Tozorakimab, risultati positivi nella BPCO dagli studi di Fase III OBERON e TITANIA: ridotte le riacutizzazioni

Tozorakimab, risultati positivi nella BPCO dagli studi di Fase III OBERON e TITANIA: ridotte le riacutizzazioni

Tozorakimab, risultati positivi nella BPCO dagli studi di Fase III OBERON e TITANIA: ridotte le riacutizzazioni

I risultati degli studi di Fase III OBERON e TITANIA, presentati al Congresso ERS 2026, mostrano un’importante riduzione delle riacutizzazioni moderate e gravi della BPCO con tozorakimab, indipendentemente dai livelli di eosinofili nel sangue e dallo status di fumatore

Tozorakimab riduce in modo statisticamente significativo e clinicamente rilevante le riacutizzazioni moderate e gravi della BPCO. È quanto emerge dagli studi di Fase III OBERON e TITANIA, i cui risultati sono stati presentati al Congresso della European Respiratory Society (ERS) 2026 (dal 5 all’8 settembre a Barcellona), e pubblicati contestualmente dal New England Journal of Medicine. Gli studi hanno valutato il farmaco in un’ampia popolazione di pazienti che continuavano a riacutizzare nonostante la terapia standard, indipendentemente dai livelli di eosinofili nel sangue e dallo status di fumatore.

Le evidenze

Nei pazienti ex fumatori, popolazione primaria degli studi, tozorakimab alla dose di 300 mg ogni quattro settimane ha determinato una riduzione del 29% delle riacutizzazioni moderate e gravi della BPCO nello studio OBERON e del 34% nello studio TITANIA, rispetto al placebo, in aggiunta alla terapia inalatoria standard.

Considerando complessivamente fumatori attuali ed ex fumatori, la riduzione delle riacutizzazioni è stata del 30% nello studio OBERON e del 29% nello studio TITANIA.

Un’analisi sui dati integrati dei due studi ha inoltre evidenziato una riduzione clinicamente significativa delle riacutizzazioni moderate e gravi in tutti i sottogruppi prespecificati, compresi quelli definiti sulla base dei livelli di eosinofili nel sangue. Nei pazienti con un livello di eosinofili inferiore a 150 cellule/µL la riduzione è stata del 23%, mentre è salita al 34% nei pazienti con livelli pari o superiori a 150 cellule/µL e al 43% nei pazienti con livelli pari o superiori a 300 cellule/µL.

Tozorakimab è stato sviluppato da AstraZeneca come un anticorpo monoclonale umano da immunoglobulina first in class altamente efficace. Il farmaco agisce inibendo l’IL-33, una citochina posta a monte della cascata infiammatoria, attraverso due meccanismi sul segnale dell’IL-33, con l’obiettivo di ridurre l’infiammazione e interrompere il ciclo della disfunzione del muco.

I commenti

““I risultati degli studi OBERON e TITANIA rappresentano un cambiamento epocale per i pazienti con BPCO, una patologia che presenta ancora un importante bisogno clinico insoddisfatto – commenta Alberto Papi, Professore di Medicina Respiratoria all’Università di Ferrara e Direttore dell’Unità Respiratoria, Dipartimento Cardio-Respiratorio, Ospedale S. Anna di Ferrara – Gli studi hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa e di elevata rilevanza clinica delle riacutizzazioni moderate e gravi in un’ampia ed eterogenea popolazione di pazienti indipendentemente dai livelli di eosinofili nel sangue, con riduzioni nella popolazione complessiva negli studi OBERON e TITANIA rispettivamente del 30% e 29% rispetto al placebo. Questi risultati mostrano come tozorakimab offra la prospettiva di un nuovo approccio per i pazienti che continuano a riacutizzare nonostante la terapia inalatoria, con un potenziale impatto concreto sugli esiti clinici a lungo termine.”

“Gli studi OBERON e TITANIA rappresentano la prima occasione in cui abbiamo visto un farmaco biologico per il trattamento della BPCO raggiungere l’efficacia in un’ampia popolazione di pazienti indipendentemente dai livelli di eosinofili nel sangue, compresi i pazienti con un livello di eosinofili al basale sotto i 150 e a prescindere dal loro status di fumatori – aggiunge Frank Sciurba, Professor of Pulmonary and Critical Care Medicine at the University of Pittsburgh – Questi risultati senza precedenti, supportati da un profilo di sicurezza favorevole, evidenziano il potenziale di tozorakimab come trattamento innovativo per i milioni di pazienti che convivono con la BPCO e che rimangono a rischio nonostante il trattamento con la terapia inalatoria standard.”

“I risultati rivoluzionari di tozorakimab nei due studi presentati oggi, definiscono un nuovo standard relativamente agli outcome di trattamento della BPCO in un’ampia popolazione di pazienti – conclude Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca – AstraZeneca ha validato clinicamente l’innovativo approccio di avere come target il segnale attivante delle due forme dell’IL-33 per diminuire sia l’infiammazione che il ciclo della disfunzione del muco. A seguito della Priority Review da parte della FDA ottenuta dal farmaco, ci auspichiamo di poter mettere a disposizione dei pazienti questo trattamento il prima possibile”.

L’analisi integrata degli studi OBERON e TITANIA

Nel corso dell’ERS 2026 AstraZeneca ha presentato un poster con i risultati dell’analisi integrata degli studi OBERON e TITANIA, che ha evidenziato una riduzione del mucus plug score, un parametro che misura l’ostruzione delle vie aeree da parte del muco.

Tozorakimab è il primo biologico ad aver dimostrato una riduzione dell’ostruzione da muco in un’ampia popolazione di pazienti con BPCO. Il mucus plug score rappresenta un nuovo outcome di interesse, associato al peggioramento degli esiti clinici nella BPCO.

Tozorakimab è stato generalmente ben tollerato con un profilo di sicurezza favorevole. L’unico evento avverso è stato una reazione al sito di iniezione.

Lo status del farmaco

La Food and Drug Administration (FDA) ha accettato, con Priority Review, la Biologics License Application per tozorakimab, somministrato ogni quattro settimane in aggiunta alla terapia di mantenimento, negli adulti con BPCO. Il farmaco è attualmente sottoposto a valutazione regolatoria nei principali mercati, tra cui Europa e Cina.

Tozorakimab è inoltre oggetto di studi di Fase III nell’asma grave e nelle infezioni virali gravi delle basse vie respiratorie.

M.L.

09 Settembre 2026

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