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Friuli VG. Anaao a Regione: “No a pregiudizi e ostilità nei confronti dei medici. A rischio il rapporto di fiducia con il paziente"

Sembra instaurarsi in Friuli Venezia Giulia un clima di pregiudizio e ostilità nei confronti dei medici del Servizio sanitario regionale, apparentemente immotivato, e in questo modo la Regione potrebbe avere la grave responsabilità di rischiare che il rapporto di fiducia dei cittadini nei confronti dei medici del Servizio sanitario pubblico venga compromesso

15 GIU - Le dichiarazioni dell'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia Maria Sandra Telesca nella lettera aperta ai cittadini e ai "primari" necessitano innanzitutto di alcune puntualizzazioni, basate su dati certi e documentati, consultabili da chiunque fra le Leggi regionali e i provvedimenti deliberati dalla Giunta regionale.

La Regione ha previsto, per il prossimo triennio, la soppressione di circa 580 posti letto per acuti negli ospedali del Friuli Venezia Giulia, con la chiusura di 76 Strutture complesse, e fra queste vi sono sia reparti ospedalieri che servizi senza degenza (ad es. radiologia, medicina legale, farmacia...).
Vi sarà quindi una rilevante diminuzione dell'offerta ospedaliera, che prevede un numero di posti letto per acuti che si avvicina a 3 per mille abitanti. Tale riduzione non sembra facilmente sostenibile, visto il persistente sovraffollamento degli ospedali, e perché non sembra probabile che le strutture territoriali saranno messe in grado per tempo di far fronte all'incremento di attività, dato che la Riforma sanitaria definita nel 2014 ha previsto una moltiplicazione di strutture e sportelli sul territorio ma, almeno da quanto è stato reso pubblico fino a questo momento, senza alcuna valutazione dei costi della riorganizzazione, che sembrano difficilmente sostenibili, e senza una definizione delle azioni di tipo organizzativo, formativo e culturale atte a sostenere un cambiamento che si vorrebbe epocale.


Vi sono però, nelle dichiarazioni dell'Assessore Telesca, ma anche della Presidente Debora Serracchiani, come riportate dai mezzi di informazione e dallo stesso Quotidiano Sanità, delle affermazioni a dir poco sconcertanti, quali "l'attuazione della Riforma non prevede tagli a reparti o servizi", ma solo la "riduzione del numero delle Strutture operative complesse"; qualsiasi persona che sia anche minimamente a conoscenza dell'organizzazione della sanità pubblica sa che le Strutture operative complesse non sono altro che reparti e servizi, e che se si sopprimono la direzione e i posti letto si è chiuso il reparto.

L'Assessore Telesca ha dichiarato di non comprendere da dove nasca il timore che nelle due Aziende ospedaliero universitarie di Trieste e di Udine vi sia una discriminazione a favore della componente universitaria. Il sospetto, se non la certezza, deriva anche questo da fatti concreti e documentati: accade infatti che in caso di pensionamento di un direttore universitario vi sia l'immediata sostituzione (un solo esempio: la Chirurgia Maxillo facciale universitaria a Udine, dove il nuovo Direttore è stato nominato dopo due giorni), mentre se a cessare è il Direttore ospedaliero il posto viene lasciato vacante per più anni in attesa della chiusura del reparto (un esempio: l'Ortopedia ospedaliera a Trieste, dove è prevista dalla Regione una sola ortopedia, che quindi sarà la clinica universitaria).

Peraltro la Regione, malgrado le ripetute richieste provenienti anche da Consiglieri regionali, non ha mai voluto descrivere nel dettaglio la nuova organizzazione prevista per gli ospedali regionali quale conseguenza delle riduzioni, e si è limitata a generiche, e difficilmente credibili, rassicurazioni. Non ha mai presentato dati strutturali e di attività a supporto delle decisioni prese sulle chiusure, che spesso non riguardano doppioni e microstrutture, dati che sono, questi sì, quasi sempre introvabili, rinunciando così a qualsiasi confronto serio e costruttivo con le associazioni dei medici e dei dirigenti sanitari.
Dopo questa necessaria premessa, è importante rilevare che si sta rischiando di instaurare un clima di sfiducia nei medici del Servizio sanitario pubblico: l'impressione che in questo momento un cittadino può ricavare è quella che nel Servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia, il cui buon funzionamento è stato sinora preso a modello, vi sarebbero invece medici (sembrerebbe fino a un'ottantina) collusi con la politica e detentori di potentati e baronie, dei quali sinora nessuno si era mai accorto. Nelle prime venti righe dell'articolo apparso su "Quotidiano Sanità" che riporta le dichiarazioni di Serracchiani a un congresso di fisioterapisti, la parola "poltrone", riferita ai medici direttori di struttura, ricorre ben sei volte; si parla poi di servizi che esistono solo per via della "poltrona da occupare" o per "chissà quali specializzazioni", e per Telesca la "poltrona" è a volte "manifestatamente inutile" e "non mancano reparti creati spesso più per interesse politico che sanitario, quindi più per assicurare poltrone che servizi" (Telesca). Per i medici ospedalieri qualsiasi possibilità di carriera sarà azzerata, e quindi vi sarà la fuga dei professionisti più quotati, ma per la Regione questo sembra non avere importanza perché "per i cittadini non cambierà nulla" (Telesca). E quando da più parti in regione si sono levate aspre critiche alla Riforma, gli Ordini e i Sindacati dei medici sono stati liquidati da Telesca quali fautori di "guerre condotte su basi personali".
 
Sembra instaurarsi in Friuli Venezia Giulia un clima di pregiudizio e ostilità nei confronti dei medici del Servizio sanitario regionale, apparentemente immotivato, e in questo modo la Regione potrebbe avere la grave responsabilità di rischiare che il rapporto di fiducia dei cittadini nei confronti dei medici del Servizio sanitario pubblico venga compromesso. Fortunatamente, per ora, questo non sembra essere avvenuto, dato che dure critiche e grandi preoccupazioni per le conseguenze della Riforma sono state espresse, ovunque in regione, anche da molte Associazioni dei Cittadini, e questo ha determinato lo sviluppo di una valida, reciproca collaborazione fra queste ultime e le Associazioni dei professionisti, con l'obiettivo comune di difendere il Servizio sanitario pubblico regionale.
 
 
Laura Stabile
Segreterio Anaao Assomed Regione Friuli Venezia Giulia

15 giugno 2015
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