Medicina generale. Le proposte Snami per l’atto di indirizzo 2026

Medicina generale. Le proposte Snami per l’atto di indirizzo 2026

Medicina generale. Le proposte Snami per l’atto di indirizzo 2026

Chiesta una revisione complessiva del contratto, per adattarsi ai nuovi bisogni della società e dei professionisti. Un passaggio ritenuto indispensabile anche alla luce delle nuove strutture territoriali previste dal Pnrr, per le quali il sindacato si dice disponibile, ma a patto di una riorganizzazione coerente. IL DOCUMENTO

La medicina generale come pilastro del Servizio sanitario nazionale, ma anche come anello sempre più fragile di una catena sotto pressione. Parte da questo presupposto il messaggio che lo Snami vuole lanciare con un documento programmatico che, in vista dell’atto di indirizzo 2026, punta a riformare profondamente il modello organizzativo e contrattuale dei medici di famiglia, adeguandolo alle trasformazioni sociali, demografiche e professionali in atto.

Ruolo unico, volontarietà e medicina dei servizi
Per lo Snami attualmente il ruolo unico di assistenza primaria “non è applicabile per le note carenze di medici e in futuro, risolte le carenze, cagionerà forme di ‘clientelismo’ e di ‘inappropriatezza prescrittiva’ per non incorrere in ore di debito orario”.

Si propone di ribadire il principio della adesione volontaria al ruolo unico, prevedendo contestualmente la possibilità per i medici di medicina generale di svolgere attività oraria convenzionale mediante uno specifico contratto di medicina dei servizi a 24 e a 38 ore settimanali per venire incontro alle esigenze attuali di flessibilità e con una chiara distinzione dall’attività a ciclo di scelta.

Prevenzione, cronicità e medicina di iniziativa
Per lo Snami “la riduzione impropria del carico assistenziale non può essere ricondotta esclusivamente alla gestione dei cosiddetti “codici bianchi”, ma richiede una presa in carico proattiva, orientata alla prevenzione primaria e secondaria, alla diagnosi precoce e al contenimento delle complicanze delle patologie croniche, ruolo che trova nel medico di medicina generale il suo perno naturale”.

Attività oraria notturna presso Case della Comunità e sedi di Continuità Assistenziale
In considerazione della progressiva estensione delle funzioni territoriali, si propone di valutare un orientamento volto a limitare al minimo l’attività oraria notturna svolta dai medici del ruolo unico di assistenza primaria implementando l’attività diurna in cui rispondere alle prestazioni non differibili qualora il MMG titolare non sia immediatamente disponibile.

Attività formativa
Si propone di rafforzare, in sede di contrattazione nazionale, il ruolo della formazione continua, strutturata e integrata, quale elemento qualificante dell’attività convenzionale.

Autolimitazione dell’attività a ciclo di scelta
Si richiede di ripristinare la flessibilità legata alla possibilità di limitare il proprio massimale con particolare attenzione alla genitorialità e alla disabilità.

Organizzazione degli studi e obblighi orari
“Al fine di agevolare una più efficiente organizzazione delle AFT e garantire una copertura diurna realmente funzionale degli ambulatori”, si propone di “rivedere e alleggerire le regole sugli obblighi di apertura mattutina e pomeridiana degli studi, consentendo una maggiore flessibilità organizzativa a livello di aggregazione funzionale, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza e della continuità del servizio”.

26 Marzo 2026

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