Tabacco. Con la tassa “chi inquina paga” si potrebbero generare fino a 4,9 mld di sterline e prevenire 10mila ricoveri ospedalieri

Tabacco. Con la tassa “chi inquina paga” si potrebbero generare fino a 4,9 mld di sterline e prevenire 10mila ricoveri ospedalieri

Tabacco. Con la tassa “chi inquina paga” si potrebbero generare fino a 4,9 mld di sterline e prevenire 10mila ricoveri ospedalieri

È quanto stima una ricerca dell’Università di Bath e dell’Addictions Research Group dell’Università di Sheffield che ha fornito la prima modellizzazione concreta di un sistema di tassazione sul tabacco basato sul principio “chi inquina paga”. Si potrebbero salvare quasi 44mila anni di vita in un periodo di 20 anni

Un sistema di tassazione basato sul principio “chi inquina paga” potrebbe ridurre i decessi causati dal fumo, diminuire i ricoveri ospedalieri e generare miliardi di entrate fiscali.

Il Regno Unito potrebbe raccogliere fino a 4,9 miliardi di sterline in cinque anni, circa 5,6 miliardi di euro, e migliorare significativamente la salute pubblica ponendo un tetto ai prezzi del tabacco e aumentando le tasse. 

Uno studio “Reducing tobacco supplier profits and pricing power: Modelling the impact of a tobacco price cap and tax increase on socioeconomic inequalities in England” pubblicato su Social Science & Medicine dell’Università di Bath e dell’Addictions Research Group dell’Università di Sheffield fornisce la prima modellizzazione concreta di un sistema di tassazionesul tabacco basato sul principio “chi inquina paga”.

 Lo studio ha rilevato che la politica proposta, volta a impedire all’industria del tabacco di utilizzare i prezzi come strumento di marketing, potrebbe generare un gettito fiscale compreso tra 1 e 4,9 miliardi di sterline in cinque anni, a seconda del livello del tetto massimo di prezzo e della rapidità con cui verrebbe introdotto. Potrebbe inoltre prevenire fino a 10mila ricoveri ospedalieri e salvare quasi 44mila anni vita in 20 anni. 

“Con l’approvazione del Tobacco and Vapes Act, il governo del Regno Unito ha protetto un’intera generazione dagli effetti dannosi del fumo. La nostra ricerca dimostra che esiste un’ulteriore opportunità di leadership, affrontando gli enormi profitti di un settore che uccide più della metà dei suoi consumatori abituali” ha dichiarato Rob Branston, co-direttore del gruppo di ricerca sul controllo del tabacco dell’Università di Bath e coautore dello studio. “Questa proposta politica porterebbe a molteplici vantaggi: genererebbe ingenti entrate per il governo, offrirebbe benefici in termini di assistenza sanitaria e aiuterebbe soprattutto i più poveri.” 

Come potrebbe funzionare il sistema di tassazione “Chi inquina paga” 

La tassa potrebbe essere introdotta fissando un prezzo massimo all’ingrosso che l’industria può applicare ai prodotti del tabacco, impedendo così che il prezzo venga utilizzato come strumento promozionale. Per evitare un calo dei prezzi al dettaglio, il governo aumenterebbe le tasse per compensare la diminuzione dei prezzi all’ingrosso. 

Il dottor Branston aggiunge: “I prezzi del tabacco variano considerevolmente: si può entrare in un negozio e comprare 20 sigarette per circa 13 sterline, oppure pagarne quasi 20, e quelle sigarette sono ugualmente dannose. Se si introducesse una tassa “chi inquina paga” e poi si applicasse un prezzo di 20 sterline a tutte le sigarette, non solo meno persone potrebbero permettersi di fumare, ma si otterrebbero anche maggiori entrate fiscali per il governo. Fondamentalmente, queste entrate fiscali proverrebbero dai profitti dell’industria del tabacco, non dai fumatori o dai piccoli rivenditori.” 

L’idea di una tassa “chi inquina paga” è stata sostenuta da organizzazioni sanitarie tra cui ASH (UK), Cancer Research UK, STOP, il Gruppo parlamentare interpartitico su fumo e salute, ed è stata inclusa nei programmi politici, ma fino ad ora è rimasta teorica. 

Il team dell’Università di Sheffield, dello Sheffield Addictions Research Group (SARG) , ha condotto un’analisi di microsimulazione dinamica per l’Inghilterra, monitorando 250mila individui di età compresa tra i 18 e gli 89 anni. L’analisi ha esplorato sei scenari, variando la severità e la velocità di implementazione del tetto massimo al prezzo del tabacco, e si è basata su precedenti ricerche del SARG che hanno fornito informazioni utili per la definizione del prezzo minimo unitario dell’alcol in Scozia. 

 Nei sei scenari analizzati, sono stati esaminati i risultati relativi a un tetto massimo ai prezzi all’ingrosso e ai relativi aumenti delle imposte, confrontandoli con uno scenario di riferimento (business-as-usual). I risultati sono variati in base al livello del tetto massimo e alla velocità di attuazione, con tetti massimi più bassi e aumenti delle imposte più elevati che hanno prodotto cambiamenti più significativi nel comportamento dei consumatori, in particolare per il 20% della popolazione più svantaggiata. 

L’introduzione immediata di un tetto massimo in Inghilterra potrebbe generare 4,9 miliardi di sterline entro il 2029 e, entro il 2044, portare a 1.636 decessi in meno, 43.987 anni di vita persi in meno e 10.073 ricoveri ospedalieri in meno.  

 “In tutti e sei gli scenari che abbiamo ioptizzato – ha detto Duncan Gillespie, ricercatore senior presso la Facoltà di Medicina e Salute Pubblica dell’Università di Sheffield e autore principale dello studio – abbiamo osservato un modello coerente: una fascia di prezzo più ristretta sul mercato, una minore prevalenza del fumo, maggiori entrate fiscali e un minor numero di decessi e ricoveri ospedalieri. Mentre i ricavi del settore sono diminuiti, la spesa dei consumatori è rimasta sostanzialmente invariata, a dimostrazione che è possibile ottenere miglioramenti significativi nella salute pubblica senza imporre un ulteriore onere finanziario ai consumatori”.   

28 Maggio 2026

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