Medicina generale. Firmata preintesa tra Sisac e sindacati. Sul piatto 88 milioni. Fimmg verso il ritiro dello stato d’agitazione

Medicina generale. Firmata preintesa tra Sisac e sindacati. Sul piatto 88 milioni. Fimmg verso il ritiro dello stato d’agitazione

Medicina generale. Firmata preintesa tra Sisac e sindacati. Sul piatto 88 milioni. Fimmg verso il ritiro dello stato d’agitazione
Nel documento (un verbale di preintesa) si dichiara la volontà di chiudere le trattative dopo l’estate. Inoltre previsto che oltre ai medici in graduatoria potranno accedere agli incarichi anche i medici in formazione (circa 6.000 unità). Scotti (Fimmg): “Consiglio nazionale straordinario per ritirare lo stato di agitazione”. Sul piatto 88 milioni. IL DOCUMENTO

Torna il sereno nei rapporti tra i sindacati della medicina generale e la Sisac. Dopo il blocco delle trattive per il rinnovo dell’Acn e la proclamazione dello stato di agitazione con la Fimmg in testa è stata oggi firmata un verbale di preintesa (la preintesa dovrebbe essere firmata a settembre) per la ripresa delle trattative che dovrebbero concludersi definitivamente entro dicembre.
 
“A conclusione di un aspro confronto con la parte pubblica (SISAC)– dichiara Silvestro Scotti Segretario Nazionale della Fimmg – possiamo dichiararci soddisfatti per un primo passo verso la conclusione del percorso per il rinnovo contrattuale e per iniziare un’azione condivisa con Regioni e Ministero per la difesa della medicina generale e quindi del Servio Sanitario Nazionale attraverso il nuovo Patto per la Salute e il mantenimento senza riduzioni del Fondo Sanitario Nazionale”.
 
“Chiarire le regole – spiega Scotti – per l’inserimento di giovani in formazione nel territorio rappresenta un chiaro risultato dell’azione di Fimmg per risolvere il problema della grave carenza dei medici di famiglia nel nostro paese. Nei prossimi tre anni, grazie a questa preintesa, oltre ai medici già presenti in graduatoria, i cittadini italiani avranno a disposizione più di 6.000 giovani medici di famiglia che stanno frequentando il corso di formazione specifica. La firma di questo accordo – prosegue Scotti – ha coniugato, inoltre, l’esigenza dei cittadini di poter contare sulla presenza di un nuovo medico di famiglia, quando il proprio andrà in pensione, con l’esigenza dei medici in attesa dal 2010 di un ristoro economico (sul piatto messi 88 milioni di euro) per la categoria oggi definito anche se in maniera parziale”.
 
“Abbiamo percepito – prosegue –  la presenza in trattativa della parte politica a partire dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e del Presidente del Comitato di Settore, Sergio Venturi, rispettivamente anche Presidente e Assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, trovando sul tavolo della negoziazione, già presenti i temi con loro discussi nelle scorse settimane”.
 
“Siamo certi – conclude Scotti – che seguirà anche l’attenzione del Ministero della Salute, prima dell’appuntamento del 5 settembre, rispetto al necessario passaggio in Consiglio dei ministri dell’integrazione dell’atto di indirizzo indispensabile per la chiusura dell’intesa contrattuale. Siamo a oggi nelle condizioni di convocare un Consiglio Nazionale Straordinario, previsto per il giorno 7 settembre per ritirare lo stato di agitazione già proclamato.”
 
“E’ stato solo firmato un verbale propedeutico all’inizio di trattativa da settembre prossimo per definire un ACN entro dicembre 2019; primo passaggio interesserà l’applicazione del decreto semplificazione, del decreto Calabria e della messa a regime (in busta paga e quindi in quota Capitaria) degli arretrati fino al 2019 e della vacanza  contrattuale; la strada è ancora lunga” ha dichiarato Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani che guidava una delegazione dello SMI con Enzo Scafuro, Responsabile Area Convenzionata e Gian Massimo Gioria, Responsabile Assistenza Primaria.
 
“Un altro punto qualificante, scaturito dalla riunione di oggi, riguarda i giovani medici, che potranno accedere prima al mondo del lavoro prevedendo una compatibilità tra il corso di formazione, l’acquisizione di scelte e gli incarichi di continuità assistenziale oppure con incarichi a 24 ore per la medicina di emergenza – urgenza”.
 
“Il cinque settembre prossimo le parti, quella pubblica e quella sindacale, s’incontreranno per ratificare quanto oggi è stato discusso e sottoscritto nel verbale propedeutico” conclude Onotri.
 
“Positiva la regolazione – dichiara Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami – per l’introduzione dei giovani nel territorio e l’accesso agli incarichi anche per i Medici in formazione che potranno in parte tamponare la perdita delle unità lavorative che ci saranno nei prossimi anni per i pre-pensionamenti ed i pensionamenti”.
 
Della delegazione trattante Snami facevano parte anche Salvatore Cauchi e Simona Autunnali, ambedue membri dell’esecutivo nazionale che hanno espresso commenti cautamente postivi per gli 88 milioni di euro che verranno stanziati per il ristoro economico della categoria andando  in quota capitaria .”ll 5 settembre – conclude Angelo Testa – ci rincontreremo per  ratificare quanto abbiamo firmato che ci permetterà di dare applicazione alle disposizioni previste dal Decreto Semplificazione e dal Decreto Calabria. E’ chiaro che il nostro lavoro sindacale prosegue per definire ancora meglio la nostra idea Snami di Medicina del territorio secondo i  principi di autonomia professionale, nella considerazione che la carenza di investimenti, quanto è stato stanziato non basta, sarebbe la morte del territorio a favore del privato incombente e che vada attuata una riforma vera per consentire a tutti i Medici del Territorio di potersi formare, soprattutto a coloro i quali sostengono da anni il sistema sanitario nazionale, in lista d’attesa cronica e vittime dell’imbuto formativo”.

  
“Andiamo avanti speditamente per arrivare a firmare la Convenzione di medicina generale. Oggi intanto è stato firmato un verbale di pre-intesa che spiana la strada. Siamo arrivati a questo traguardo dopo un confronto serrato, duro, ma di quelli che cementano i rapporti tra le persone. Ora chiudiamo la convenzione entro dicembre”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini commentando la firma avvenuta alla Sisac, la struttura interregionale sanitari convenzionati, e facendo riferimento ai diversi confronti con le organizzazioni di rappresentanza, fra cui la Federazione italiana dei medici di medicina generale.
 
“Raccolgo inoltre – ha aggiunto Bonaccini – con convinzione la proposta dei sindacati per una forte alleanza sui temi della garanzia del fondo sanitario nazionale e del Patto per la salute” .
 
“Il Verbale di pre-intesa – ha spiegato il Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Sergio Venturi (Assessore Emilia-Romagna) – dà applicazione alle disposizioni previste dal Decreto Semplificazione e dal Decreto Calabria per quel che riguarda la medicina generale. Segnalo fra gli aspetti più importanti: la possibilità di assegnare incarichi a chi sta frequentando il corso di formazione, il riconoscimento delle risorse relative al 2016-17 e la condivisione di un percorso che porterà sulla base di questa pre-intesa il prossimo 5 settembre a sottoscrivere l'ipotesi di ACN e a firmare la convenzione entro la fine dell’anno”.

08 Agosto 2019

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