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Stanziati 54 milioni per assistenza domiciliare alle fasce deboli

I fondi saranno destinati agli ambiti territoriali dei Comuni lombardi. Tre le aree di intervento individuate: assistenza domiciliare ad anziani e disabili, comunità di minori, Centri di prima infanzia, nidi e micronidi. Fontana: “Un aiuto concreto per chi ha bisogno”

23 LUG - Uno stanziamento di 54 milioni di euro di fondi regionali che, insieme alle risorse europee e nazionali, finanzieranno servizi in attuazione della programmazione sociale 2018-2020.
 
Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dall’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità Stefano Bolognini, che prevede finanziamenti destinati agli ambiti territoriali dei Comuni lombardi.
 
Presidente Fontana: grande attenzione fasce più deboli. “Prosegue a pieno ritmo - ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana - l’attuazione verso politiche sociali mirate a garantire servizi fondamentali per le nostre famiglie. Un’azione che guarda, in particolar modo, alle fasce deboli, per offrire loro un aiuto concreto”.
 
Bolognini: risorse che si integrano e valorizzano i territori - “Intendiamo premiare l’azione dei Comuni - ha aggiunto Bolognini - che sanno valorizzare complessivamente il lavoro nei territori. Il Fondo è un elemento importante a sostegno delle politiche sociali e si inserisce in un quadro complessivo di risorse comunitarie e nazionali che si integrano e completano. In questo modo contribuiamo a ridurre le rette degli utenti e, quindi, a sostenere ulteriormente i bisogni delle famiglie. Le unità di offerta, così finanziate, concorrono alla costruzione del Piano di zona e il sistema di premialità introdotto da due anni valorizza i territori e la capacità di programmare e fare rete”.

 
La delibera prevede tre aree di intervento:
1) Il Fondo sociale finanzia il Servizio di assistenza domiciliare (Sad) rivolto alle persone anziane e con disabilità. È il servizio maggiormente finanziato, con il 22 per cento del fondo (9,9 milioni di euro circa). Il finanziamento riguarda il 52 per cento dei Sad attivi in Regione Lombardia al 31/12/2018 e copre il 19 per cento dei costi di gestione.
 
2) Le rette per le comunità minori sono la seconda voce finanziata dal Fondo per il 21 per cento (9,6 milioni di euro); il Fondo contribuisce alla copertura del 13 per cento degli oneri destinati al pagamento delle rette. Un ambito, quello della tutela dei minori, su cui i Comuni stanno chiedendo sempre maggiori risorse.
 
3) I servizi rivolti alla prima infanzia (asili nido, micronidi e Centri prima infanzia) pesano per il 19 per cento sul Fondo, per un importo pari a 8,4 milioni di euro. Il finanziamento interessa circa il 35 per cento del totale delle strutture presenti in Regione al 31/12/ 2018 e copre circa il 4 per cento dei costi di gestione.
Il sostegno alle famiglie riguarda anche gli interventi di affido famigliare, che costituiscono l’8 per cento del Fondo (3,7 milioni) destinato agli interventi di affido famigliare, con una copertura dei costi sostenuti dai Comuni pari al 37 per cento. Il 10 per cento del Fondo, invece, sostiene il Servizio di assistenza domiciliare minori, per un importo di 4,5 milioni.
Per questa tipologia di unità di offerta il finanziamento interessa il 93 per cento dei servizi domiciliari attivi e copre il 25 per cento dei costi di gestione.
 
Tre i criteri di riparto. Quest’anno, anche su richiesta dei Comuni, in coordinamento con Anci, “Regione Lombardia fa un salto di qualità - ha osservato Bolognini - e costruisce un sistema di riparto che premia maggiormente quei Comuni che hanno saputo investire negli anni nel sostegno
dell’unità di offerta complessiva”.
 
Ecco i criteri individuati: il 50 per cento delle risorse ripartite su base capitaria; il 30 per cento sulla base del numero dei posti delle Unità di offerta sociali attive, il numero di utenti dei servizi di assistenza domiciliare per anziani, persone disabili e minori e il numero di minori in affidamento famigliare; il 20 per cento sulla base del numero di unità di offerta sociali cofinanziate con il Fondo sociale regionale, rapportato sul totale delle unità di offerta sociali (attive al 31/12/2018) presenti nell’Ambito territoriale.
 
In misura analoga a quanto fatto nel 2018, viene mantenuta l’applicazione di un correttivo con lo scopo di contenere gli scostamenti del nuovo riparto delle risorse nella misura massima del +10 per cento per le variazioni positive e -10 per cento per quelle negative
 
Sistema ‘premiante’. “Con questa ripartizione - ha concluso Bolognini - Regione Lombardia intende premiare la capacità dei Comuni di rispondere ai bisogni delle famiglie, anche attraverso il sostegno alle reti di offerta pubbliche e private, che vengono coinvolte nella rete complessiva dei
servizi sociali”.
 
Fondo sociale regionale 2019, riepilogo per Ats:
- Ats Città metropolitana Milano, 17.964.213,85 euro;
- Ats Insubria, 7.879.922,49 euro;
- Ats della Montagna 1.618.285,79 euro;
- Ats della Brianza 6.594.744,82 euro;
- Ats di Bergamo 5.560.730,63 euro;
- Ats di Brescia 6.708.743,40 euro;
- Ats della Valpadana 4.894.256,68 euro;
- Ats di Pavia 2.779.102,34 euro.

23 luglio 2019
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