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Congresso Fimmg. Milillo: “La medicina generale va riformata. Noi siamo pronti”. Fazio: “Entro un anno riforma possibile”

Il segretario Fimmg ha aperto il congresso nazionale del sindacato (leggi la relazione). La riforma del settore non è più rinviabile. Parola d'ordine “lavorare in squadra”. Milillo: “Ora sta a Governo e Regioni darci risposte”. Fazio d'accordo e rilancia: "Possibile riforma in un anno"

06 OTT - Qui di seguito una breve sintesi della relazione di Giacomo Milillo:
 
La crisi economica
Fare previsioni è dunque difficile, ma neppure è utile attendere gli eventi senza un progetto, senza un’ambizione e soprattutto senza essere protagonisti, consapevoli di essere uno degli humus necessari alla dialettica sia sociale che politica nell’ambito sanitario………..Negli ultimi anni abbiamo analizzato e discusso le criticità che hanno tarpato le ali alla nostra categoria: concorrenza sulle scelte, divisione in settori, struttura del compenso, scarsità di finanziamenti per i fattori di produzione dell’assistenza, isolamento nella pratica professionale, degenerazione dei metodi e dei contenuti negoziali ed altre minori; tutte hanno creato barriere all’integrazione fra noi e con altri professionisti. Sulla base di questa analisi abbiamo definito la proposta della “Ri-fondazione della Medicina Generale” orientata non già a disegnare modelli organizzativi, ma piuttosto condizioni di attività e di relazioni professionali che consentano alla Medicina Generale di passare realmente dalla pratica singola al lavoro di squadra.

 
La ri-fondazione della medicina generale
“Non è mai stata la presuntuosa proposta di voler insegnare a tutti gli altri soggetti come deve essere riformata l’assistenza primaria o le cure primarie, a seconda dei termini preferiti. E’ sempre stata una proposta per offrire alle cure primarie una Medicina Generale più efficace ed efficiente per il sistema e più motivante e gratificante per i professionisti……Ritengo che la Fimmg abbia superato ogni possibile prova e che sia arrivato il momento, da parte delle Regioni e del Governo, di dare risposte chiare e concrete alle nostre proposizioni. Se ciò non dovesse avvenire in tempi ragionevoli, la Fimmg dovrà trarne le necessarie conclusioni, e modificare il suo atteggiamento nei confronti di un mondo che continua a lamentarsi ma che si rifiuta, o si dimostra non capace, di assumere le responsabilità che loro competono e contribuire al cambiamento…………….La Medicina Generale non può sopportare ancora a lungo la concorrenza sulle scelte che la spingono all’isolamento a fronte della sempre maggiore richiesta di integrazione, l’alto tasso di precarietà determinato dalla divisione in settori, una struttura del compenso che la impoverisce facendola credere ricca agli occhi degli altri. La Medicina Generale vuole essere messa nelle condizioni di lavorare in squadra, ai vari livelli, con una crescita graduale e progressiva. Prima di tutto i medici vogliono lavorare in squadra nella Medicina Generale, poi con tutti i professionisti del territorio per poi essere concretamente nelle condizioni di poter affrontare l’ineludibile integrazione tra ospedale e territorio. Lo chiediamo esplicitamente a Governo e Regioni. In sostanza sono tre gli obiettivi fondamentali che perseguiamo:
  1. l’accesso e il ruolo unico dei medici di medicina generale per aumentare la nostra flessibilità, rendere possibile il lavoro di squadra e offrire alla categoria prospettive professionalmente motivanti;
  2. il consolidamento del ruolo e delle funzioni delle Aggregazioni Funzionali Territoriali come Unità di Medicina Generale, quale superamento del tradizionale associazionismo;
  3. la ristrutturazione del compenso per distinguere il legittimo onorario dal finanziamento dell’organizzazione e delle attività e ridimensionare o, meglio superare completamente, la concorrenza sulle scelte;






L’e-Health
Il coinvolgimento non impositivo dei medici nel processo di innovazione è indispensabile alla concreta realizzazione dell’e-Health. Il processo di digitalizzazione non richiede solo la disponibilità di macchine e di programmi funzionanti, cosa che si è dimostrata di ardua realizzazione anche per gli enti pubblici, ma anche la verifica della funzionalità e praticabilità di questi da parte di tutti gli attori, medici e non, del processo assistenziale. Il rischio, in assenza delle suddette semplificazioni, è che il tempo necessario a introdurre l’innovazione ne sottragga altrettanto a quello dedicato all’attività professionale. L’innovazione dovrebbe al contrario ricercare automatismi condivisi con gli operatori, che agiscano sulla riduzione del tempo necessario a raggiungere gli stessi risultati o ad aumentarli sensibilmente a parità di tempo impiegato. L’innovazione dovrebbe ricercare automatismi condivisi con gli operatori, che agiscano sulla riduzione del tempo necessario a raggiungere gli stessi risultati o ad aumentarli sensibilmente a parità di tempo impiegato………..È inaccettabile e perfettamente inutile, e quindi perseguibile come falso ideologico, di fronte a implementazioni che hanno bisogno di gradualità nel coinvolgimento tecnico e culturale, attestare che un sistema è sperimentato e funzionante quando non è vero, come hanno fatto e stanno facendo diverse Regioni a proposito della prescrizione on line.
 
