Medicina Generale. Smi: “Le riforme si fanno con i medici e non nonostante i medici!”. Verso la manifestazione nazionale del 28 maggio

Medicina Generale. Smi: “Le riforme si fanno con i medici e non nonostante i medici!”. Verso la manifestazione nazionale del 28 maggio

Medicina Generale. Smi: “Le riforme si fanno con i medici e non nonostante i medici!”. Verso la manifestazione nazionale del 28 maggio

Appuntamento davanti al Ministero di Lungotevere Ripa per manifestare contro la bozza di decreto legge: “Le nostre prime valutazioni sono sul metodo. Una riforma di questa portata non può essere decretata con una procedura d’urgenza. Una riforma vera si costruisce ascoltando chi ogni giorno garantisce assistenza, continuità e rapporto di fiducia con i cittadini”.

Medicina Generale. Smi: “Le riforme si fanno con i medici e non nonostante i medici!”. Verso la manifestazione nazionale del 28 maggio

Appuntamento il 28 maggio, dalle 10.00 alle 13.00, davanti al Ministero di Lungotevere Ripa a Roma, per manifestare contro la bozza di decreto legge: “Le nostre prime valutazioni sono sul metodo. Una riforma di questa portata non può essere decretata con una procedura d’urgenza. Una riforma vera si costruisce ascoltando chi ogni giorno garantisce assistenza, continuità e rapporto di fiducia con i cittadini”.

Lo Smi si prepara a partecipare alla manifestazione nazionale contro il decreto-legge di riforma della medicina generale promossa per il 28 maggio, dalle 10.00 alle 13.00, davanti alla sede del Ministero di Lungotevere Ripa 1, a Roma. Un decreto che al sindacato proprio non piace.

“Ci siamo impegnati, in questi giorni ad esaminare con attenzione la bozza di Decreto Legge del Governo sulla riforma della medicina generale. Abbiamo iniziato a redigere le prime possibili proposte emendative al documento che ci è stato consegnato all’ultima riunione al Ministero della Salute anche in vista, nei prossimi giorni, della sua pubblicazione definitiva”, fa sapere la segreteria nazionale del Sindacato Medici Italiani (Smi) in una nota.

“Le nostre prime valutazioni – spiega lo Smi – sono sul metodo. Una riforma di questa portata non può essere decretata con una procedura d’urgenza. Le riforme si fanno con i medici e non nonostante i medici, anche perché non si possono addossare ai medici le responsabilità, in capo alle Regioni, del non raggiungimento degli obiettivi della Missione 6 del PNRR. In pratica, vorremmo ribadirlo, non siamo disponibili a trattative che svenderebbero la categoria”.

“Abbiamo ribadito – prosegue il sindacato – la nostra opposizione al Ruolo Unico e detto no al debito orario ancora una volta, così come, ribadiamo il nostro no ad una retribuzione legata agli obiettivi. Abbiamo, invece, dato il nostro assenso alla valorizzazione dell’area della medicina dei servizi, come canale preferenziale per poter lavorare all’interno delle Case di Comunità, detto sì alla specializzazione universitaria di medicina generale e all’equipollenza diretta ed immediata di tutti coloro che hanno svolto il corso di formazione in medicina generale”.

“Abbiamo detto sì al rapporto di dipendenza all’interno delle Case di Comunità ma come medici di cure primarie, perché non vorremmo che ci fossero equivalenze laterali; le cure primarie, per esempio, non possono essere ‘appaltate’ a geriatri, a neurologi, oppure ad altre specializzazioni, anche perché così si violerebbe quello che prevede la Direttiva Europea sull’esercizio della professione di medico di medicina generale. Si al rapporto di lavoro volontario di dipendenza per i medici già operanti nella medicina generale. L’accesso deve avvenire su base volontaria”, sottolinea il sindacato.

“Il 28 maggio 2026, dalle 10.00 alle 13.00 abbiamo indetto una manifestazione nazionale davanti il Ministero della Salute, via Lungotevere Ripa 1- Roma, l’iniziativa è aperta a tutti i colleghi e ai cittadini che condividono i contenuti della nostra piattaforma. La medicina generale non può essere riformata contro i medici, né nonostante i medici. Una riforma vera si costruisce ascoltando chi ogni giorno garantisce assistenza, continuità e rapporto di fiducia con i cittadini”, conclude lo Smi.

18 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

Visite e controlli. Quasi una famiglia su cinque limita la spesa. Fnomceo: “La salute non può dipendere dal bilancio familiare”
Visite e controlli. Quasi una famiglia su cinque limita la spesa. Fnomceo: “La salute non può dipendere dal bilancio familiare”

“La salute non può diventare la voce da tagliare per far quadrare i conti di casa. Ci preoccupa che quasi una famiglia su cinque, tra quelle che già ricorrevano a...

Radiologia, in Italia 70 milioni di esami l’anno. Radiologi medici e tecnici di radiologia: “La qualità delle diagnosi si costruisce insieme”
Radiologia, in Italia 70 milioni di esami l’anno. Radiologi medici e tecnici di radiologia: “La qualità delle diagnosi si costruisce insieme”

In Italia vengono eseguiti ogni anno circa 70 milioni di esami radiologici. La diagnostica per immagini rappresenta uno snodo fondamentale dei percorsi di cura. Per garantire un numero così elevato...

Pharma, dal piano all’azione: perché il valore di un workshop va oltre la formazione
Pharma, dal piano all’azione: perché il valore di un workshop va oltre la formazione

Il momento in cui una strategia viene presentata non coincide necessariamente con quello in cui un’organizzazione è pronta a realizzarla. Un piano può essere chiaro nelle slide e lasciare ancora...

Intelligenza emotiva nel nursing moderno: competenze, burnout e qualità dell’assistenza. Scarica la nuova Intelligence Review
Intelligenza emotiva nel nursing moderno: competenze, burnout e qualità dell’assistenza. Scarica la nuova Intelligence Review

La carenza di personale infermieristico rappresenta una delle criticità del sistema sanitario italiano. Nel 2022 l’Italia contava 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro gli 8,4 della media UE, mentre i...