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Specializzazioni. Sindacati e associazioni chiedono fondi per almeno 5.000 contratti in più per le specializzazioni mediche


"A nulla vale abilitare 10mila giovani medici se a questi non viene poi garantita la possibilità di specializzarsi e diventare medici specialisti in grado di occupare una posizione lavorativa concreta. Servono almeno 13.500 contratti totali, da rendere strutturali attraverso gli ulteriori fondi emergenziali che speriamo vengano stanziati". Così in una lettera Giovani Medici per l’Italia, Dipartimento Medico, FederSpecializzandi, Anaao-Assomed, Als- Associazione Liberi Specializzandi.

18 MAR - "Ci riteniamo soddisfatti per il risultato che aspettavamo da anni di una laurea veramente abilitante, ma questo non può e non deve essere un punto di arrivo per la costruzione della Sanità Italiana del domani che si aspetta un aumento minimo di 5.000 contratti di formazione aggiuntivi per il concorso di Luglio 2020". 
 
Questa la richiesta contenuta in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmata da Giovani Medici per l’Italia, Dipartimento Medico, FederSpecializzandi, Anaao-Assomed, ALS- Associazione Liberi Specializzandi.
 
"Comprendiamo pienamente, soprattutto in quanto giovani Medici e Studenti in Medicina la gravità di un momento storico come questo così come comprendiamo lo sforzo enorme che ognuno dei singoli Ministri, Senatori e Deputati sta compiendo per garantire una gestione dell’emergenza nel migliore dei modi possibili. Condividiamo e appoggiamo ognuna delle misure intraprese a favore di lavoratori, famiglie ed aziende. Non condividiamo e non comprendiamo però come non ci siano tutele per il Sistema Sanitario Nazionale, che proprio in questi giorni si sta dimostrando sebbene profondamente fragile anche indispensabile affinché a ogni singolo cittadino sia garantito il diritto alla Salute. Il Ssn non potrà mai reggere le sfide del futuro se non ci saranno investimenti sulla formazione di medici specialisti, a nulla vale abilitare 10mila giovani medici se a questi non viene poi garantita la possibilità di specializzarsi e diventare medici specialisti in grado di occupare una posizione lavorativa concreta", spiegano.
 
"Per l’anno 2020 le proiezioni parlano di circa 22mila candidati al test di Specializzazione, per meno di 9mila posti (ai quali si potrà aggiungere un numero, tuttavia esiguo, di contratti regionali). Ciò significa che oltre 10mila medici non verranno formati da questo Paese che è lo stesso ad avergli garantito, sei anni prima, un percorso formativo che a questo punto si definirebbe a metà - prosegue la lettera -. Un’emergenza come questa, tra cinque anni, avrebbe una storia naturale completamente diversa, gli Ospedali non riuscirebbero a garantire neanche la metà dello sforzo e del lavoro di questi giorni, mancherebbero così tanti medici specialisti che l’inevitabile esito sarebbe catastrofico e ci ritroveremmo a fare i conti con una strage preannunciata. E a nulla servirebbero gli applausi o i minuti di silenzio per gli eroi medici, a nulla servirebbe ringraziarli pubblicamente, tra cinque anni non ci saranno medici da ringraziare".
 
"Alla luce di queste considerazioni, tenendo conto delle necessità e dei fabbisogni formativi dei Medici Specialisti dell’Italia, Vi chiediamo a nome di tutte le sigle che firmano questo documento e a nome di tutti i giovani medici e studenti che rappresentiamo di impegnarVi concretamente ad evitare di decidere a tavolino una tragedia già scritta che se non risolta adesso ci darà i suoi frutti a distanza di pochi anni. L’impegno deve essere di garantire, a partire da luglio 2020 (auspicando che la data del concorso rimanga tale e non vi siano spostamenti concorsuali) un numero di almeno 5mila contratti di formazione in più, arrivando ad almeno 13.500 contratti totali, da rendere strutturali attraverso gli ulteriori fondi emergenziali che speriamo vengano stanziati all’interno degli eventuali successivi decreti e provvedimenti che verranno promulgati", conclude la lettera.

18 marzo 2020
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