Covid. Arcuri: “Chi ha già avuto il virus sarà vaccinato più tardi. Se arriva anche il vaccino AstraZeneca riusciremo a vaccinare 50 milioni di italiani entro l’anno”

Covid. Arcuri: “Chi ha già avuto il virus sarà vaccinato più tardi. Se arriva anche il vaccino AstraZeneca riusciremo a vaccinare 50 milioni di italiani entro l’anno”

Covid. Arcuri: “Chi ha già avuto il virus sarà vaccinato più tardi. Se arriva anche il vaccino AstraZeneca riusciremo a vaccinare 50 milioni di italiani entro l’anno”
Lo ha detto oggi il Commissario straordinario. Con il via libera da parte dell'Ema al vaccino di AstraZeneca, atteso entro il 29 gennaio, "potremo vaccinare 50 milioni di italiani entro l'anno e 9 milioni entro il primo trimestre". Per gli over 60 la chiamata potrebbe scattare nei prossimi mesi dopo gli over 80 e i lavoratori della scuola e di altri servizi essenziali. Nella seconda fase pronti a scendere in campo i primi 1.500 medici e infermieri del bando, poi i medici di famiglia, i pediatri e le farmacie.

"Purtroppo il virus continua ad avanzare se non a dilagare. Dovunque si fa fatica a debellare la seconda ondata. L'indice Rt ha ricominciato a crescere e con esso cresce il numero dei deceduti. Dall'inizio della pandemia ha contratto il virus un italiano su 25".
 
Così il commissario straordinario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri nella conferenza stampa convocata per fare il punto settimanale sulle attività di contenimento e contrasto all'epidemia.
 
La partita è ancora in corso, non l'abbiamo ancora vinta. Dobbiamo aspettare che i vaccini e i vaccinati siano tanti. Un potente strumento che ci può aiutare a piegare la curva. Siamo il primo Paese in Europa per vaccinati e abbiamo già utilizzato il 64% delle dosi che ci sono arrivate – ha aggiunto -. Abbiamo vaccinato oltre 910 mila persone e abbiamo somministrato il 64% delle dosi arrivate. La maggior parte delle Regioni, infatti, ha messo da parte il 30% delle dosi per il richiamo: sostanzialmente tutte le dosi distribuite vengono somministrate in tempi brevi".
 
"Siamo il primo paese in Europa per la somministrazione di vaccini. Nessun trionfalismo, siamo all'inizio di un lungo cammino che abbiamo iniziato nel migliore dei modi". Il commissario ha quindi proseguito spiegando che con i soli vaccini attualmente apprivati, Pfizer-BionTech e Moderna, si potrebbero vaccinare 30 milioni di italiani entro la fine del 2021, e 6 milioni di italiani entro il primo trimestre. "Un numero insufficiente".
 
In caso di via libera da parte dell'Ema al vaccino di Astrazeneca, atteso entro il prossimo 29 gennaio, "all'Italia entro l'anno arriverebbero altre 40 milioni di dosi nel 2021. In questo modo si potrebbero vaccinare 50 milioni di italiani entro l'anno e 9 milioni entro il primo trimestre. Se dovessero aumentare le dosi a disposizione del Paese, chiaramente, sempre più categorie potrebbero vedere anticipata la propria vaccinazione", ha spiegato Arcuri.
 
"Pensiamo – ha proseguito – che è necessario incrementare la capacità di somministrare aggiungendo alle strutture regionali, i medici, i medici di medicina generale e i farmacisti. Attiveremo queste categorie in funzione della progressiva disponibilità di dosi. Dobbiamo considerare le tipologie di vaccini che rendono complicata questa operazione. Cosa non deve succedere? Che non abbiamo forza per somministrare tutte le dosi. Ma neanche che sovrapponiamo piani di somministrazione. Io non credo che l'attivazione dei farmacisti, sia immediata nè ravvicinata perché non ci sono dosi sufficienti. Più imminente l'attivazione dei medici di medicina generale e pediatri". 
 
Quanto alle categorie da vaccinare: "Iniziamo tra poco la seconda tornata di vaccinazioni che riguarderà le persone che hanno più di 80 anni e andremo poi avanti con le altre categorie previste. Il Parlamento italiano ha approvato un piano di vaccinazione molto dettagliato, con categorie ordinate in funzione del livello di esposizione al contagio e il livello di fragilità. Non è possibile al momento modificare in una sede diversa questo piano né l'ordine di categorie previste, benché le richieste siano legittime. Al crescere delle dosi a disposizione è possibile anticipare le somministrazioni a prossime categorie".
E sulla possibilità di vaccinare gli over 60 già in febbraio il commissario ha chiarito: "Non credo sia possibile. Abbiamo oltre 4 milioni di over 80, poi gli operatori, gli insegnanti, le forze dell'ordine, il personale carcerario", ma in ogni caso subito dopo toccherà a loro.
 
Arcuri ha poi aggiunto che ha già contratto il virus verrà vaccinato solo in un secondo momento, "dovremo stimare il tempo di immunità di chi lo ha contratto tra le categorie che andremo via via a vaccinare".
 
"Continuiamo a lavorare perché ci sia la più ampia adesione alla campagna di partecipazione. L'immunità di gregge non si raggiunge solo con tanti vaccini, ma anche se le persone si vogliono vaccinare. Il vaccino però non è la bacchetta magica e purtroppo non è una soluzione immediata. Dobbiamo davvero continuare a essere prudenti", ha concluso.
 

14 Gennaio 2021

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