Padova. Asportata la prima costa con tecnica robotica per trattare una patologia giovanile invalidante

Padova. Asportata la prima costa con tecnica robotica per trattare una patologia giovanile invalidante

Padova. Asportata la prima costa con tecnica robotica per trattare una patologia giovanile invalidante

Primo intervento di questo genere in Veneto per il trattamento della sindrome dello stretto toracico superiore, tra le prime in Italia. Stefani: “Bravi, anche per la prospettiva di dare avvio a un programma strutturato di uso della robotica per risolvere la sindrome dello stretto toracico”.

L’équipe della UOC Chirurgia toracica dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, diretta dal prof. Andrea Dell’Amore, ha eseguito, per la prima volta in Veneto e tra le primissime volte in Italia, l’asportazione con tecnica robotica della prima costa per trattare una patologia invalidante che tipicamente colpisce i giovani ed è chiamata ‘sindrome dello stretto toracico superiore’.

Questa malattia, spiega l’Aou in una nota, è causata da una anomala e dinamica compressione di nervi e vasi sanguigni nel passaggio tra collo e spalla, tra clavicola e prima costa, che oltre a causare al paziente un forte dolore agli arti superiori, che si accentua con alcuni movimenti, può fortemente limitare la qualità di vita sociale e lavorativa. Nel lungo periodo, se non trattata, può inoltre essere motivo di trombosi, embolie e vere e proprie perdite funzionali muscolari degli arti superiori.

E’ una patologia per altro molto sotto diagnosticata che a causa dei sintomi iniziali aspecifici spesso viene confusa con una radiculopatia od ernia cervicale o tendinopatia del cingolo scapolare.

L’intervento dell’équipe del prof. Dell’Amore rappresenta l’inizio di un programma ben strutturato di trattamento robotico di tale malattia con tutti i vantaggi per il paziente della chirurgia robotica, cioè mininvasività, riduzione del dolore, una ripresa post-operatoria immediata con tempi di degenza brevi. In più con la robotica il chirurgo ha una visione magnificata delle strutture vascolo nervose
coinvolte con riduzione dei rischi di complicazioni postoperatorie senza dover ricorrere ad accesi chirurgici ampi e demolitivi come si usava in passato per trattare una patologia tutto sommato benigna e semplice da risolvere.

Per la pianificazione preoperatoria sono state utilizzate le nuove tecniche di ricostruzione tridimensionale e stampa 3D.

“Complimenti alla Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il Direttore Andrea d’Amore e la sua equipe hanno aperto una nuova via, totalmente minivasiva, per curare e risolvere la complessa sindrome dello stretto toracico. Primi in Veneto e tra i primi in Italia ad affrontare con tre incisioni di pochi centimetri una patologia molto invalidante, dolorosa e, con l’andar del tempo, anche pericolosa”, commenta il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, in una propria nota.

“Condivido in pieno – aggiunge Stefani – anche la prospettiva di dare avvio a un programma strutturato di uso della robotica per risolvere la sindrome dello stretto toracico, a tutto vantaggio dei malati, che potranno ricevere le cure più adatte con tempi di intervento e di ricovero dimezzati e una ripresa post-operatoria praticamente immediata. Bravi – conclude Stefani – anche per la capacità di programmare uno sviluppo organizzato di un nuovo successo”.

08 Aprile 2026

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