESTO

È stato approvato in Conferenza Stato-Regioni schema di decreto del Ministero della Salute che disciplina l’impiego dei 235,834 milioni di euro destinati all’acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta (PLS). Il provvedimento, sul quale il Ministero dell’Economia ha espresso il proprio assenso tecnico, punta a integrare gli investimenti già previsti con il nuovo assetto dell’assistenza territoriale delineato dal Dm 77 e con lo sviluppo delle Case della Comunità.

Il decreto stabilisce che il contributo, già ripartito alle Regioni con il decreto ministeriale del 29 luglio 2022 (le risorse erano state stanziate nella Legge di Bilancio 2020 ndr.), dovrà essere utilizzato prioritariamente per migliorare la presa in carico dei pazienti, in particolare cronici e fragili, e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. Ciascuna Regione potrà destinare fino al 50% della quota assegnata all’acquisto di attrezzature per le Case della Comunità hub e spoke.

Le risorse residue saranno invece impiegate per dotare gli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, nonché le aggregazioni di medicina di gruppo, con una particolare attenzione alle caratteristiche orografiche e demografiche dei territori. Il decreto sottolinea infatti la necessità di rafforzare gli studi medici nelle aree interne, rurali, nelle piccole isole e nelle periferie urbane, attraverso strumenti di diagnostica di primo livello, reti digitali e telemedicina, così da garantire un’assistenza di prossimità ed evitare l’ampliamento delle disuguaglianze territoriali.

Il provvedimento ribadisce inoltre che tutte le apparecchiature dovranno essere compatibili e integrate con la Piattaforma nazionale di telemedicina, con i servizi previsti dalla Missione 6 del PNRR e con il Fascicolo sanitario elettronico. Le prestazioni effettuate dai MMG e dai PLS tramite queste dotazioni rientreranno nei livelli essenziali di assistenza (Lea).

Sul piano operativo, le Regioni avranno novanta giorni dalla pubblicazione del decreto per trasmettere al Ministero della Salute il piano dei fabbisogni relativo alle Case della Comunità hub e spoke. Il piano dovrà essere coerente con i criteri metodologici definiti dal tavolo tecnico nazionale istituito presso il Ministero. Saranno considerate ammissibili anche le spese già sostenute con risorse regionali o aziendali per l’acquisto di apparecchiature destinate alle Case della Comunità nell’ambito della Missione 6 del PNRR, purché conformi ai criteri previsti.

Entro novanta giorni dalla conclusione dei lavori del tavolo tecnico, le Regioni dovranno poi presentare un piano pluriennale per l’utilizzo delle risorse destinate agli studi dei medici e dei pediatri. Sulla base della programmazione regionale saranno inoltre definiti gli accordi integrativi con i professionisti, prevedendo anche la possibilità che i medici mettano a disposizione propri dispositivi, previa autorizzazione delle aziende sanitarie, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi assistenziali individuati. Solo dopo la valutazione positiva del tavolo tecnico e l’approvazione ministeriale dei piani sarà possibile procedere alle richieste di finanziamento degli interventi.

Il decreto precisa infine che dall’attuazione delle nuove disposizioni non deriveranno nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

L.F.

23 Luglio 2026

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