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Riforma lavoro pubblico. Patroni Griffi: "Per i dipendenti pubblici niente art.18". La proposta

Nonostante questa dichiarazione del ministro, la Cosmed accoglie con freddezza il documento di proposta di riforma del lavoro pubblico e la bozza di protocollo di intesa proposta dal Governo che affiancherà quella di Fornero per il comparto privato. Domani un nuovo incontro tra le parti.

03 APR - Una bozza di protocollo di intesa in materia di relazioni sindacali  “assai generica” e un documento di proposta di armonizzazione del lavoro pubblico alla riforma del lavoro privato che non convince. A partire dal fatto che è “ assai pericoloso introdurre nel lavoro pubblico tutte le forme di lavoro flessibile previste per il privato”. È questo, al momento, il quadro disegnato dall’incontro del 29 marzo tra le confederazioni generali e il ministero della Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, che ha consegnato alle OoSs i documenti che raccolgono le proposte del Governo.

“La riunione delle confederazioni generali dello scorso 29 marzo – afferma la Cosmed in una nota -, preceduta dalle dichiarazioni del Ministro della Pubblica Amministrazione, Patroni Griffi sulla non applicabilità dell’articolo 18 al pubblico impiego al quale si applicano gli istituti della mobilità e la cui assunzione nonché il rapporto di lavoro sono normati dalla Costituzione, ha avuto carattere interlocutorio”. Inoltre “non si è dato luogo alla formazione dei due tavoli tecnici (modello contrattuale e livelli di contrattazione) preferendo proseguire su un unico tavolo politico”.


In particolare la Cosmed ribadisce i nodi urgenti che il tavolo deve affrontare e che riguardano, in particolare:

- consultazione delle Confederazioni generali circa il blocco delle retribuzioni individuali. “Il Governo – afferma la Cosmed - deve decidere ai sensi della legge 111/11 se prolungare al 2014 il congelamento retributivo previa consultazione delle Confederazioni stesse”;
 
- consultazione delle Confederazioni generali per le problematiche inerenti la mobilità;

- definizione di un modello contrattuale condiviso per tutte le Amministrazioni pubbliche, stante la decadenza del precedente modello del 2009 previsto come sperimentale (“sperimentazione non avvenuta per la cancellazione ope legis del contratto 2010-2012”);

- la valutazione delle necessarie riforme della Legge 150/2009 (legge Brunetta)

- definizione delle aree contrattuali necessarie per l’avvio della tornata contrattuale.

In merito al problema del precariato, la Cosmed sottolinea con positività che al tavolo sono contemporaneamente presenti i rappresentanti sia del Governo che delle Regioni e degli enti locali, “fatto positivo che consente una trattazione unitaria e condivisa della problematica”.

Secondo la Cosmed “è evidente che il proliferare del precariato, nonostante i vincoli costituzionali, ha evidenziato da parte delle Amministrazioni una scarsa volontà politica di superare il problema”. Ma senza una chiara volontà politica, secondo la Cosmed, “il problema non sarà mai risolto, mentre risulta assai pericoloso introdurre nel lavoro pubblico tutte le forme di lavoro flessibile previste per il privato”.

Secondo la Confederazione dei medici e dirigenti del Ssn è necessario invece introdurre “una distinzione tra il lavoro nel settore sanitario e nel restante ambito del pubblico impiego (in particolare apprendistato e altre forme di lavoro flessibile non sono idonee a settori di alta specializzazione come la sanità)”.

E denunciare “l’uso improprio del reclutamento, specie in sanità, mediante convenzioni, consulenze e rapporti libero-professionali che talora rappresentano forme di elusione della normativa finalizzate a instaurare dei rapporti di lavoro di fatto non contrattualizzati”.
 
Insomma, secondo la Cosmed occorre “ricondurre a poche tipologie di rapporto, con garanzie sindacali, una miriade di rapporti di lavoro che rendono il precariato un agglomerato di situazioni lavorative molto diverse tra di loro” e “superare la stagione della legificazione in alternativa alla concertazione sindacale che ha caratterizzato la prima parte della legislatura”.

Ma la Cosmed chiede anche al Governo di “valutare le ricadute occupazionali e nell’assorbimento del precariato della recente riforma pensionistica”.
 

03 aprile 2012
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