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Liste d’attesa. Il flop dei provvedimenti adottati fino ad oggi

29 APR - Gentile Direttore,
per eliminare il grave problema dei lunghi tempi di attesa per le prestazioni sanitarie  le cose concrete da fare sarebbero le seguenti: a) ridurre la domanda, agendo in maniera concreta ed efficace per diminuire il numero di prestazioni inappropriate; b) incrementare il numero di prestazioni per riportare una situazione di parità fra domanda e offerta.
 
Questi due provvedimenti porterebbero ad una condizione che non dovrebbe far incrementare ulteriormente i tempi di attesa, ma va detto con chiarezza che il raggiungimento di questo obiettivo li lascerebbe nella situazione in cui sono attualmente che, come da tutti è ammesso, non sono accettati dai pazienti, in quanto avrebbe solo l’effetto di non farli ulteriormente aumentare, come sta accadendo da alcuni anni.
 
L’unico provvedimento che può portare ad una riduzione degli attuali tempi di attesa è uno stanziamento straordinario per effettuare un numero di prestazioni aggiuntive, che consentano di portare gli attuali tempi di attesa a livelli accettabili, che dovrebbero poi rimanere stabili in seguito all’adozione dei due provvedimenti esposti al punto a) e b).

 
Analizziamo i provvedimenti adottati, fino ad oggi, per risolvere il problema delle liste d’attesa:
 
1) Il Ministero della Salute ha stanziato una somma consistente per gli anni 2019-2020-2021 che le Regioni potranno utilizzare solo per l’informatizzazione del SSN:  sicuramente si tratta di un provvedimento utile che potrà consentire ai pazienti una visione rapida delle strutture autorizzate ad erogare prestazioni per il SSN ed i relativi tempi di attesa e ai medici per avere informazioni rapide su tutte le prestazioni che un paziente ha effettuato. Inoltre, dovrebbe facilitare le prenotazioni da parte dei pazienti, anche se non è del tutto certo. Tuttavia, questo provvedimento non ha avuto ad oggi alcun effetto sui tempi d’attesa e non lo avrà nemmeno in futuro.
 
2) E’ stato approvato il Piano Nazionale delle Liste d’Attesa, che dovrà poi esser recepito da ogni singola Regione: tuttavia, non vi è in esso alcun provvedimento concretamente attuabile che possa ridurre con efficacia il numero di prestazioni inappropriate. Il Piano prevede una serie di obblighi per il rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dalla legge vigente, ma non prevede alcun stanziamento per effettuare prestazioni aggiuntive.
 
3) Sono in atto una serie di confronti politici sul ruolo dell’Assistenza Integrativa, con posizioni divergenti: alcuni vorrebbero che elargisse solo prestazioni che il SSN non eroga (extra LEA), mentre altri sono del parere che dovrebbe elargire anche prestazioni che sono erogate dal SSN, con uno spirito di collaborazione e non di competizione.
Posso affermare che attualmente nelle strutture associate a Feder ANISAP vengono erogate a carico dell’Assistenza Integrativa un numero di prestazioni comprese nei LEA che sta aumentando, il che contribuisce a contenere l’incremento dei tempi di attesa.
Va detto che in questo dibattito non c’è nessuno che propone di regolamentare l’attività degli oltre 300 Fondi e Società che erogano Assistenza integrativa. Secondo me una regolamentazione sarebbe particolarmente utile e favorevole agli utilizzatori e agli erogatori di questo tipo di assistenza.
 
4) Nel dibattito politico attuale stanno riemergendo posizioni ideologiche contro il Privato Accreditato che svolge la sua attività anche per il SSN. Vorrei sottolineare che il Privato Accreditato eroga prestazioni per il SSN con tariffe che non hanno avuto nessun incremento da più di venti anni, ed è soggetto a continui controlli da parte delle Regioni. Per le sue capacità organizzative, il Privato Accreditato si è sempre dichiarato disponibile ad erogare un numero di prestazioni aggiuntive, con modalità da concordare con le singole Regioni, per risolvere il grave problema dell’incremento delle liste d’attesa.
 
In conclusione, ad oggi, con i provvedimenti adottati non c’è stato alcun effetto sulle liste d’attesa, i cui tempi sono ulteriormente aumentati. Purtroppo, non ci resta che riaffermare che i punti cardine del nostro SSN, ossia universalismo e libera scelta da parte del cittadino, sono solo un ricordo del passato! 
 
Mauro Potestio
Presidente Feder ANISAP (FederazioneNazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private)

29 aprile 2019
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