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Glifosato. Lorenzin: “L’Italia dice no al rinnovo dell’autorizzazione”. Il 25 ottobre il voto Ue


Prima un simbolico “aperitivo al glifosato” offerto al ministro della Salute, poi l’apertura di uno striscione con la scritta “La salute non è in vendita, Stop glifosato”. È durante la manifestazione organizzata da Greenpeace, davanti al ministero, che Beatrice Lorenzin ha reso pubblica la posizione del Governo italiano: “l’Italia voterà contro il rinnovo dell’autorizzazione al Glifosato”.

18 OTT - L’Italia voterà no, no al rinnovo dell’autorizzazione al Glifosato. Il 25 ottobre i Paesi Ue saranno chiamati a votare e i rappresentanti italiani esprimeranno la loro netta opposizione. Beatrice Lorezin ha incontrato personalmente gli attivisti di Greenpeace per comunicare la decisione.
 
La conferma del ministro della Salute è arrivata questa mattina durante la manifestazione organizzata dalla stessa Greenpeace. Per l’occasione, gli attivisti dell’associazione le hanno offerto un simbolico “aperitivo al glifosato”, aprendo uno striscione con la scritta “La salute non è in vendita, Stop glifosato”, di fronte al ministero.
 
Il Glifosato è finito sotto la lente dell'Unione Europea per i possibili danni che provocherebbe alla salute, nonostante il vasto impiego in agricoltura e giardinaggio. I Paesi membri, con la loro votazione, dovranno stabilire se bandirlo dal commercio o permettere che continui ad essere utilizzato in tutto il mondo.
 
La protesta degli ambientalisti è proseguita con altri gesti simbolici. Due attivisti, muniti di tuta protettiva, maschera antigas ed erogatore di pesticidi hanno simulato l’irrorazione con il glifosato dell’ingresso, del piazzale antistante il ministero della Salute e di alcuni alimenti esposti.

 
Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, ha immediatamente commentato il gesto del ministro Lorenzin: “siamo molto soddisfatti, finalmente la posizione del governo italiano è chiara e inequivocabile”.
 
“Autorizzare per altri dieci anni una sostanza che sta già inquinando il nostro ambiente, ed è classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo, sarebbe un gesto irresponsabile. Adesso – ha continuato Ferrario - tocca agli altri Paesi europei esprimersi con altrettanta fermezza per tutelare la salute e l’ambiente”.

Greenpeace ha anche ricordato che “dopo le rivelazioni che stanno emergendo grazie ai cosiddetti 'Monsanto Papers' e lo scandalo del 'copia-incolla' - ovvero parti del rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che ha valutato i rischi dell’uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione di Monsanto - nessuno può affermare con certezza che il glifosato è sicuro”.
 
Per questo, l'associazione ecologista chiede di “istruire un'inchiesta per verificare l’esistenza di eventuali indebite influenze da parte di Monsanto o di altri produttori di glifosato sulle valutazioni che collegano il glifosato con il cancro negli esseri umani”.

18 ottobre 2017
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