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Scienza e dogmi

24 MAG - Gentile Direttore,
Mercoledì 22 maggio si è svolto presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano un importante convegno sul tema “Scienza e dogmi”, durante il quale, nel ribadire il valore della pratica scientifica per il progresso dell’umanità, si sono evidenziati i limiti, le contraddizioni e i rischi correlati alla diffusione di posizioni e atteggiamenti dogmatici.
 
Si è ribadito che la scienza deve essere il luogo del dubbio costruttivo e che la ricerca dovrebbe essere libera da conflitti di interesse e da pressioni politiche. La scienza procede per prove ed errori e spesso accade che quanto un tempo ritenuto vero sia superato da nuove conoscenze. 
 
La scienza non può progredire basandosi su pregiudizi ed esclusioni, ma solo applicando con rigore il criterio della ricerca osservazionale e sperimentale, e accettando sempre di ampliare e rimettere in discussione le conoscenze acquisite.
 
Come ricorda Popper la critica e la “falsificabilità” (possibilità di confutazione) sono l’essenza della scienza. Le vere rivoluzioni scientifiche, i cosiddetti cambi di paradigma di Kuhn, avvengono solo quando si accetta di avventurarsi fuori dalla struttura concettuale dominante.

 
Nel corso dei lavori si sono anche evidenziate le contraddizioni del “Patto trasversale per la Scienza”, proposto da due docenti e divulgatori che, pur invocando un condivisibile rigore verso «le terapie non basate su prove scientifiche», non mostra alcun interesse per il fatto che solo una quota minoritaria delle attuali pratiche mediche si basa su prove scientifiche solide.
 
Si pensi ad esempio ai check-up, agli screening per i tumori della prostata o della tiroide, o della demenza, ai farmaci per demenza e declino cognitivo, all’uso indiscriminato di antibiotici per infezioni banali, e tantissimo altro ancora. 
 
Considerati i problemi di sostenibilità del SSN, i finanziamenti pubblici dovrebbero essere destinati a priorità dettate dai principali problemi di salute della popolazione, con speciale attenzione alla ricerca comparativa di efficacia, sicurezza e costo-efficacia e ai modi per trasferire nella pratica le conoscenze già disponibili, verificandone i risultati.
 
Anche nel campo delle scienze agrarie si assiste oggi al predominio di un paradigma produttivista, che appare nel medio-lungo periodo insostenibile e dannoso per le generazioni future. Nel contempo spesso si trascurano le indicazioni basate sulla sostenibilità ambientale, l’adattamento e mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, la conservazione della biodiversità, la riduzione dell’impronta ecologica, gli aspetti sociali, e ignorando l’importanza della ricerca transdisciplinare.
 
Infine, si è anche evidenziato che il paradigma economico neo-liberale basato sulla crescita infinita in un sistema chiuso e finito, non solo non ha basi scientifiche ma è persino contrario al buon senso e destinato a produrre gravi conseguenze per la società.
 
In conclusione si è ribadito che la scienza non deve proclamare dogmi, ma ammettere i propri limiti, accettare la complessità, sapersi mettere in discussione e dialogare con la società civile.
 
Confutare, con l’onere della prova, “verità” date per scontate non è un atteggiamento antiscientifico. I rappresentanti politici hanno la responsabilità di assicurare un ambiente antidogmatico che sia favorevole a un dibattito scientifico libero, trasparente ed esente da conflitti d’interessi, che metta al centro dell’attenzione il benessere della società, anche per le nuove generazioni, e un accesso equo alle risorse. 
 
Fondazione Allineare Sanità e Salute  
Gruppo NoGrazie ISDE
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica Onlus
Slow Medicine

AIDA – Associazione Italiana per l’Agroecologia 
AIAB – Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
FIRAB – Federazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica
RIRAB – Rete Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica
GRAB-It – Gruppo di Ricerca sull’Agricoltura Biologica – Italia

24 maggio 2019
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