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Tante domande sulla gestione dell’emergenza in Veneto

di Salvatore Lihard

25 NOV - Gentile Direttore,
vorremmo porre domande e dare voce alle preoccupazioni che molti cittadini si stanno ponendo rispetto alla situazione dell’epidemia in Veneto rispetto a tre aspetti che riteniamo fondamentali: 1) aumento del contagio tra la popolazione e aumento dei decessi; 2) aumento esponenziale dei soggetti ricoverati in area non critica e terapia intensiva con conseguente forte tensione su operatori e strutture sanitarie; 3) conseguenze della ritardata risposta per le terapie non Covid.

Relativamente alla diffusione del contagio riportiamo solo alcuni dati di Azienda Zero, abbiamo confrontato il picco osservato nella prima ondata, 16 marzo ( 3629) con % di positività 18,8 % ,158 deceduti, con i dati dell’ultima settimana riportata del 09/11/20 (20782) con %di positività 28,8%, 272deceduti . Tasso attuale di contagio in Veneto 2,5% popolazione ,da molti giorni il Veneto purtroppo è sempre tra le prime 4 regioni con il maggior numero di nuovi casi .

Altrettanto importante risultano i dati relativi ai ricoveri in area non critica e in terapia intensiva in cui a partire dal mese di ottobre si è assistito ad una impennata:

- la settimana del 2 ottobre ci sono 241 ricoverati in aria non critica e 29 in Terapia Intensiva
- la settimana del 17 novembre ci sono 2091 ricoverati in area non critica e 280 in Terapia Intensiva , in un mese e mezzo il numero si è quasi decuplicato
Al 22 novembre i nuovi dati sul sito dell’ Azienda Zero sono: Ricoverati Covid + 2211 in area medica 281 in T.I , con i negativizzati 2625 area medica 297 in Terapia Intensiva.

Alla luce di questi numeri che ci portano alla fase 4 dell’Emergenza come previsto dal Documento Regionale “Aggiornamento del Piano di Emergenza Autunno” ( ricordiamo che la fase 4 prevede l’occupazione dei pazienti Covid fino al 60% dei posti liberi , con l’utilizzo delle sale operatorie e parziale riduzione dell’attività ordinaria. Negli ospedali spoke) non risultando al momento costruiti posti ex novo di Terapia Intensiva o per l’ Area Medica, chiediamo alla Regione Veneto quanti siano i posti “riconvertiti” per la Terapia Intensiva e Area medica , non risultando al momento un incremento notevole di personale sanitario ( medici, infermieri, etcc) e che viceversa che ci sia una diffusione del contagio tra i sanitari rilevante ( vedi casi in Provincia di Vicenza ed altri), chiediamo con quale personale qualificato saranno attivati i nuovi Posti letto allestiti .

Alla luce della direttiva del Direttore ad Interim dell’Area sanità e Sociale del 06/11/20 che prevede di ”sospendere in ogni struttura ospedaliera pubblica e privata accreditata tutta l’attività chirurgica programmata per la quale è previsto il ricovero in terapia intensiva post operatoria e di ridurre l’attività programmata non urgente chirurgica ed in ambito internistico al fine di poter disporre di personale per la gestione dei pazienti Covid”
Ci chiediamo quanto questa ritardata assistenza potrà gravare sulle condizioni di salute dei singoli cittadini e sulla collettività.

Riteniamo che l’aumento del numero di decessi, ricoveri e contagi dovuti alla pandemia sia evidentemente da ricollegarsi in parte alla mancata attuazione della delibera di Giunta regionale n.782 del 16 giugno 2020 (misure in materia sanitaria connesse alla emergenza epidemiologica).
Sicuramente un buon progetto articolati in più parti.

E però riteniamo d'obbligo alcune domande:
- Come è stata implementata l'assistenza domiciliare?

- Quanti Infermieri di famiglia dei 441 previsti sono stati assunti?

- Ad oggi quante USCA sono state attivate rispetto alle 97 programmate?

- Quanti medici USCA sono stati impiegati in rapporto al numero 619 programmato?

Poiché nelle RSA/Centri di Servizi/Case di riposo si registrano la maggior parte dei decessi:
- In quante delle più di 500 strutture residenziali è stato nominato il Direttore sanitario?
Sono stati assunti tutti i parametri di standard organizzativo-funzionale stabilito per tali strutture residenziali, soprattutto per i non autosufficienti?

- C'è una verifica/monitoraggio da parte delle Direzioni del Sociale delle singole AULSS?

- Perchè non si adottano incentivi per evitare il massiccio esodo degli operatori dal privato al pubblico?

E data la carenza cronica di personale,
- Perchè recentemente l'Assessora regionale alle politiche socio-sanitarie ha recentemente dichiarato l'impossibilità a reperire Infermieri Professionali quando poi al concorso per 190 posti si presenteranno il 24, 25 e 26novembre al Kione Arena ben 5.248 candidati? Anche se è vero che parte di loro sono occupati in strutture il cui CCNL è penalizzante rispetto a quello pubblico.

- Ma perchè un concorso per soli 190 posti?

- Ma come è possibile che stante la cronica carenza di Infermieri nelle AULSS, qualche Direttore generale propone di trasferire tale personale momentaneamente nelle Case di riposo?

Salvatore Lihard
Componente del Coordinamento Veneto Sanità Pubblica


25 novembre 2020
© Riproduzione riservata


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