Farmaci
Un problema non risolto, per esempio, è quello del farmaco innovativo. Se comporta effettivamente dei vantaggi, nel rispetto dei criteri di appropriatezza, deve essere disponibile alla prescrizione diretta dei medici di medicina generale. Se non comporta vantaggi significativi dovrebbe essere escluso dalla rimborsabilità. La prescrizione esclusiva su piano terapeutico redatto dagli specialisti comporta solo una riduzione dell’accessibilità da parte dei malati e un aumento del costo terapia.
Un altro tema che non possiamo trascurare è quello dei farmaci generici, facendo attenzione a non assumere un atteggiamento dogmatico, ideologico e pregiudiziale, ma cogliendo le reali opportunità che offrono……….Purtroppo i medici si sentono tirare la giacca da tutte le parti. Certamente dall’industria tradizionale del farmaco che vuole far valere l’impegno nella ricerca e nella qualità del prodotto, ma anche da quelle dei genericisti che hanno scelto di affidarsi a lobby e a norme impositive e non alla valutazione del prescrittore e dell’utilizzatore finale. E’ indiscutibile che un farmaco per cui è scaduto il brevetto non ha visto scadere la sua efficacia e la sua utilità, ma solo diminuire il suo costo. Quindi deve continuare ad essere usato ogni qualvolta sia sufficiente ed adeguato alle particolari esigenze del singolo paziente. In questo caso è doveroso preferirlo ad alternative più costose, magari per caratteristiche aggiunte, ma non necessarie al paziente. Non ci facciamo tirare la giacca né dalla tradizionale industria del farmaco, né dalle lobby pro-genericisti. Su questi argomenti abbiamo avviato un dialogo con Federfarma che, partendo dalle reciproche esigenze e visioni, cerca di realizzare a livello di rappresentanze quella collaborazione che da sempre caratterizza i rapporti fra singoli professionisti. Perché la FIMMG guarda ai farmacisti come professionisti e non come commercianti.
 
 
Enpam
Tengo a ribadire il valore positivo dell’ENPAM che, nonostante le difficoltà obiettive di un mercato finanziario instabile e di un’economia in crisi, è riuscito a contenere, almeno fino ad oggi, le possibili e potenziali perdite, a livelli che non incideranno sulle pensioni dei medici…………L’elaborazione di un nuovo Statuto procede, anche se con i tempi che queste modifiche richiedono. Le procedure deputate alla gestione del patrimonio, con particolare attenzione a quello mobiliare, sono definite e saranno attive fra poche settimane. E’ cominciato un approfondito riesame dell’organigramma e del funzionigramma della struttura per migliorare la sua efficienza………..Il vero problema della nostra previdenza è dato dai due vincoli che la legge impone per l’approvazione del bilancio tecnico: l’equilibrio a 30 anni e, contemporaneamente, la riserva patrimoniale sempre superiore a 5 annualità del debito previdenziale dell’anno in corso.
 
L’emergenza sanitaria territoriale - 118
Il sistema dell’Emergenza sanitaria territoriale – 118 vive ancora un livello di eterogeneità e confusione che riteniamo inaccettabile delle Regioni nella scelta di un orientamento uniforme. La Conferenza Stato-Regioni ha invece recentemente approvato un atto di indirizzo che contiene tutto e il contrario di tutto. Un chiaro modo per lasciare che ciascuno faccia come gli pare. Resta non risolto, e continua a generare conflitti, la provvisorietà dei meccanismi di accesso dei medici alle attività di Emergenza sanitaria territoriale. La specialità è costituita, ma non è assolutamente in grado di formare un numero sufficiente di medici specialisti. Di fatto l’unico modo del servizio di approvvigionarsi di personale medico è quello del convenzionamento, salvo poi cercare di introdurre scorciatoie e sanatorie per trasformare questi ultimi in dipendenti anche quando non sono specialisti, creando una palese e contestabile sperequazione con quanto previsto per tutti gli altri dipendenti che devono già essere in possesso del titolo di specialità.
 
 
Conclusioni
Le opportunità per una forte rivalutazione delle Cure Primarie e della Medicina Generale nei prossimi anni ci sono tutte. La stessa sostenibilità del SSN la richiede. C’è l’attenzione e la volontà politica del Ministro della Salute e di molte importanti Regioni. Sta a noi individuare gli strumenti ed i percorsi innovativi da promuovere e sostenere per formulare un’offerta credibile, concretamente realizzabile, utile e gradita al sistema ed ai cittadini.
Non c’è più spazio per l’autoreferenzialità, per atteggiamenti di autoaffermazione di merito e di valore, che dimostrano tutta l’insicurezza di chi li proclama in modo eccessivo.

06 ottobre 2011
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