“Finiamo il lavoro”. È l’appello che il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivolto ai delegati riuniti a Ginevra per il nono incontro del gruppo intergovernativo (IGWG9) sull’accordo pandemico dell’Oms. Dopo aver ringraziato l’ambasciatore Tovar del Brasile e i vicepresidenti – gli ambasciatori Dlamini dell’Eswatini, Al-Mandhari dell’Oman e Viroj della Thailandia – per la loro guida costante, Tedros ha dato il benvenuto al nuovo membro dell’ufficio di presidenza, l’ambasciatrice Anne-Claire Amprou della Francia, esortando al contempo gli Stati membri della regione del Pacifico occidentale a indicare un candidato per completare la squadra di leadership.
“Completare l’allegato PABS”
Il punto politico è chiaro, ha spiegato Tedros: gli Stati membri hanno fatto la storia adottando l’accordo pandemico dell’Oms, ma ora occorre completare l’allegato PABS perché l’accordo possa entrare in vigore. Il sostegno politico, ha aggiunto, è forte: poche settimane fa l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la dichiarazione politica sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie, con i capi di Stato e di governo che hanno accolto l’accordo e chiesto di concludere i negoziati sul PABS. Ma la ragione per portare a termine il lavoro, ha precisato il direttore generale, non è giuridica né procedurale: “Riguarda la protezione delle persone”. Perché, ha detto, “una minaccia da un patogeno in qualsiasi luogo può diventare una minaccia ovunque, per le persone di ogni Paese”. A ricordarlo, ha aggiunto, sono stati l’epidemia di hantavirus all’inizio di quest’anno e l’epidemia in corso di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo.
La lezione del Covid
“Nessun Paese può proteggersi dalle pandemie agendo da solo”: è, per Tedros, la lezione generale della pandemia di Covid-19. Il Covid, ha ricordato, “ci ha insegnato cosa succede quando la condivisione dei patogeni e l’accesso agli strumenti salvavita non sono collegati”. Il mondo ha sviluppato vaccini in tempi record, ma troppi Paesi sono stati lasciati in attesa mentre altri si assicuravano molto più di quanto servisse. “Quella disuguaglianza – ha detto – è costata vite, ha prolungato la pandemia e ha aumentato il rischio di nuove varianti”.
Gli strumenti già messi in campo
Di fronte al Covid, ha proseguito il direttore generale, sono stati compiuti insieme passi per rafforzare ogni dimensione della sicurezza sanitaria globale. Per rafforzare le capacità nazionali sono stati creati il Pandemic Fund e la revisione universale della salute e della preparazione; per rafforzare la sorveglianza e l’allerta precoce, l’HuB dell’Oms per l’intelligence sulle pandemie e le epidemie in Germania; per migliorare l’accesso equo a vaccini e altri strumenti, l’Access to COVID-19 Tools Accelerator e COVAX, la rete interinale dei contromisure mediche, il programma di trasferimento tecnologico dell’mRNA in Sudafrica e il Global Biomanufacturing Training Hub in Corea del Sud. L’Oms ha inoltre lavorato con CEPI per accelerare lo sviluppo di vaccini contro l’attuale epidemia di Ebola, ha creato il BioHub dell’Oms in Svizzera per incoraggiare la condivisione internazionale dei campioni di patogeni e ha rafforzato la capacità di risposta internazionale con il Global Health Emergency Corps. Nel 2024 gli Stati membri hanno adottato le modifiche al Regolamento sanitario internazionale e l’anno scorso l’accordo pandemico.
“Il PABS è la chiave”
“Il PABS è l’ultimo pezzo del puzzle – ha detto Tedros –. Completerà il quadro e porterà tutti gli altri pezzi in un insieme operativo”. È l’opportunità, ha spiegato, di costruire un sistema basato su trasparenza, prevedibilità, responsabilità e beneficio reciproci, e sulla fiducia. “Il PABS è più di un pezzo di puzzle: è la chiave che aprirà la porta a un futuro più sicuro”, ha aggiunto, precisando che si tratta di una chiave che può essere sviluppata solo insieme e di una porta che può essere attraversata solo insieme. Quanto al multilateralismo, il direttore generale ha ribadito una convinzione espressa più volte: “Multilateralismo e sovranità non si escludono a vicenda, si rafforzano a vicenda”. I delegati presenti, ha osservato, sono rappresentanti di Stati sovrani che riconoscono la necessità di lavorare insieme per trovare una soluzione condivisa a una minaccia condivisa. “Se lo farete – ha detto – creerete qualcosa di duraturo, che manterrà l’umanità più al sicuro per le generazioni a venire”.
Le tre richieste
Tedros ha ringraziato i co-facilitatori, l’ufficio di presidenza e tutti i delegati per lo spirito costruttivo degli incontri informali e per il duro lavoro che ha portato a questo punto, esortandoli a portare lo stesso spirito nei negoziati. I difficili problemi da risolvere restano, ha ammesso, ma non è necessario progettare un sistema perfetto per sempre: serve un sistema che funzioni, che garantisca equità e che possa essere rafforzato con l’esperienza. Quindi le tre richieste: negoziare con l’intenzione e l’aspettativa di concludere, distinguere tra ciò che è essenziale e ciò che è desiderabile, e tenere la salute pubblica come stella polare. “Il test di questo allegato – ha concluso – è se aiuterà il mondo a rispondere più rapidamente e più equamente quando emergerà la prossima minaccia pandemica”. Ai delegati ha assicurato il pieno sostegno suo e del Segretariato: “Il mondo guarda a voi per finire ciò che avete iniziato”.