Una decina di organizzazioni italiane ha già ottenuto la prima certificazione One Health, un riconoscimento che attesta l’adozione di azioni concrete per la tutela della salute umana, animale e ambientale. Il sistema, promosso da One Health Foundation, prevede tre livelli di certificazione e una valutazione affidata a un comitato scientifico indipendente. Per accedere al primo livello, denominato Oriented, le strutture devono soddisfare 14 requisiti specifici, verificati da un gruppo multidisciplinare di esperti.
I primi attestati sono stati consegnati il 29 ottobre, durante un convegno nazionale organizzato all’Auditorium del Ministero della Salute, in vista della Giornata mondiale One Health del 3 novembre. L’iniziativa segna l’avvio di un percorso che punta a costruire una rete di organizzazioni impegnate nell’applicazione del principio “Una Salute Globale”, riconoscendo il legame tra salute delle persone, degli animali e dell’ambiente. Nel corso dell’evento sono stati inoltre sottoscritti due protocolli d’intesa, uno con il Ministero della Salute e l’altro con la Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO).
Certificazione One Health, 14 requisiti per il primo livello
La certificazione introdotta dalla Fondazione nasce con l’obiettivo di rendere verificabile l’impegno delle organizzazioni nell’applicazione dell’approccio One Health, superando una semplice adesione di principio. Le candidature vengono esaminate da un Board scientifico indipendente, che valuta il rispetto dei requisiti previsti per ciascun livello. Dopo la consegna dei primi attestati, la Fondazione segnala di aver già ricevuto ulteriori richieste di accreditamento da parte di altre strutture.
“La One Health va tradotta in scelte. Con tre passaggi: riconoscere ciò che le organizzazioni fanno davvero, assumere impegni comuni con chi governa e gestisce la sanità, ascoltare le nuove generazioni prima di disegnare la prevenzione di domani. Oggi li compiamo tutti e tre”, dichiara Rossana Berardi, presidente di One Health Foundation. “La certificazione è un impegno da documentare, verificare e far crescere. I protocolli non sono un punto di arrivo, ma responsabilità da trasformare in progetti misurabili. E la voce dei ragazzi deve diventare il punto di partenza”.
“La certificazione aiuta a trasformare il principio One Health in un impegno concreto e riconoscibile”, spiega Roberto Papa, responsabile Metodologia di One Health Foundation. “Si pone l’obiettivo duplice di permettere ai cittadini di individuare le organizzazioni che lavorano in questa direzione. Le strutture possono invece dimostrare, attraverso azioni documentate, ciò che stanno facendo”. Secondo Papa, l’obiettivo è creare una rete di realtà capaci di condividere competenze e collaborare nella promozione della salute globale.
Firmati i protocolli con Ministero della Salute e FIASO
Durante il convegno sono stati sottoscritti due accordi istituzionali: il primo con il Ministero della Salute, rappresentato da Giovanni Leonardi, direttore del Dipartimento della Salute Umana, Animale e dell’Ecosistema, e il secondo con FIASO, rappresentata dal presidente Giuseppe Quintavalle. Le intese puntano a rafforzare la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni sanitarie, promuovendo iniziative comuni di prevenzione, informazione e formazione sui temi della salute globale.
“Siamo davvero felici di queste firme perché la collaborazione con le Istituzioni è per noi fondamentale”, afferma Mauro Boldrini, vicepresidente di One Health Foundation. “Vanno integrate competenze diverse per proporre soluzioni efficaci e misurabili. A partire dalla prevenzione e alla diffusione di una corretta informazione/formazione sui grandi temi legati alla salute globale a partire dalle scuole fino ai luoghi di lavoro. I protocolli ci serviranno per avviare a brevissimo progetti e campagne su vasta scala”.
“Siamo convinti della assoluta necessità di integrare competenze differenti per gestire problemi sempre più originati anche da cause ambientali”, aggiunge Giuseppe Quintavalle, presidente FIASO e referente dei Rapporti istituzionali di One Health Foundation. “Le aziende sanitarie e ospedaliere rappresentano un luogo ideale dove applicare i principi del One Health e quindi della salvaguardia della salute e del benessere dei cittadini, degli animali e anche del Pianeta. È un approccio che può e deve cambiare tutti i servizi pubblici e in particolare le aziende sanitarie”.
Adolescenti e prevenzione, oltre 500 questionari raccolti
Un ulteriore ambito di attività riguarda il coinvolgimento dei giovani nella promozione della salute. Durante l’evento sono stati consegnati i primi attestati agli “Ambasciatori della One Health”, chiamati a contribuire alla diffusione dei principi dell’approccio integrato all’interno del mondo dello sport e delle università. “Ringraziamo i nostri primi Ambasciatori per il loro importante compito di divulgazione del One Health all’interno del mondo dello sport e delle Università”, dichiara Attilio Bianchi, segretario generale della Fondazione.
È stata inoltre presentata la survey promossa dal gruppo Young di One Health Foundation, coordinato da Leonardo Tamburi, dedicata alle abitudini e al benessere degli adolescenti. Finora sono stati raccolti oltre 500 questionari, mentre l’obiettivo è superare quota 3mila per disporre di una base informativa più ampia sulla quale sviluppare progetti concreti e misurabili. L’iniziativa si inserisce nella strategia della Fondazione di coinvolgere le nuove generazioni nella definizione delle future attività di prevenzione e promozione della salute.