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Screening neonatali. Arriva il via libera dalla commissione Sanità. Il provvedimento ora è legge. Taverna (M5S): “Aiuterà tante famiglie”

La XII commissione del Senato ha approvato all’unanimità in sede deliberante il disegno di legge che introduce l'obbligatorietà della diagnosi precoce allargata neonatale, inserendo nei Lea gli accertamenti diagnostici obbligatori per la prevenzione della malattie metaboliche ereditarie. L'obiettivo è quello di consentire  in tempo utile, la diagnosi di malattie metaboliche e rare per le quali è oggi possibile effettuare una terapia. Stanziati oltre 25 mln. IL TESTO

04 AGO - Il disegno di legge che introduce l'obbligatorietà della diagnosi precoce allargata neonatale, inserendo nei Lea gli accertamenti diagnostici obbligatori per la prevenzione della malattie metaboliche ereditarie, è legge. La commissione Sanità del Senato, in sede deliberante, ha infatti approvato questa mattina, in terza lettura, il ddl a prima firma Paola Taverna (M5S). L'obiettivo del provvedimento è quello di consentire in tempo utile la diagnosi di malattie metaboliche e rare per le quali è oggi possibile effettuare una terapia. Per la copertura finanziaria sono stati stanziati oltre 25 mln a decorrere dal 2016.
 
"Grandissima gioia e soddisfazione per un traguardo che ho atteso per tre anni: la proposta a mia prima firma sugli screening neonatali oggi diventa finalmente legge. Grazie a questa norma, da oggi questi esami fondamentali vengono inseriti nei Lea e vengono estesi in ogni Regione, senza più nessuna distinzione tra nord e sud. E' una vittoria importantissima e siamo orgogliosi che la prima legge del M5S ad essere stata approvata sarà di aiuto a tante famiglie italiane e a tanti bambini che da oggi hanno una speranza di vita in più", ha commentato Taverna (M5S).

 
Il testo, composto da 6 articoli, all'articolo 1 illustra le finalità della legge, ossia quella di garantire la prevenzione delle malattie metaboliche ereditarie, attraverso l'inserimento nei livelli essenziali di assistenza (Lea) degli screening neonatali obbligatori, da effettuare su tutti i nati a seguito di parti effettuati in strutture ospedaliere o a domicilio, per consentire diagnosi precoci e un tempestivo trattamento delle patologie.
 
All'articolo 2 si spiega che gli accertamenti diagnostici nell'ambito degli screening neonatali obbligatori verranno effettuati per quelle malattie metaboliche ereditarie per la cui terapia, farmacologica o dietetica, esistano evidenze scientifiche di efficacia terapeutica o per le quali vi siano evidenze scientifiche che una diagnosi precoce, in età neonatale, comporti un vantaggio in termini di accesso a terapie in avanzato stato di sperimentazione, anche di tipo dietetico.
 
L'articolo 3 prevede l'istituzione di un Centro di coordinamento sugli screening neonatali, volto a favorire la massima uniformità nell'applicazione sul territorio nazionale della diagnosi precoce neonatale, istituito presso l'Istituto superiore di sanità.
 
L'articolo 4 definisce le norme per un protocollo operativo per la gestione degli screening neonatali, con il quale definire le modalità della presa in carico dei pazienti risultati positivi agli accertamenti e dell'accesso alle terapie. A predisporre tale protocollo è chiamato il Ministro della salute, dopo aver acquisito il parere dell'Istituto superiore di sanità e della Conferenza Stato Regioni, e delle società scientifiche di riferimento. 
 
L'articolo 5 detta una disposizione transitoria al fine di prevedere l'attuazione delle presenti norme da parte delle regioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delle stesse.
 
Infine, l'articolo 6 detta disposizioni per l'attuazione e la copertura finanziaria valutata in 25.715.000 euro annui a decorrere dall'anno 2016.
 
Giovanni Rodriquez

04 agosto 2016
© Riproduzione riservata


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