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Enpam. Oliveti rassicura gli odontoiatri Cao. “Ente è solido. I bilanci parlano chiaro”

Il presidente della Fondazione previdenziale di medici e odontoiatri scrive alla Cao in merito alle polemiche sulla gestione e la solidità dell'Ente. “Il copione è sempre lo stesso: qualcuno grida allo scandalo partendo da dati estrapolati, accuse di parte, analisi di presunti esperti, che gettano fango sulla reputazione della Fondazione”. Ecco la realtà dei conti in una lettera del presidente Oliveti agli odontoiatri della Cao

13 DIC - Qui di seguito la lettera del presidente dell’Enpam Alberto Oliveti inviata alla Cao della Fnomceo.
 
Caro Collega,
sento il dovere di intervenire con delle precisazioni dopo aver letto alcune affermazioni sulla Fondazione Enpam in una lista di discussione online. Il copione è sempre lo stesso: qualcuno grida allo scandalo partendo da dati estrapolati, accuse di parte, analisi di presunti esperti, che gettano fango sulla reputazione della Fondazione. Lo abbiamo visto per Rinascente, per le polemiche sulla presunta mancanza di trasparenza, sulle accuse di illegalità diffusa: tutte questioni regolarmente smentite quando confrontate con numeri e fatti, ma che lasciano un alone di discredito che per l’Enpam si tramuta in minori entrate (si veda ad esempio il calo dei riscatti) o in costi più o meno diretti (ad esempio sottoforma di disaffezione giovanile).

Venendo al merito dell’ultimo intervento, è stato scritto che il patrimonio Enpam rende lo 0,5% all’anno. Questi invece sono i fatti. 
 

 

2011

2012

2013

2014

2015

Patrimonio netto
a inizio anno

€ 11,443 miliardi

€ 12,528
miliardi

€ 13,818
miliardi

€ 14,971
miliardi

€ 16,154
miliardi

Risultato della gestione patrimoniale a fine anno

+ € 497 milioni 
 
(inclusi 58 mln di euro di imposte)

+ € 516 milioni 
 
(inclusi 85 mln di euro di imposte)

+ € 276 milioni 
 
(inclusi 77 mln di euro di imposte)

+ € 533 milioni 
 
(inclusi 127 mln di euro di imposte)

+ € 338 milioni 
 
(inclusi 135 mln di euro di imposte)





A voler fare un calcolo molto grossolano, stiamo parlando di rendimenti fra il 2% e il 4% annui.

I dati sono tratti dai bilanci civilistici della Fondazione e quindi orientati al rispetto di un criterio estremamente prudenziale, che non tiene conto dei rendimenti di mercato (che sono più alti). Nel 2016 infatti in base alla valutazione ‘mark to market’, il patrimonio ha già ampiamente superato quota 19 miliardi con un rendimento degli investimenti di circa il 3,5 per cento. E stiamo parlando di una percentuale relativa solo ai primi otto mesi dell’anno.

Per quanto riguarda Enpam Real Estate è stata citata una cifra (38 milioni di euro) come se fosse stata una fuoriuscita di denaro. In realtà si tratta di un dato esclusivamente contabile legato al conferimento di immobili alberghieri al fondo immobiliare Antirion Global, di cui Enpam è quotista unico. Su quegli immobili Enpam Real Estate aveva pagato delle spese di ristrutturazione e le stava scontando in bilancio in quote annuali secondo un piano di ammortamento stabilito dalle norme nazionali di contabilità (Oic); nel momento in cui quegli stabili sono stati trasferiti, EnpamRE ha dovuto semplicemente contabilizzare tutte le quote residue in una volta. Per questo alla fine del 2015 si legge in bilancio la cifra di -37,9 milioni di euro. Tutto questo risponde a una logica di efficienza degli investimenti: dagli immobili dobbiamo incassare affitti e per questo occorre fare scelte gestionali adeguate.

Siamo stati anche accusati di “buttare valanghe di denaro” in “contenziosi plurimilionari”. I fatti a cui si fa riferimento sono i seguenti.

Atahotels: è la catena che prima gestiva diversi alberghi di proprietà dell’Enpam. Quando si chiude un contratto di affitto per un hotel, bisogna versare una buonuscita all’inquilino quantificata per legge. Ne abbiamo versata solo una parte (18,2 milioni di euro). Atahotels ci chiede il saldo, noi invece abbiamo fatto causa alla società perché rimborsi svariati milioni di euro per migliorie o manutenzioni non eseguite o non a regola d’arte. Il rapporto con Atahotels risaliva a quando Enpam era ente pubblico.

Carciano: è il nome di una via di Roma dove si trova un fabbricato che un imprenditore nel 2009 voleva far acquistare all’Enpam. L’immobile però si era rivelato privo dei presupposti per cui la Fondazione si era interessata al possibile investimento. L’imprenditore ha chiesto all’Enpam 25milioni di euro di risarcimento per non aver concluso l’affare. Ne è scaturito un contenzioso. Il primo grado ha visto la Fondazione soccombente. Al momento della sentenza abbiamo diffuso un comunicato stampa dal titolo: “Enpam in appello su sentenza beffa - Tribunale di Roma punisce l’Ente per non aver fatto un investimento rischioso”. Il giudice d’appello ha sospeso l’efficacia esecutiva della prima sentenza. La sentenza di secondo grado dovrebbe arrivare entro la fine del prossimo anno.

New Esquilino: è il nome della società che ha costruito la nuova sede dell’Enpam. La Fondazione, insospettita dalla rilevante differenza fra il prezzo d’acquisto che era stato stabilito nel 2005 e il valore di mercato stimato invece al 2015, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica. Il pubblico ministero non ha però riscontrato ipotesi di reato e ha chiesto l’archiviazione. La Fondazione è comunque impegnata in una causa civile per ottenere il pagamento delle penali legate al ritardo con cui l’immobile è stato consegnato; il costruttore dal canto suo ha chiesto un risarcimento ritenendo di aver dovuto svolgere lavori aggiuntivi rispetto a quanto previsto.

Intermediari di CDO: a leggere i giornali di alcuni anni fa, i derivati avrebbero dovuto provocare all’Enpam perdite per centinaia di milioni di euro. Abbiamo avuto modo di spiegare più volte come sono andate effettivamente le cose e come la messa in sicurezza dei Cdo abbia consentito di recuperare l’investimento. La magistratura penale sta procedendo per chiarire le circostanze in cui questi prodotti finanziari furono acquistati e per punire eventuali responsabili. Oltre ad esserci costituiti nel processo penale in qualità di parte lesa, ci siamo attivati in sede civile per chiedere conto ai venditori dei prodotti che hanno proposto all’Enpam.

Per avere un quadro completo ed esaustivo di come la Fondazione Enpam sta lavorando, consiglio a tutti di esaminare i bilanci che sono su Internet a disposizione di chiunque. Raccontano i numeri e i fatti di un ente solido, sostenibile e solidale, che vuole essere equo e sicuro.
 
Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam

13 dicembre 2016
© Riproduzione riservata


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