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Vaccino Pfizer. Parliamo di dosi o di fiale in meno? Un equivoco da chiarire per avere certezza sul numero di vaccini a disposizione

di Giovanni Rodriquez

Per la Commissione UE le consegne delle dosi di vaccino Pfizer-BioNTech riprenderanno regolarmente dalla prossima settimana ma ieri il Commissario Arcuri ha parlato di un ulteriore taglio alle consegne per l'Italia pari al 20% delle fiale/dosi. E qui si apre l'interrogativo: se fossero dosi vorrebbe dire avere effettivamente meno persone da vaccinare, mentre se fossero fiale il taglio potrebbe essere solo la conseguenza del reset nel rapporto dose-fiala dopo che Ema ed Aifa hanno autorizzato il prelievo di 6 dosi da ogni fiala a fronte delle 5 previste originariamente

22 GEN - "Dalla prossima settimana torneremo al 100% delle consegne concordate e le consegne previste per il primo trimestre verranno rispettate". Spiegava ieri il portavoce della Commissione europea, Stefan de Keersmaecker, nel corso di una conferenza stampa.
 
Poche ore dopo, arriva la 'doccia fredda': "Da Pfizer il 20% di fiale in meno anche la prossima settimana. Attendo ancora riscontro per la conferma della fornitura del primo trimestre", ci diceva sempre ieri il Commissario Domenico Arcuri nella consueta conferenza stampa settimanale del giovedì.
 
Due informazioni in contraddizione, apparentemente inconciliabili tra loro. Se non fosse per un dettaglio. Arcuri, infatti, nel suo intervento ha parlato una volta di taglio di fiale e l'altra di dosi (riascoltalo qui).
 
La differenza non è banale, perché, se si parla di fiale, considerando che ormai da ogni fiala si possono ricavare 6 dosi e non più 5 come all’inizio, questo non si tradurrebbe in automatico in una minore consegna di vaccini ma potrebbe semplicemente voler dire che Pfizer, che quella sesta dose non ha ovviamente nessuna intenzione di regalarla, ha risettato il numero di fiale da consegnare in base alle dosi previste dal contratto, che è basato sul numero di dosi e non di fiale.

 
Se invece la riduzione denunciata da Arcuri fosse effettivamente in termini di dosi consegnate è chiaro che il danno, almeno per il momento, ci sarebbe, con una riduzione reale, anche se temporanea, dei vaccini a disposizione.
 
A certificare la possibilità di estrarre dosi aggiuntive erano state, lo ricordiamo, l'Ema, l'Aifa e poi una circolare del Ministero della Salute del 29 dicembre scorso dove si parla della possibilità di "disporre di almeno una dose aggiuntiva rispetto alle cinque dosi dichiarate nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto".
 
Sulla differenza tra fiale e dosi abbiamo posto una domanda specifica nel corso della conferenza stampa odierna al ministero della Salute alla quale ha risposto il presidente del Css Franco Locatelli che ha rimarcato come la riduzione del 20% riguardi sia il numero di fiale che di dosi, senza però specificare in che misura.
 
Abbiamo chiesto ovviamente lumi anche al Commissario Arcuri ma al momento non abbiamo ancora ricevuto risposta.
 
Nelle more di un chiarimento ci siamo comunque voluti accertare sul fatto che effettivamente i centri vaccinali italiani traggano 6 dosi dalla fiala Pfizer. La risposta è sì, ed a confermarcelo è per primo Gabriele Gallone, Medico del Lavoro e Responsabile vaccinazioni Aou Orbassano – Esecutivo Nazionale Anaao Assomed: "Si è sempre usata la sesta dose. Nelle strutture ospedaliere di questa attività se ne occupano le farmacie ospedaliere. Nelle Rsa, se l'operazione di estrazione avviene sul posto, non sono certo si possa riuscire. Ma anche in quel caso le forniture partono dagli ospedali quindi penso possa non sussistere il problema. Inizialmente, quando venivano consegnati i vassoi noi conteggiavamo 975 dosi, ma già da fine dicembre, dopo il via libera da parte dell'Aifa, abbiamo caricato per ogni vassoio 1.170 dosi nelle scorte di magazzino conteggiando la sesta dose per ognuno dei flaconi".
 
E un’altra conferma ci arriva anche da Pierino Di Silverio sempre dell'Esecutivo Nazionale Anaao Assomed: "Da noi la sesta dose per ogni fiala è sempre stata conteggiata ed utilizzata. Anche se nella circolare del Ministero della Salute si parla solo di possibilità, da noi si è sempre agito in questo modo".
 
Certamente non possiamo mettere la mano sul fuoco che così si faccia in tutta Italia, un altro motivo in più per insistere sulla necessità che Arcuri, o chi per lui, faccia chiarezza su questo piccolo giallo anche per poter monitorare con più attenzione l'effettiva consegna dei vaccini rispetto agli impegni programmati nel tempo.
 
Giovanni Rodriquez

22 gennaio 2021
© Riproduzione riservata

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