Screening oncologici. Assistenti sanitari Fno Tsrm e Pstrp: “La prevenzione è un diritto, l’adesione una scelta consapevole”

Screening oncologici. Assistenti sanitari Fno Tsrm e Pstrp: “La prevenzione è un diritto, l’adesione una scelta consapevole”

Screening oncologici. Assistenti sanitari Fno Tsrm e Pstrp: “La prevenzione è un diritto, l’adesione una scelta consapevole”

La Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari chiede di rafforzare il coinvolgimento della professione nella progettazione e nell’attuazione delle campagne di prevenzione oncologica, puntando su strategie partecipative e una comunicazione più vicina ai cittadini per aumentare l’adesione agli screening.

Nel 2025 solo il 40% della popolazione invitata ha aderito ai programmi di screening oncologico organizzati dal Ssn. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio nazionale screening (Ons), che segnalano un miglioramento della copertura dello screening mammografico, ma anche il rallentamento di quello cervicale e il permanere di marcate differenze territoriali.

Un quadro che, secondo la Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della Fno Tsrm e Pstrp, richiama la necessità di rafforzare la cultura della prevenzione e promuovere una maggiore partecipazione ai programmi di diagnosi precoce.

“Gli screening oncologici organizzati – commentano dalla Commissione di albo – costituiscono uno degli interventi di sanità pubblica con il più alto rapporto tra efficacia, sicurezza ed equità. Consentono di intercettare precocemente i tumori della mammella, della cervice uterina e del colon-retto o le lesioni precancerose, aumentando significativamente le possibilità di cura, a fronte di una riduzione della mortalità e di un miglioramento della qualità della vita delle persone”.

Tuttavia, la semplice disponibilità dei programmi non è sufficiente. L’adesione agli screening è influenzata da numerosi fattori: scarse conoscenze sull’argomento, bassa percezione del rischio, difficoltà organizzative, disuguaglianze socioeconomiche e culturali, barriere linguistiche, sfiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie e diffusione di disinformazione e fake news.

Gli Assistenti sanitari, grazie alla loro formazione specifica nell’ambito della prevenzione, della promozione della salute, dell’educazione sanitaria e della comunicazione nei confronti della popolazione, contribuiscono a favorire una maggiore adesione consapevole ai programmi di screening. Orientamento confermato anche dalle Linee di indirizzo Agenas sulle équipe multiprofessionali da inserire nelle Case di Comunità, in cui gli Assistenti sanitari vengono riconosciuti come figure che contribuiscono stabilmente ai percorsi di assistenza territoriale integrata.

La Commissione di albo sostiene la necessità di “investire con maggiore decisione su modelli organizzativi che coinvolgano gli Assistenti sanitari nella progettazione e nell’attuazione delle campagne di prevenzione al cancro, superando forme comunicative e informative tradizionali, adottando strategie partecipative e più vicine ai cittadini”.

Il nodo cruciale resta l’alfabetizzazione sanitaria della popolazione e la necessità di trasformarla in un percorso educativo continuo, che accompagni i cittadini lungo tutta la vita, e metterli nelle condizioni di scegliere in modo consapevole. Per farlo servono interventi più mirati: uso di un linguaggio semplice, adozione di una comunicazione personalizzata, uso efficace dei canali digitali, interventi di educazione sanitaria nelle scuole, nei luoghi di lavoro, oltre all’adozione di programmi specifici per raggiungere chi oggi è ancora troppo lontano dai servizi. Per la Commissione di albo resta cruciale la collaborazione strutturata con i soggetti presenti sul territorio, MMG, PLS, farmacie ed enti del Terzo settore, insieme ad attività dicounselling per orientare le persone in un percorso di scelta realmente informata.

“Rendere la prevenzione davvero accessibile – aggiungono dalla Commissione – significa andare oltre l’offerta dei servizi. È indispensabile costruire fiducia, rimuovere gli ostacoli che limitano la partecipazione e supportare ogni persona verso una scelta informata. In questo percorso, il contributo degli Assistenti sanitari rappresenta una risorsa strategica per rafforzare l’equità del Servizio sanitario nazionale e avvicinare la prevenzione ai cittadini”.

06 Agosto 2026

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