Riforma medicina generale. Snami: “Sì al confronto, ma niente decreti senza concertazione. La dipendenza non è la strada”

Riforma medicina generale. Snami: “Sì al confronto, ma niente decreti senza concertazione. La dipendenza non è la strada”

Riforma medicina generale. Snami: “Sì al confronto, ma niente decreti senza concertazione. La dipendenza non è la strada”

“Disponibili al confronto ma servono soluzioni praticabili, sostenibili e attrattive per i medici. Tutto questo non può e non deve passare tramite decreti legislativi ma solo attraverso la concertazione con i sindacati di settore.”

“Il confronto aperto sul futuro della medicina generale può rappresentare un’opportunità importante per rafforzare l’assistenza territoriale. Per farlo, però, servono scelte realistiche, condivise e capaci di guardare anche alle nuove generazioni di medici”.

Lo dichiara Angelo Testa, presidente nazionale Snami.

“Snami non difende poltrone né assetti precostituiti. Difendiamo la qualità del servizio sanitario pubblico, il ruolo del medico di medicina generale e la necessità di costruire modelli organizzativi realmente funzionanti”.

Per Pasquale Orlando, segretario nazionale Snami, “in questa fase la dipendenza non ci pare una soluzione concretamente percorribile. Il sistema richiede gradualità, sostenibilità economica e attenzione agli equilibri organizzativi già esistenti”.

Interviene Fabrizio Valeri, vice presidente nazionale Snami: “ove vi sia la necessità di coprire posti alternativi o specifici fabbisogni assistenziali, si possono valutare strumenti contrattuali sulla falsa riga della specialistica ambulatoriale, con impegno orario definito, tutele certe e flessibilità operativa”.

Secondo Simona Autunnali, tesoriere nazionale Snami, “resta centrale il rafforzamento del modello convenzionato, con investimenti su studi medici, personale di supporto e semplificazione burocratica”.

Per Matteo Picerna, vice segretario nazionale Snami, “nessuna riforma sarà efficace se non saprà rendere la medicina generale una scelta professionale moderna e competitiva per i giovani colleghi”.

Infine, Federico Di Renzo, addetto stampa Snami, sottolinea: “il tema dei giovani medici merita un approfondimento serio. Oggi molti neolaureati guardano con interesse alla medicina generale, ma chiedono percorsi formativi chiari, competenze avanzate e un riconoscimento professionale pari alle altre aree del sistema sanitario. Non possiamo ignorare che, nel percepito di molti giovani, il tema della specializzazione universitaria rappresenti un elemento importante di attrattività”.

“Servono inoltre redditività adeguata, modelli organizzativi efficienti, strumenti digitali funzionanti e la possibilità di conciliare vita professionale e personale. I giovani non cercano scorciatoie: cercano una professione seria, autorevole e sostenibile nel tempo” conclude Simona Autunnali.

Snami conferma quindi la propria disponibilità al confronto con il Ministero, le Regioni e tutti gli stakeholder, nella convinzione che il futuro della medicina generale debba essere costruito con pragmatismo, rispetto reciproco e una visione capace di guardare ai prossimi vent’anni.

27 Aprile 2026

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