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Disagio lavorativo. La proposta Chersevani non sia abbandonata

29 GEN - Gentile direttore,
la proposta della Presidente della Fnomceo Roberta Chersevani, per "uno sportello del disagio lavorativo",  formulata in un momento grave per i recenti fatti di violenza, non va fatta cadere sotto silenzio. Anzi va ripresa, portata avanti e realizzata, perché opportuna nel tentare di dare risposte all'exploit di violenze che stanno attraversando il Sistema Sanitario Nazionale a danno dei medici e di tanti operatori della sanità.

Diventa obbligatorio dare risposte di aiuto a una popolazione lavorativa sottoposta e sovraesposta a fattori di stress cronico, intrinseco al lavoro di cura, ma anche estrinseco, generato da un blocco decennale del turnover che ha desertificate le piante organiche del SSN, da un precariato selvaggio, che nel SSN interessa molto più i medici che gli amministrativi, da un calo delle tutele per i soggetti più fragili, le donne e le donne in gravidanza in particolare, esposte al rito ricattatorio dei contratti atipici, a tempo determinato e delle false partita Iva, a una persistente assurda penalizzazione alla genitorialità, vista oltretutto l'inesistente rete di Welfare sociale e aziendale.


La sindrome post traumatica che segue a tali eventi acuti è così destruente per un medico ,per un infermiere, per chi si reca al lavoro per rispondere a una richiesta da aiuto,da mortificarne nel profondo la dignità, scaraventando in crisi esistenziale la motivazione della propria scelta lavorativa..

Per questo fare riferimento e fare tesoro delle buone prassi già in atto diventa mandatorio, come lo Sportello antimobbing Cisl di Milano Metropoli, già, da anni utilizzato dalla Cisl Medici per i medici in situazioni di sovraesposizioni a grave Stress-lavoro-correlato, o come l'analogo sportello Cisl, a Napoli, aperto ad accogliere lo stato di disagio psicosociale degli operatori della sanità.

Non lasciatele sole, non lasciateci soli è stato l'appello lanciato nel suo giornale dalla Presidente degli ordini dei Medici.

Questa proposta può essere già un passo su questa strada, come l'invito alle istituzioni, alle regioni ai direttori generali delle aziende del Ssn ad applicare quanto previsto dalla normativa in merito alla sicurezza e alla salute dei lavoratori, di cui essi sono penalmente responsabili, e quanto contenuto nelle raccomandazioni del 2007, fino ad oggi inspiegabilmente inattuate nella maggior parte delle Asl e ASST.

Anche qui esiste qualche buona prassi (ospedale di Mantova ) chepuò essere facilmente emulata, con risorse adeguate, magari inserendo il tutto tra gli obiettivi di budget.

Per affrontare un problema così complesso occorre sinergia dell'agire. E come un mantra invito gli organismi di Parità, i Comitati Unici di Garanzia previsti dalla legge, a sorvegliare e captare i tanti, troppi segnali di allarme che provengono dai medici, dagli infermieri e da quanti, in Sanità, tutti i giorni si impegnano con serietà e abnegazione per la salute dei cittadini.
 
Antonia Carlino
Cisl Medici


29 gennaio 2018
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