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Disturbi alimentari. Esperti e associazioni fanno rete: “Se c’è assistenza, si può guarire”

Se nel 2020 gli accessi agli ambulatori sono stati limitati per le restrizioni imposte dal Covid, nei primi 4 mesi del 2021, nel solo Centro per i Disturbi Alimentari dell’Asl Friuli Occidentali, si è registrato l’accesso di 10 pazienti al mese per la sola area adolescenziale, contro i 3,75 dei 12 mesi del 2019. Psicologi, odontoiatri, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale fanno squadra. E nella rete entra anche l’associazione ADAO Friuli ODV.

20 MAG - Il Covid uccide, ma anche le altre patologie, spesso aggravate dalla mancanza di assistenza causata dall’interruzione dei servizi assistenziali durante pandemia, ma anche dai disagi e dalle paure derivanti. Tra questi ci sono i disturbi alimentari, aumentati tra i giovani-adolescenti secondo gli ultimi dati aggiornati del pordenonese.

“Sono malattie subdole – afferma Alessandro Serena, CAO (Commissione Albo Odontoiatri) di Pordenone – che cominciano a lanciare dei segnali in bocca, ancora prima che un paziente se ne accorga. Sto parlando dei disturbi dell’alimentazione come l’anoressia o la bulimia, che sono fra le patologie più gravi dei disturbi psichiatrici e fra i più conosciuti tra i disturbi del comportamento alimentare. Per questo motivo, appena vedo che dalla bocca di un adolescente/adulto si sta verificando un problema legato all’alimentazione lo segnalo alla famiglia e al medico di medicina generale/pediatra, dacché, se si tratta di un adolescente che per qualsiasi motivo sta soffrendo di questi disturbi, normalmente tende a tenere nascosto il problema. Il nostro contributo è proprio quello di vigilare in questo senso e di informare famiglia e medici se ci dovessimo trovare davanti ad un malato, che nei primi mesi del 2021 sono aumentati”.


“Come CAO FROMCeO FVG – continua il presidente - stiamo cercando un filo diretto con degli psicologi a cui poter indirizzare gli adolescenti o segnalarli direttamente alle stesse famiglie. Perciò mi rivolgo agli stessi ordini degli psicologi del FVG, odontoiatri, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale, costruiamo un protocollo comune su chi fa cosa.  L’esperienza insegna che ad ogni emergenza ne segue una successiva, dalle conseguenze psicologiche e socio-familiari, nate dalle conseguenze della prima emergenza. Dobbiamo farci trovare pronti ad aiutare le fasce più deboli”.

Anche se la pandemia ha rallentato gran parte delle attività statistiche all’interno degli ospedali, nei 12 mesi del 2019 rispetto ai primi quattro mesi del 2021, nel pordenonese, i numeri a disposizione fotografo una realtà in preoccupante crescita. La fascia di età più colpita è quella adolescenziale .

“Siamo di fronte ad un evento senza precedenti – illustra il Dott. Gianluigi Luxardi, Psicologo Psicoterapeuta – i disturbi psicologici come la depressione ed i disturbi alimentari in questi 15 mesi di pandemia hanno colpito sia i bambini che gli adolescenti dai 12 ai 20 anni. Se nel 2020 gli accessi sono stati limitati per le limitazioni imposte dal lockdown alle attività ambulatoriali, nei primi 4 mesi del 2021 (dati aggiornati 10/05) abbiamo avuto al Centro per i Disturbi Alimentari dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentali 10 pazienti al mese solo nell’area adolescenziale, contro i 3,75 dei 12 mesi del 2019. I pazienti sofferenti della sola anoressia per il 2019 sono 45 contro i 40 dei primi soli 4 mesi del 2021. Quello che si prospetterà da qui al prossimo futuro potrebbe essere ancor peggiore della fase appena passata. A fronte di questi numeri è necessario costruire una rete sia all’interno dei servizi sanitari, come stiamo creando attraverso la collaborazione con la pediatria e la neuropsichiatria per l’età evolutiva e altre strutture per l’età adulta, che con i professionisti che a vario titolo si occupano di questi problemi. I disturbi alimentari sono patologie che possono guarire e non lasciare traccia o distruggere la vita di una persona, il discrimine tra questi due esiti passa attraverso la disponibilità delle cure”.

Ad aiutare questi ammalati c’è anche l’Associazione ADAO Friuli ODV, associazione che sostiene il malato e supporta le famiglie, proponendo iniziative formative e informative nei confronti dei disturbi alimentari.

“La diagnosi precoce passa anche attraverso la formazione – dice il presidente dell’associazione ADAO Friuli ODV, Liliana Giust -, ADAO Friuli, sostiene e supporta chi soffre di questi disturbi compresi i famigliari che molto spesso non sanno cosa fare, proponendo iniziative formative e informative per una maggiore sensibilizzazione nei confronti dei disturbi alimentari. Insieme con l’associazione nazionale di secondo livello Consult@noi, che raccoglie e coordina 17 associazioni di familiari in tutt’Italia, auspichiamo una collaborazione allargata con FNOMCEO FVG, gli ordini provinciali e le associazioni degli odontoiatri per una collaborazione continua in questo campo”.

Le cure per i disturbi alimentari sono sempre multidisciplinari ed avere tutti i livelli di cura come ambulatorio, ospedale, centro diurno ecc., vicino ai luoghi dove i pazienti abitano è un obiettivo ambizioso e fondamentale che ADAO Friuli ODV ha. “A questo proposito - conclude Liliana Giust - è imminente l’apertura a Pordenone del centro diurno che rappresenta l’anello mancante nella rete dei servizi di cura tra ospedale e ambulatorio. Non sempre, dopo la dimissione di un ricovero, i pazienti sono in grado di affrontare autonomamente il percorso riabilitativo ed il centro diurno ha questo delicato compito di aiutare il paziente, attraverso una struttura protetta a non avere ricadute in campo alimentare e riducendo così ulteriori ospedalizzazioni”.

Endrius Salvalaggio

20 maggio 2021
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