Scienziati contro Trump, è record di candidature di ricercatori negli USA per le elezioni di mid-term

Scienziati contro Trump, è record di candidature di ricercatori negli USA per le elezioni di mid-term

Scienziati contro Trump, è record di candidature di ricercatori negli USA per le elezioni di mid-term

Boom di candidature tra ricercatori, ingegneri e sanitari per le elezioni di novembre. Su Nature, l'organizzazione 314 Action, che sostiene le candidature di scienziati democratici, rivela di aver ricevuto oltre 700 richieste. Il mondo scientifico si muove contro Donald Trump e l'indebolimento del metodo scientifico che ha messo in moto dall'inizio del suo mandato, interrompendo i finanziamenti e licenziando esperti contrari al suo operato. 

Quando la politica mette in dubbio i principi della scienza, la scienza scende in campo. È quello che sta succedendo negli Stati Uniti, in cui per le elezioni di mid-term di novembre il numero di scienziati che ha scelto di candidarsi è il triplo di quello che si registra abitualmente.

All’origine di questa scelta di campo ci sono le azioni dell’attuale presidente Donald Trump, che sin dall’inizio del suo mandato ha chiarito di voler “ridefinire gli obiettivi della scienza finanziata dal governo” e interrompere, come poi ha fatto, i finanziamenti alla ricerca. Nel suo secondo anno di insediamento, 10 mila scienziati con dottorato di ricerca sono stati licenziati o caldamente incoraggiati ad andare in pensione dal governo degli Stati Uniti. Tra le agenzie più colpite c’è il Centers for Diseas Control and Prevention (CDC), con sede in Georgia, definita “corrotta” dall’attuale Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., poi artefice di questo esodo e di molte altre azioni controverse. Tra queste, la modifica delle raccomandazioni sui vaccini nella popolazione pediatrica, senza consultare specialisti.

Come segnalato su Nature, l’organizzazione statunitense 314 Action, che recluta e sostiene anche economicamente scienziati, ingegneri e sanitari democratici per la candidatura a cariche pubbliche, ha ricevuto più di 700 richieste da potenziali candidati in questo ciclo elettorale. Tutte con un obbiettivo comune: ricostruire un potere politico pro-scienza.

Da sempre, l’esposizione politica di scienziati e ricercatori è stata molto scarsa, seguendo la convinzione per cui la scienza dovesse procedere separata dalla politica. Nel 2025, solo il 3% della cariche politiche era occupato da scienziati, sanitari o ingegneri. Questo fino a quando proprio la scienza non è stata messa in discussione e si è percepita la necessità di una difesa.

Il tema dei licenziamenti e della messa in dubbio del metodo scientifico da parte di Trump e del partito repubblicano non è l’unico che ha smosso le coscienze politiche degli esperti. Cambiamento climatico, intelligenza artificiale e conseguente consumo energetico e scarsa attenzione alla salute pubblica sono le principali direttrici dei nuovi candidati che hanno deciso, momentaneamente, di appendere il camice.

In ultimo, l’indebolimento progressivo e “l’inquinamento” politico delle Raccomandazioni nazionali in sanità renderà necessario avere governatori che siano in grado di “fare da arbitri” per la salute pubblica e voler ricercare dati scientifici a supporto, come sostiene Nirav Shah, candidato democratico alla carica di governatore del Maine a Nature. Il disaccordo e la peer-review sono alla base del metodo scientifico, ha ricordato, e proprio questa può essere la chiave per governare il Paese.

G.F.

17 Aprile 2026

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