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Medici sempre più “dattilografi” e per di più non pagati: l’affaire Inail

27 APR - Gentile direttore,
negli ultimi anni al medico, specie a quello impegnato nella gestione delle emergenze, sono state via via assegnati compiti amministrativi, con obblighi certificativi via via crescenti, su piattaforme telematiche diverse che per di più non dialogano tra loro, pur avendo come data base comune i cittadini italiani, costringendo gli operatori sanitari ad entrare ed uscire di continuo da un sito all’altro, rifacendo mille volte login e password.
 
Un medico di Pronto Soccorso, ad esempio, oltre a gestire le urgenze a ritmo continuo, nonché i pazienti stazionanti in numero esorbitante in barella, a placare gli animi di pazienti e parenti, deve sobbarcarsi l’onere di inviare le certificazioni all’INPS per le malattie ed all’INAIL per gli infortuni sul lavoro. Per i primi, deve limitarsi ad una trasmissione telematica (tuttavia non sempre agevole visti i vetusti sistemi informatici di molti ospedali!), per i certificati INAIL invece, che richiedono la compilazione di una dettagliata scheda del paziente, deve dedicare un tempo maggiore, per il quale, a norma di CCNL, dovrebbe ricevere un compenso di 32,5 euro a certificato, di cui il 5% va all’azienda sanitaria.


Negli ultimi due anni, però, tale remunerazione non arriva o arriva solo parzialmente.

Per cui, si arriva all’assurdo che l’INAIL riceve i contributi che servono anche a coprire le spese dei certificati, ma poi non paga chi fornisce il servizio.
La criticità nasce, forse, dal fatto che dopo la pubblicazione del D.Lgs. 14/09/2015, n. 151, alcune sedi INAIL hanno pensato si potesse non pagare, in attesa di chiarimenti dai ministeri competenti, tra cui quello della Salute. Chiarimenti che il Ministero tarda inspiegabilmente a fornire.

Per parte sindacale, l’Anaao Assomed ha già denunciato queste criticità, scrivendo al Ministro della salute Lorenzin, alla Conferenza delle Regioni, ed ovviamente al Presidente dell’INAIL sollecitandoli ad adoperarsi per il rispetto dei patti sottoscritti.

Se pure la materia va rivista ed aggiornata, nel frattempo vanno pagate le competenze ai medici estensori dei certificati!

Disarmante constatare come si chieda ai medici, specie quelli impiegati nella prima linea dei PS e dei DEA, di riempire un numero sempre maggiore di scartoffie gratis, ora per questo ora per quella amministrazione. Gli stipendi non solo non sono aumentati, causa il blocco delle retribuzioni, ma sono di fatto diminuiti via via andandosi a comprimere di anno in anno i fondi negoziali aziendali. E l’ennesimo taglio è previsto dalla cosiddetta riforma del pubblico impiego. Togliere, o ventilare di togliere, ai medici anche questa piccola entrata, in questo momento, oltre a non essere giusto, perchè si finirebbe con il non pagare un lavoro comunque aggiuntivo a quello istituzionale, è assolutamente inopportuno.
 
Francesco Medici
Consigliere nazionale Anaao Assomed

 
Sandro Petrolati
Coordinatore Commissione Emergenza Anaao Assomed 


27 aprile 2017
© Riproduzione riservata


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