Estendere la fascia di competenza del Pediatra di Famiglia fino ai 18 anni, per garantire continuità assistenziale in una fase delicata come l’adolescenza e intercettare precocemente non solo condizioni patologiche, ma anche il disagio psicologico, sociale e relazionale. È la proposta rilanciata dalla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp), che punta a rafforzare la presa in carico dei ragazzi in un’età sempre più interessata da fragilità emotive, dipendenze digitali e da sostanze, sedentarietà e disturbi del comportamento alimentare.
La novità riguarderebbe oltre 2,2 milioni di ragazzi tra i 14 e i 17 anni, secondo un’elaborazione Fimp sui dati della popolazione residente Istat al 1° gennaio 2026. L’obiettivo è rafforzare la continuità dell’assistenza pediatrica sul territorio, affiancando alla cura un’attenzione alla crescita e allo sviluppo e consolidando l’alleanza educativa e la vicinanza alle famiglie.
“Il Pediatra di Famiglia conosce il ragazzo, la sua storia clinica e nella maggior parte dei casi anche il contesto familiare. Mantenere questo riferimento fino alla maggiore età significa evitare una frattura proprio negli anni in cui cambiano i bisogni di salute”, spiega Antonio D’Avino, presidente nazionale Fimp. “L’adolescenza è ancora troppo spesso una ‘terra di mezzo’ dell’assistenza, nella quale la transizione verso la medicina dell’adulto può tradursi in discontinuità o abbandono dei percorsi di cura”.
Per Fimp, l’obiettivo non è spostare il confine tra Pediatria di Famiglia e Medicina Generale, ma accompagnare meglio l’adolescente verso l’età adulta, rafforzando la collaborazione tra i professionisti e garantendo continuità anche nella condivisione delle informazioni sanitarie.
“Per le famiglie significa poter contare più a lungo su un interlocutore di fiducia; per i ragazzi, affrontare l’adolescenza con un professionista che li conosce già; per il sistema, costruire un passaggio più ordinato e integrato verso il Medico di Medicina Generale, valorizzando le rispettive competenze”, prosegue D’Avino.
La prospettiva di estendere la presa in carico si inserisce, sottolinea la Federazione, in uno scenario demografico profondamente cambiato. La denatalità sta progressivamente riducendo la popolazione nelle fasce pediatriche più giovani, rendendo necessario ripensare la programmazione e l’organizzazione dell’assistenza. Per rendere sostenibile l’estensione fino ai 18 anni sarà quindi necessario intervenire in modo coerente sul numero dei professionisti, sui massimali e sull’organizzazione territoriale.
Prevenzione, dalle infezioni respiratorie alle vaccinazioni
Accanto alla continuità assistenziale, Fimp richiama il ruolo del Pediatra di Famiglia nella prevenzione e nella promozione della salute lungo tutto l’arco dell’età evolutiva, con particolare attenzione a vaccinazioni, alimentazione e stili di vita, benessere psicologico e rapporto con il digitale.
Sul fronte delle infezioni respiratorie, D’Avino sottolinea: “Stiamo già osservando una diffusione importante di adenovirus, rinovirus e virus parainfluenzali, che interessano attualmente circa il 20-30% dei bambini in età scolare”. Un ambito nel quale, aggiunge, il Pediatra di Famiglia svolge un ruolo centrale nell’informazione alle famiglie, nella promozione dei comportamenti di prevenzione e nel contrasto al ricorso improprio agli antibiotici.
Resta alta anche l’attenzione sulle coperture vaccinali in età pediatrica e adolescenziale. D’Avino richiama i recenti dati del Ministero della Salute: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati 472 casi di morbillo, contro 322 nello stesso periodo del 2025. Il maggior numero di casi si concentra tra i 15 e i 39 anni, prevalentemente tra persone non vaccinate, mentre l’incidenza più elevata si registra nei bambini sotto i 4 anni. Nell’adolescenza, aggiunge, resta strategico il recupero di vaccinazioni come quella contro il papilloma virus (HPV).
Obesità, intervenire precocemente sugli stili di vita
Un altro fronte indicato dalla Federazione è il contrasto all’obesità, intervenendo precocemente sugli stili di vita. I dati riportati da Fimp indicano che circa il 19% dei bambini tra 8 e 9 anni è in sovrappeso e il 10% è obeso. Oltre la metà dei bambini con obesità mantiene la condizione durante l’adolescenza e più del 70% degli adolescenti con obesità continua ad esserlo in età adulta.
“Intervenire presto significa quindi avere la possibilità di cambiare la traiettoria di salute di un bambino e dell’adulto che diventerà”, sottolinea D’Avino.
In questa direzione si inserisce “BAS-e-ROC – Bambini e Adolescenti di Sana e Robusta Costituzione”, il progetto educazionale di Fimp che punta a rafforzare il Pediatra di Famiglia come promotore di corretti stili di vita. L’obiettivo è fornire strumenti per intervenire precocemente su alimentazione, attività fisica e comportamenti quotidiani, coinvolgendo le famiglie nel percorso di prevenzione.
Salute digitale, una nuova sfida
Tra le priorità indicate dalla Federazione c’è anche il digitale, ormai parte integrante della crescita e della salute di bambini e adolescenti, con implicazioni che riguardano sonno, relazioni, benessere psicologico e comportamenti.
“Il digitale è ormai parte integrante della crescita di bambini e adolescenti e va affrontato come un tema di salute”, conclude D’Avino, ricordando l’impegno della Federazione e la guida “Bambini e adolescenti in un mondo digitale”, realizzata per offrire a pediatri, genitori ed educatori strumenti concreti per un utilizzo equilibrato e consapevole delle tecnologie.