Violenza sulle adolescenti. Nel 2023 oltre 43 milioni di ragazze l’hanno subita, una su cinque dal marito o partner

Violenza sulle adolescenti. Nel 2023 oltre 43 milioni di ragazze l’hanno subita, una su cinque dal marito o partner

Violenza sulle adolescenti. Nel 2023 oltre 43 milioni di ragazze l’hanno subita, una su cinque dal marito o partner

Le stime OMS parlano chiaro: nel mondo quasi il 30% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito violenza fisica o sessuale da partner o non partner in un anno. I dati peggiori si registrano in Oceania, Africa e Asia, ma anche in Europa il problema resta. In Italia il 21,9% delle ragazze dichiara di aver subito violenza da una persona che non era il suo partner. IL REPORT

Si stima che nel 2023 il 29,5% delle ragazze tra 15 e 19 anni, pari a circa 43 milioni di adolescenti, abbia subito almeno una volta nella vita violenza fisica e/o sessuale da partner intimo, violenza sessuale da non partner, o entrambe. Lo stabilisce il nuovo documento tecnico realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’HRP (il Programma speciale di ricerca, sviluppo e formazione alla ricerca sulla riproduzione umana di UNDP/UNFPA/UNICEF/OMS/Banca Mondiale) e dai partner delle Nazioni Unite.

Oltre una ragazza su cinque tra quelle che sono state sposate o hanno avuto un partner, pari al 23,3%, ha subito violenza fisica e/o sessuale almeno una volta nella vita. Il 16%, pari a 12,5 milioni di ragazze, l’ha subita almeno una volta negli ultimi 12 mesi.

Mentre il report stima che l’8,4% delle ragazze tra 15 e 19 anni abbia subito violenza sessuale da non partner almeno una volta dai 15 anni in poi, mentre il 4% l’ha subita negli ultimi 12 mesi. In termini assoluti, significa circa 13 milioni di adolescenti nel mondo colpite da violenza sessuale da non partner nell’ultimo anno.

I numeri divisi per Regione

Le differenze regionali sono molto marcate. Per la violenza da partner intimo, la prevalenza lifetime più alta si registra in Oceania, esclusi Australia e Nuova Zelanda, dove supera la metà delle ragazze mai sposate o con partner: 54,7%. Seguono Africa subsahariana con 27,5% e Asia meridionale con 25,8%. In Europa la stima è più bassa, ma ancora rilevante: 15,8%.

Negli ultimi 12 mesi, la prevalenza della violenza da partner intimo varia dal 49,1% in Oceania, esclusi Australia e Nuova Zelanda, al 2,3% in Australia e Nuova Zelanda. In Africa subsahariana è pari al 20,4%, in Nord Africa al 21,3% e in Asia meridionale al 20,2%.

A livello di Paesi, la prevalenza lifetime della violenza da partner intimo supera il 50% in cinque Paesi: Fiji 57%, Papua Nuova Guinea 55,7%, Isole Salomone 55,7%, Vanuatu 53,7% e Kiribati 53,3%. In totale, in 23 Paesi la prevalenza lifetime è pari o superiore al 33%, contro una media globale del 23,3%.

Per la violenza da partner intimo negli ultimi 12 mesi, il dato più alto è in Papua Nuova Guinea, dove più della metà delle ragazze mai sposate o con partner, il 51,7%, risulta aver subito violenza fisica e/o sessuale da partner. Valori pari o superiori al 40% si registrano anche in Kiribati, Vanuatu, Sierra Leone, Guinea Equatoriale e Isole Salomone.

Per la violenza sessuale da non partner, la prevalenza lifetime più alta si osserva in Oceania con 17,8%, seguita da America Latina e Caraibi con 12,6% ed Europa e Nord America con 12,1%. A livello subregionale, circa una ragazza su cinque risulta colpita in America Centrale (20,2%) e in Australia e Nuova Zelanda (18,8%).

Negli ultimi 12 mesi, la violenza sessuale da non partner raggiunge la prevalenza regionale più alta in Oceania (8,2%) e in America Latina e Caraibi (7,5%). A livello subregionale, il valore più alto è in America Centrale, con 13,6%.

Cosa succede in Italia

Per l’Italia, il report riporta una prevalenza di violenza da partner intimo del 12,3% almeno una volta nella vita e del 3,6% negli ultimi 12 mesi tra le adolescenti 15-19 anni mai sposate o con partner. Mentre la stima italiana per la violenza da non partner è del 21,9% dai 15 anni in poi e del 5% negli ultimi 12 mesi.

Il report avverte però che questi dati sono probabilmente sottostimati: la violenza è spesso non denunciata per stigma, vergogna, paura di ritorsioni e norme sociali che scoraggiano la rivelazione. La violenza sessuale, in particolare, è considerata “substantially underestimated”, anche perché molti questionari si concentrano su stupro e tentato stupro e non rilevano altre forme di violenza sessuale.

I fattori associati e le misure intraprese

Tra i fattori associati a livelli più bassi di violenza da partner intimo figurano maggiore istruzione secondaria e terziaria delle ragazze, accesso alla giustizia, uguali diritti di proprietà per le donne, ordini di protezione contro la violenza domestica e PIL pro capite più alto. Al contrario, matrimonio infantile, minori livelli di istruzione e leggi discriminatorie su proprietà ed eredità sono associati a prevalenze più alte.

“Queste stime dimostrano che la violenza ha un impatto sulle ragazze in una fase cruciale della loro vita. Prevenire la violenza significa affrontare le disuguaglianze che mettono le ragazze a rischio, garantendo al contempo che coloro che subiscono violenza possano accedere a servizi e supporto sicuri e adeguati, compresa l’assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva”, ha affermato la dottoressa LynnMarie Sardinha, responsabile tecnica per i dati e la misurazione della violenza contro le donne presso l’OMS e l’HRP. 

Nel 2022 gli aiuti allo sviluppo destinati alla prevenzione della violenza contro donne e ragazze rappresentavano appena lo 0,2% degli aiuti complessivi. Attualmente, ancora nessun Paese è sulla buona strada per eliminare la violenza contro donne e ragazze entro il 2030 e questa è ancora una realtà per tante, a casa, scuola e per strada.

Il report OMA indica tre priorità: aumentare e rendere stabile il finanziamento per prevenzione e risposta alla violenza; rafforzare l’approccio multisettoriale, inclusa la risposta del sistema sanitario; investire in dati, ricerca e monitoraggio.

Gloria Frezza

07 Ottobre 2026

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