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Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica a Paola Labriola


A Bari annunciata dalla Presidente FNOMCeO Roberta Chersevani la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica per la psichiatra barese. L’Ordine di Bari, presentando la campagna sul disagio di medici e pazienti, ha ribadito la necessità di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario per evitare l’iniquità tra le regioni, che penalizza il Sud. E Michele Emiliano chiede ai medici di sostenere la richiesta di deroga al DM70

16 SET - La Presidente della FNOMCeO, Roberta Chersevani, ha annunciato oggi in conferenza stampa che la Presidenza della Repubblica– su proposta del Ministero della Salute – il 21 ottobre prossimo attribuirà a Paola Labriola, la psichiatra barese uccisa 3 anni fa da un paziente nel Centro di salute mentale di via Tenente Casale, la Medaglia d’Oro al merito della Sanità Pubblica. Un riconoscimento accolto con grande soddisfazione da Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari che in questi anni ha voluto ricordare la collega in diverse manifestazioni pubbliche, tra cui l’annuale concerto in memoria di Paola Labriola che si è tenuto ieri al Castello.
 
“Ho un grande rammarico: non aver mai conosciuto Paola Labriola nell'ambito della nostra comune attività professionale. Ma sono contenta perché, partecipando all'evento dello scorso anno e a questo concerto, l'ho conosciuta come persona, attraverso suo marito Vito e la sua grande, bella famiglia; – racconta Roberta Chersevani, Presidente FNOMCeO - l'ho conosciuta come medico, con il ricordo dei colleghi e dei pazienti; l'ho vista nelle foto che la ritraggono sempre sorridente e pronta ad aiutare gli altri. Sono contenta perché, ogni volta che vengo qui a Bari, mi sembra di essere io stessa parte di questa famiglia: è questo fa di me una donna fortunata. Quando Paola tre anni fa perse la vita, l'allora Presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco, chiese per lei la medaglia al merito della sanità pubblica: pochi giorni fa è stata concessa. Quindi molto presto, il 21 ottobre, il marito Vito e tutta la famiglia di Paola verranno a Roma per riceverla dalle mani del Presidente della Repubblica. E sono sicura che Paola sará con noi anche in questa occasione.”

 
Il Presidente Emiliano ha dato il benvenuto ai Presidenti degli Ordini dei medici intervenuti al Castello per il Consiglio nazionale Fnomceo, esprimendo apprezzamento per il loro lavoro, per la loro capacità di “leggere nel cuore degli Italiani”, per il Giuramento di Ippocrate come quintessenza dell’umanità applicata alla professione e per alcune coraggiose prese di posizione, come l’aver deciso di portare all’attenzione del governo che non c’è uguaglianza dei cittadini italiani in materia di Sanità. “Il che non vuole dire che noi cittadini del sud stiamo con il cappello in mano. Siamo consapevoli che questa diseguaglianza ha origine anche nella capacità del Mezzogiorno di produrre. Per questo l’anno scorso la Sanità della Puglia ha deciso di farsi prendere le misure dall’Istituto superiore Sant’Anna. Per capire dove siamo più deboli e dove bisogna lavorare di più”.
 
Il Presidente della Regione ha poi affrontato la questione Taranto, “un inquinamento intollerabile, dannoso e omicida per ragioni di Stato, normato dalla legge. Lì il diritto alla salute non è più assoluto ma diventa diritto relativo, condizionato dall’esistenza sul territorio di imprese che vengono considerate strategiche. Per ragioni di Stato i tarantini devono accettare di morire in percentuale quasi doppia rispetto agli altri italiani”. Quindi, Emiliano ha chiesto alla Fnomceo di sostenere la sua richiesta di prevedere delle deroghe al DM70 in condizioni speciali come quelle legate all’inquinamento, in modo che in zone come Taranto si possano fare investimenti in salute. Roberta Chersevani ha ricordato come la Commissione Ambiente della Fnomceo si sia già interessata al tema e si è impegnata a nome del Consiglio della Federazione, anche alla luce degli ultimi dati su mortalità e inquinamento relativi all’Ilva, ad intervenire ulteriormente sul caso Taranto, grazie alla forza che deriva dalla comunione di intenti tra la politica e la professione in nome della salute dei cittadini.
 
Al Castello Svevo è stata inoltre presentata la campagna di comunicazione “Medico e Paziente. Due facce dello stesso disagio”, voluta dall’OMCeO Bari per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del disagio in ambito sanitario e rinsaldare l’alleanza medico-paziente, duramente messa alla prova dalle condizioni in cui versa la Sanità a causa dei tagli degli ultimi anni. La campagna presenta operatori sanitari da un lato e cittadini dall’altro come vittime del malfunzionamento del sistema sanitario. Vittime che dovrebbero essere alleate in una riforma del sistema sanitario che punti a tutelare il diritto alla salute e la dignità della professione, allo stesso tempo, come recita l’headline “Medico e Paziente, due facce dello stesso disagio. Chiediamo più risorse per la salute. Insieme”. La campagna video, che sarà lanciata in questi giorni sui social, presenta le due “facce” del disagio, alternando i volti di medici e di cittadini che raccontano le proprie difficoltà nel confronto con il sistema sanitario, tra liste d’attesa, carenza di letti, strutture sotto organico, scarsa sicurezza e ritmi di lavoro stressanti.
Così professionisti e pazienti si rispecchiano nella loro altra “metà” e il loro disagio si riverbera in quello di coloro che hanno di fronte. Un gioco di specchi da cui si può uscire solo con maggiori risorse per il sistema sanitario.
 
A questo tema si collega il documento presentato dall’Ordine di Bari, condiviso da tutti gli Ordini meridionali e accolto nelle motivazioni e nello spirito a livello nazionale dal Consiglio nazionale FNOMCeO, in cui si poneva il problema delle diseguaglianze di livelli di finanziamento tra le regioni, che mettono in crisi la Sanità del Sud e di conseguenza la professione.
 
 “La campagna di comunicazione voluta dall’Ordine e il documento presentato in sede nazionale fanno parte di tutta una serie di azioni che l’Ordine di Bari continua a promuovere per fronteggiare il disagio in cui versa il sistema sanitario – dichiara Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei Medici di Bari - Tutti i dati evidenziano le difficoltà in cui versa la Sanità Italiana, in particolare delle Regioni meridionali, fortemente penalizzate dagli attuali criteri di ripartizione del fondo sanitario, che minano l’equità e l’uguaglianza nel diritto alla salute di tutti i cittadini indipendentemente dalla regione in cui vivono.”
 
“I dati del Sant’Anna di Pisa ci dicono che la Puglia è la regione che, insieme alla Lombardia, ha un indice di miglioramento dei servizi sanitari più elevato. Non è vero che ci servono più fondi, ci serve uno sforzo di onestà intellettuale – ha dichiarato Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento Salute – dobbiamo decidere che tipo di Sanità vogliamo e a chi vogliamo garantire determinati diritti. Se non possiamo più permetterci di garantire tutto a tutti dobbiamo dirlo. Il tema dei tagli agli sprechi è diventato ormai una barzelletta, dal momento che da 10 anni a questa parte sulla Sanità c’è un controllo ed un accanimento feroce. Il fondo sanitario non solo non è sufficiente, ma non è nemmeno ripartito equamente. E allora prima di chiedere più fondi chiediamo più onestà intellettuale.”

16 settembre 2016
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