Oncologia, mille specialiste firmano la Carta di Montecitorio: “Meno burocrazia e più tempo per la cura”

Oncologia, mille specialiste firmano la Carta di Montecitorio: “Meno burocrazia e più tempo per la cura”

Oncologia, mille specialiste firmano la Carta di Montecitorio: “Meno burocrazia e più tempo per la cura”

A dieci anni dalla nascita di Women for Oncology Italy, presentata alla Camera la Carta per la tutela dei professionisti dell’oncologia, sottoscritta da oltre 1.000 oncologhe. Tra le richieste: riduzione del carico burocratico, maggiore equilibrio nella comunicazione con i pazienti e più tutele per i caregiver, in prevalenza donne. Focus anche sulla carenza di specialisti e sul passaggio di presidenza da Rossana Berardi a Valentina Guarneri

La Carta di Montecitorio per la tutela dei professionisti dell’Oncologia italiana: è questo uno dei punti chiave di ‘Donne che curano’ 2026, la manifestazione organizzata il 30 marzo dall’associazione Women for Oncology Italy che quest’anno compie dieci anni e mette al centro dell’iniziativa i tre protagonisti della cura: il caregiver, il paziente e l’operatore sanitario cui è dedicata la Carta per difenderne il benessere. Come ogni anno l’associazione si rivolge alle istituzioni e al mondo della politica sottoponendo richieste che quest’anno saranno riassunte in un documento per promuovere interventi concreti a sostegno del sistema, sottoscritto dal network di oltre 1.000 oncologhe.

“La carenza di specialisti e l’eccessivo carico burocratico stanno progressivamente riducendo il tempo dedicato alla cura. È necessario intervenire per restituire centralità all’attività clinica, tutelando al tempo stesso la qualità dell’assistenza e il benessere dei professionisti”.

Con queste parole la presidente uscente di Women for Oncology Italy, Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche e Direttrice della Clinica Oncologica dell’AOU delle Marche, apre “Donne che curano 2026”. Tra le priorità evidenziate, la necessità di una decisa sburocratizzazione delle attività sanitarie, anche alla luce dei processi di digitalizzazione legati al PNRR, che spesso si rivelano poco efficienti. Sistemi non integrati, interfacce inadeguate e ridondanza dei dati rischiano infatti di sottrarre tempo prezioso alla pratica clinica. In Italia operano circa 5 oncologi ogni 100mila abitanti, contro gli 8 della Germania, i 7,5 della Francia e i 7 del Regno Unito. A fronte di questa carenza, il carico burocratico risulta superiore di circa il 40%, incidendo in modo significativo sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dell’assistenza.

Il tema del tempo si intreccia con quello della comunicazione medico-paziente, altro punto chiave della Carta. Se da un lato è fondamentale garantire un dialogo empatico e continuo, dall’altro emerge la necessità di definire modalità sostenibili che rispettino anche il tempo dei professionisti, a fronte di un crescente volume di richieste e comunicazioni. “Parlare con il paziente, informare, farlo in maniera empatica sono momenti decisivi nell’attività del medico, ma occorre equilibrio anche nell’attività di comunicazione con i pazienti, sempre nell’ottica di fare più e meglio con essi e per essi”, dice la Presidente Berardi. Nella carta di Montecitorio sono previsti anche il richiamo allo scudo penale dei medici su cui sta lavorando Anaoo e la progettualità sulla tutela della gravidanza condotte da Enpam.

La Giornata affronta anche il tema del riconoscimento dei caregiver. In Italia si tratta prevalentemente di donne tra i 40 e i 65 anni, spesso in piena età lavorativa. La proposta di legge attuale rappresenta un primo passo, ma – secondo l’associazione – necessita di un rafforzamento, anche sul piano economico, per garantire un riconoscimento adeguato del loro impegno.

L’edizione 2026 segna anche un momento simbolico per l’associazione: il passaggio di consegne alla Presidenza da Rossana Berardi a Valentina Guarneri, Direttrice della UOC Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS e Professore Ordinario di Oncologia Università di Padova

“Assumendo la presidenza di Women for Oncology, raccolgo con grande senso di responsabilità il lavoro importante svolto in questi anni dal direttivo e da tutti i colleghi e le colleghe che hanno contribuito con impegno alle nostre attività. L’obiettivo è proseguire e rafforzare questo percorso di condivisione, promuovendo iniziative e progetti che continuino a dare voce ai professionisti, ai pazienti e ai caregiver, con una particolare attenzione alla promozione della parità di genere e, più in generale, di una cultura della cura sempre più inclusiva”, afferma Valentina Guarneri.

In dieci anni, Women for Oncology Italy ha costruito una rete che oggi riunisce oltre mille oncologhe italiane, promuovendo leadership femminile, formazione e nuove opportunità professionali. Un percorso che ha contribuito a rendere la comunità scientifica più inclusiva, aperta alle nuove generazioni e capace di affrontare le sfide dell’oncologia contemporanea. “Lo dimostrano i dati preliminari di una survey nazionale sulle oncologhe italiane presentata in occasione dell’evento: quasi l’80% delle professioniste, negli ultimi dieci anni, ha registrato un miglioramento della propria posizione lavorativa. Tuttavia, nella stessa percentuale di casi, sono stati segnalati ostacoli, principalmente legati al contesto lavorativo” – conclude Berardi – “e resta ancora molto da fare, considerando che in quasi il 70% delle strutture il ruolo di Direttore è ricoperto da un uomo”. “Donne che curano 2026” si conferma così non solo un momento di celebrazione, ma anche un’occasione concreta di proposta e confronto: una rete, mille carriere, dieci anni di cambiamento – con lo sguardo rivolto al futuro della cura.

30 Marzo 2026

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