Punti nascita. Il 1° novembre chiude quello di Castelfranco Veneto

Punti nascita. Il 1° novembre chiude quello di Castelfranco Veneto

Punti nascita. Il 1° novembre chiude quello di Castelfranco Veneto

Il Comitato nazionale ha respinto la richiesta del Veneto di mantenere in deroga 4 Punti Nascita destinati alla riconversione (Castelfranco V.to, Adria, Valdagno e Portogruaro). Dal 1° novembre il San Giacomo seguirà gravidanza e post parto, ma le nascite avverranno in altri ospedali, i più vicini Montebelluna e Treviso.

Dal 1° novembre il Punto Nascita dell’ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto sarà riconvertito. Cambierà, dunque, la sede in cui le donne daranno alla luce i propri bambini ma resterà operativo, e verrà ulteriormente potenziato il percorso di assistenza territoriale che accompagna la gravidanza e i primi anni di vita del bambino. Lo comunica la Ulss in una nota. “L’Ulss 2 manterrà a Castelfranco Veneto tutti i servizi ospedalieri e territoriali dedicati alla salute della donna e del bambino, investendo in una maggiore integrazione tra ospedale, consultori e territorio”, spiega la nota.

La riconversione risponde alle normative nazionali sulla sicurezza dei Punti Nascita, che prevedono una soglia minima di 500 parti all’anno. “Nonostante la richiesta della Regione del Veneto di mantenere l’attività in deroga per i 4 Punti Nascita per i quali è prevista la riconversione (oltre a Castelfranco V.to, Adria, Valdagno e Portogruaro) il Comitato Percorso Nascita Nazionale non ha espresso parere favorevole”, ricorda l’Ulss.

Nell’ospedale di Castelfranco Veneto i parti sono stati 297 nel 2025 e le stime per il 2026 indicano un ulteriore calo, con un totale di circa 240 nascite: al momento sono una decina le donne seguite al San Giacomo che partoriranno in un’altra sede.

“Va sottolineato come l’obbligo di procedere alla riconversione non esprima in alcun modo una valutazione sul lavoro svolto con straordinaria professionalità e dedizione negli anni dal personale dell’Ostetricia del San Giacomo, cui va il nostro più sentito ringraziamento – sottolinea il direttore generale dell’Ulss 2, Giancarlo Bizzarri -. Il personale continuerà a seguire le donne in gravidanza e le famiglie. Il percorso di supporto alla genitorialità si sviluppa lungo i primi mille giorni di vita del bambino: la riconversione riguarderà esclusivamente il momento del parto e i tre giorni di degenza successivi, ovvero una minima parte di un percorso di accompagnamento che non solo resterà a Castelfranco Veneto ma sarà potenziato”.

I servizi attivi a Castelfranco Veneto
Dal 1° novembre le future mamme e le donne del territorio continueranno a trovare a Castelfranco Veneto i seguenti punti di riferimento:
• ambulatori ostetrici e ginecologici: per gravidanze fisiologiche e a rischio, puerperio e menopausa
• consultori familiari e ostetriche territoriali: per l’assistenza di prossimità prima e dopo il parto
• percorsi per la fertilità di coppia
• attività ginecologiche: in regime di day surgery e week surgery
• servizi per i “Primi 1000 Giorni”
• ambulatorio pediatrico: aperto tutti i giorni dalle ore 8:00 alle 20:00.

Dove avverrà il parto?
Il parto e i giorni di degenza saranno garantiti negli altri Punti Nascita della rete aziendale (Montebelluna e Treviso in primis, data la vicinanza con il San Giacomo) e regionale. La sede verrà individuata dalla futura mamma, in accordo con il personale ginecologico e ostetrico sulla base delle esigenze cliniche, organizzative e di prossimità.
Le donne già seguite a Castelfranco Veneto con data presunta del parto successiva al 31 ottobre saranno contattate individualmente: ogni futura mamma viene “presa per mano” e accompagnata nella scelta della struttura più appropriata, garantendo la condivisione di tutte le informazioni cliniche con i professionisti che la assisteranno durante il parto.

Cosa fare in caso di travaglio o urgenza dal 1° novembre?
• In caso di travaglio: la donna dovrà rivolgersi direttamente alla sede ospedaliera individuata per il parto, senza recarsi a Castelfranco Veneto
• In caso di emergenza/urgenza: dovrà essere contattato il SUEM 118, che valuterà la situazione e attiverà il percorso più appropriato, compreso il trasferimento protetto

Un Piano per accompagnare mamme e famiglie
La riorganizzazione sarà l’occasione per rafforzare la presa in carico della donna e della famiglia lungo le diverse fasi della genitorialità. L’obiettivo è superare una visione concentrata esclusivamente sul momento del parto e costruire un accompagnamento continuativo, che inizi durante la gravidanza e prosegua dopo il rientro a casa.
Per governare la transizione l’Ulss 2 ha predisposto un Piano aziendale multidisciplinare che coinvolge tutte le Unità operative coinvolte nel Percorso Nascita, al fine di garantire una presa in carico ottimale. Il Piano aziendale prevede, in particolare, lo sviluppo e il potenziamento di quattro ambiti:

  1. Consulenze dedicate alle coppie in attesa: spazi di confronto e orientamento per rispondere ai dubbi della gravidanza
  2. Corsi di preparazione al parto e alla genitorialità: per sostenere la coppia non solo nell’attesa della nascita, ma anche nella costruzione delle nuove relazioni familiari
  3. Percorsi dedicati alla gravidanza a basso rischio: con l’ostetrica come figura di riferimento principale
  4. Continuità a casa dopo il parto: visite a domicilio delle ostetriche nei giorni successivi alle dimissioni per sostenere la mamma, il bambino e l’intero nucleo familiare
    A questi interventi si affianca il potenziamento dell’accoglienza ospedaliera per le donne in gravidanza, con percorsi dedicati in particolare alle gravidanze a basso rischio. Anche l’organizzazione dei servizi pediatrici sarà oggetto di monitoraggio, per valutarne l’eventuale potenziamento in relazione ai volumi di attività e ai bisogni del territorio.

“Il nostro impegno è accompagnare questo cambiamento e far sì che esso diventi occasione per migliorare il percorso genitorialità – conclude Bizzarri -. Investiremo sulla presa in carico territoriale, sulla prevenzione, sul sostegno alla genitorialità e sulla continuità dopo la nascita. Monitoreremo attentamente il funzionamento dei nuovi percorsi e i bisogni che emergeranno, per adeguare i servizi quando necessario. Cambia la sede del parto ma Castelfranco resta un punto di riferimento per la salute della donna, del bambino e della famiglia”.

19 Ottobre 2026

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