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Legge di Bilancio. “Lorenzin mente, noi i soldi in più per la sanità e il contratto li abbiamo chiesti. E invece il Fsn scenderà a 112,1 mld. I nuovi Lea resteranno sulla carta e peggioreranno le liste d’attesa”. Intervista a Garavaglia

Il presidente del Comitato di settore sanità delle Regioni non ci sta e ribatte alle affermazioni del ministro. Secondo Garavaglia le Regioni hanno sollecitato il Governo a mettere più risorse sulla sanità in più occasioni, contrariamente a quanto sostiene Lorenzin.  Ma dal Governo nulla e così, se si parte dai 114 miliardi del Def per il 2018, sempre secondo Garavaglia, togliendo le risorse necessarie al rinnovo di contratti e convenzioni e i 604 milioni del mancato contributo delle Regioni autonome, resteranno poco più di 112 miliardi per fare tutto. "Se il Governo sceglie per la sanità il modello Grecia a pagarne il conto saranno i cittadini", dice l'assessore lombardo

03 NOV - I soldi per la sanità al Governo li abbiamo chiesti eccome, su questo punto Lorenzin dice il falso. Al Fondo sanitario di quest'anno vanno sottratti i 600 mln di contributi delle Regioni speciali alla finanza pubblica di cui dovremmo farci carico, e 1,3 mld per i nuovi contratti. Si scende così a 112,1 mld, ossia 500 mln in meno rispetto al Fondo attuale. Saranno i cittadini a pagare le conseguenze di questa scelta politica. Così il presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Massimo Garavaglia, fa il punto sulla legge di Bilancio in quest'intervista a Quotidiano Sanità.
 
Presidente Garavaglia, la ministra Lorenzin ha recentemente dichiarato come da parte delle Regioni non siano state avanzate richieste di un incremento del Fondo sanitario nazionale per finanziare i contratti, è vero?
Mi spiace dover dire che su questo punto la ministra Lorenzin continua a sostenere il falso. Abbiamo chiesto pubblicamente a Cagliari, durante il Congresso Fimmg davanti ad una platea di centinaia di medici, con lei lì presente, il finanziamento dei 604 mln di contributo alla finanza pubblica che le Regioni a statuto ordinario sono costrette a sostenere a causa del mancato pagamento da parte delle Regioni a statuto speciale. Il giorno successivo, insieme al presidente Stefano Bonaccini, ci siamo recati dal premer Paolo Gentiloni e, anche in quell'occasione, abbiamo nuovamente riformulato questa richiesta. Questa posizione è stata anche espressa in sede di Comitato di settore e, ieri, dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni. Mi chiedo come possa la ministra Lorenzin continuare a sostenere il contrario a fronte di tutto questo.

 
La querelle sul mancato pagamento da parte delle Regioni a statuto speciale è insomma tutt'altro che risolta.
La cosa grave è che la Corte Costituzionale ha dato torto alle Regioni a statuto speciale. Eppure, nonostante questo, il Governo sembra far finta di nulla. La questione non è mai stata risolta e, ancora oggi, le Regioni a statuto ordinario continuano a dover pagare questo obolo.
 
Lei sostiene che il Fondo sanitario con questa legge di Bilancio scenderà al di sotto dell'attuale finanziamento. Proviamo a fare insieme i conti per vedere come si arriva a queste cifre?
Certo. Partiamo dai 114 mld di finanziamento previsti dal Def. A questi dobbiamo iniziare a sottrarre i 604 mln di contributo da parte delle Regioni alla finanza pubblica e scendiamo così a 113,396 mld. A questa cifra dobbiamo poi togliere 1,3 mld che saranno necessari per il finanziamento del rinnovo dei contratti. Si arriva così a 112,1 mld, ben mezzo miliardo in meno rispetto all'attuale finanziamento del Fondo sanitario che si attesta a 112,6 mld.
 
Le conseguenze di tutto questo quali saranno?
Peggioreranno i servizi ai cittadini. Mi spiega come le Regioni possono finanziare tutta una serie di servizi aggiuntivi, tra i quali i nuovi Livelli essenziali di assistenza, avendo a disposizione 500 mln in meno rispetto ad oggi? È evidente che questo non sarà possibile. Anche la revisione dei nuovi Lea non ha portato a nulla. Ma capisco che, a ridosso delle elezioni, cancellare servizi aggiuntivi possa essere complicato. In ogni caso non sono stati tolti neanche i servizi più obsoleti. A questo punto c'è il rischio concreto che i nuovi Lea non partano e vadano ulteriormente ad allungarsi le liste d'attesa. Il conto più salato lo pagheranno i cittadini.
 
Torniamo ai contratti. Resta in ballo una questione: Lorenzin ha spiegato che era vostro dovere accantonare quanto di vostra competenza per il rinnovo. Lo avete fatto?
L'accantonamento per il pregresso lo abbiamo fatto ma il contratto prevede una parte aggiuntiva che non c'è.
 
Ma la cifra che lei cita di 1,3 mld comprende anche il pregresso?
Sì è comprensivo anche dell'accantonamento pregresso. Ma, come dicevo, manca la parte aggiuntiva che dovrebbe essere di circa 600 mln. 
 
Pensa che in tal senso qualcosa possa esser fatto in Parlamento durante l'esame della legge di Bilancio?
Credo che la volontà di parte del PD sia quella di non inserire nuove tasse. Da qui la difficoltà nel reperire coperture per nuovi finanziamenti. Ad ogni modo così la sanità viene tagliata. Si tratta di una scelta politica. Noi abbiamo come modello la Francia e la Germania, evidentemente questo Esecutivo per la sanità preferisce ispirarsi al modello Grecia.
 
Giovanni Rodriquez

03 novembre 2017
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